Decreto salvabanche bail in e obbligazioni subordinate: vademecum per il consumatore

Il 22 novembre 2015 il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto Salva Banche, con cui è stato stanziato un fondo di 2 miliardi e 300 milioni di euro per salvare quattro banche del centro Italia da tempo in gravi difficoltà: Banca Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara, e Carichieti.

La notizia è però arrivata sulle prime pagine dei giornali italiani solamente negli ultimi giorni, sostanzialmente in seguito al suicidio di un pensionato a Civitavecchia – attribuito dalla sua famiglia alla perdita dei risparmi seguita al fallimento della sua banca – e al coinvolgimento del Ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, il cui padre è stato per anni un membro del Consiglio d'amministrazione di Banca dell'Etruria, una delle banche salvate dal decreto.

Il dibattito è poi proseguito ieri quando Roberto Saviano ha scritto che il ministro Maria Elena Boschi dovrebbe dimettersi a causa di un conflitto di interessi. Ma andiamo con ordine.

Da anni le quattro banche salvate erano in grave difficoltà a causa di cattive pratiche di amministrazione: tutte e quattro erano già state commissariate, cioè messe sotto la gestione di amministratori nominati dal governo. Lo scorso 22 novembre si è “semplicemente” deciso di procedere al salvataggio tramite decreto per evitarne il fallimento.

Il salvataggio è avvenuto tramite il cosiddetto bail in, un sistema che prevede di salvare una banca utilizzando i soldi degli investitori invece che quelli dello stato, pratica soprannominata bail out.

Il bail in è stato introdotto dal decreto “salva banche”, promulgato e sponsorizzato da Matteo Renzi e e la sua cricca.

Al momento, nessuna delle persone che aveva semplicemente depositato i suoi risparmi sul conto corrente, o che aveva investito in prodotti finanziari più ordinari ha perso i propri soldi. Ciò perché, in Italia, almeno fino a oggi, i depositi sul conto corrente sono assicurati fino a 100.000 euro.

Hanno perso del denaro, però, e parecchio, le persone che avevano investito i propri risparmi nelle azioni della banca (era quindi un azionista, cioè uno dei proprietari della banca) oppure in obbligazioni subordinate, di cui abbiamo già ampiamente parlato.

Il problema è che adesso molti di questi risparmiatori accusano le banche di averli truffati.

Diversi obbligazionisti hanno raccontato di aver ricevuto vere e proprie minacce da parte dei dirigenti delle banche. Alcuni hanno detto che l'unico modo per avere un mutuo o per non vedersi revocato il fido era sottoscrivere le obbligazioni subordinate della banca. Questo comportamento è un reato, in Italia come nel resto d'Europa.

Altri hanno raccontato di essere stati raggirati e di aver acquistato le obbligazioni subordinate dopo essere stati assicurati che si trattava di prodotti poco rischiosi.

L'impiegato della Banca d'Etruria che ha “venduto” le obbligazioni subordinate al pensionato di Civitavecchia ha detto a Repubblica di avere ricevuto pressioni dalla stessa banca al fine di «convincere più clienti possibili ad acquistare i prodotti della banca».

Va detto che nei documenti che bisogna firmare prima di acquistare questi prodotti sono specificati tutti i rischi a cui si va incontro. Per legge, però, questi documenti sono spesso lunghi decine di pagine e scritti in una lingua quasi incomprensibile.

Comunque, il fenomeno delle obbligazioni subordinate non è affatto limitato: parliamo di realtà consolidate sul territorio e di istituti che avevano esteso in maniera anche notevole il proprio raggio di azione.

Il valore complessivo delle obbligazioni subordinate azzerate, in questo caso, è di ben 788 milioni di euro.

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Stai leggendo Decreto salvabanche bail in e obbligazioni subordinate: vademecum per il consumatore Autore Andrea Ricciardi Articolo pubblicato il giorno 15 dicembre 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 4 marzo 2017 Classificato nella categoria contratti di prestito e di garanzia Inserito nella sezione contratti di prestito - microcredito usura e sovraindebitamento del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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