Il nuovo modello ISEE: caratteristiche generali

Come noto, a partire dal 1 Gennaio 2015 sono diventate operative le norme relative al nuovo modello Isee.

Ma quali sono le novità? Non cambia tanto il metodo di calcolo dell'ISEE (rapporto tra ISE e scala di equivalenza), né la nozione stessa di ISE (somma dei redditi e quota di patrimoni immobiliari e mobiliari di tutti i componenti del nucleo familiare).

Vengono invece introdotte alcune modalità diversificate di calcolo a seconda del suo utilizzo. Oltre all'Isee standard (o ordinario) si hanno infatti l'Isee università, l'Isee sociosanitario, l'Isee sociosanitario per residenze, e l'Isee minorenni.

Per ottenere l'Isee occorre presentare il nuovo modello DSU, una sorta di autocertificazione sulla quale l'INPS, prima di rilasciare l'attestazione, svolge controlli incrociati integrandovi dati provenienti da archivi propri e dell'Agenzia delle entrate.

Ma come mai questo cambio di rotta?

Sfruttando il fatto che si trattasse di un'autocertificazione, molti han dichiarato il falso, beneficiando di servizi non dovuti e danneggiando i veri beneficiari.

Ad esempio l'80% dei nuclei familiari nell'ultima dichiarazione ISEE ha dichiarato di non avere un conto corrente, dato non coerente con quelli in possesso dalla Banca d'Italia.

L'idea del nuovo ISEE, pertanto, è quella di ridurre al minimo le parti del modulo autocertificate, con un modulo con diversi dati già presenti, come i redditi familiari e gli estratti conti bancari.

Inoltre rispetto al vecchio ISEE bisognerà indicare anche i redditi esenti, gli assegni di invalidità , gli assegni sociali, le indennità di accompagnamento ecc.

Insomma bisognerà indicare proprio tutto, con la conseguenza che l'indicatore ISEE avrà sicuramente un valore molto più alto rispetto al passato, e i casi di ISEE pari a zero, che attualmente rappresentano il 10% delle dichiarazioni, non dovrebbero più esserci.

Il nuovo ISEE per come è stato strutturato certificherà ovviamente situazioni economico familiari più alte rispetto a prima.

Purtroppo però non è detto che vengano modificate anche le fasce ISEE e se nell'ISEE si tiene conto di tutto, compreso i redditi esenti, e poi nelle graduatorie si mantengono le fasce di reddito attuali, una famiglia che negli anni ha avuto sempre la stessa situazione economica si troverà a pagare molto di più .

Se fosse così non si tratterebbe di un ISEE più equo e di una caccia ai furbetti, ma di un subdolo trucco dello Stato per erogare meno servizi e far pagare di più le famiglie.

Ma facciamo un passo indietro. Che cos'è l'ISEE?

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Commenti e domande dei lettori

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  • Isa78 21 aprile 2015 at 15:32

    Buongiorno, i miei genitori divorziati da diversi anni erano comproprietari al 50% di un'abitazione, utilizzata da mia madre come residenza abituale. Nel 2004 hanno entrambi donato, ognuno per la loro quota la casa a mio fratello, ma mia madre si è riservata il diritto di abitazione sull'appartamento per la quota di sua spettanza pari a 1/2 indiviso.

    Sull'atto è anche riportato che in forza di questa riserva mia madre ha il diritto di abitare l'unità in oggetto limitatamente ai suoi bisogni e che tale diritto non può essere ceduto o dato in locazione.

    Vorrei sapere, ai fini della compilazione della DSU per l'individuazione dell'ISEE, se nella sezione relativa al patrimonio immobiliare, mia madre deve dichiarare l'intero valore dell'immobile o la metà del valore su cui vanta il diritto di abitazione.

    • Ornella De Bellis 21 aprile 2015 at 17:08

      Non è più rilevante il dato storico relativo alla quota di proprietà del 50% dell'immobile successivamente donato.

      Sua madre è titolare di un diritto reale di godimento sul bene. Dunque, va spuntata la casella relativa nel quadro B (casa di abitazione) se sua madre, dichiarante, risiede nella casa a suo tempo donata.

      Altrimenti il bene in oggetto non va indicato, non rientrando nel patrimonio immobiliare di sua madre.

      Naturalmente, il cespite va indicato nel patrimonio immobiliare del nucleo familiare (quota di proprietà al 100%) se suo fratello convive con la madre.

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