Tutti i cambiamenti apportati dalla riorganizzazione di Equitalia: dalle cartelle esattoriali al riassetto societario

Scopriamo quali sono tutti i cambiamenti apportati dalla riorganizzazione di Equitalia: dalle cartelle esattoriali al riassetto societario.

Per Equitalia, entrando nel pratico, cambia nome ma non la sostanza.

Da oggi, infatti, avremo Equitalia Servizi di riscossione spa, una nuova società che andrà a sostituire le tre finora esistenti, ovvero Equitalia Nord, Equitalia Centro ed Equitalia Sud.

Anche se in pratica per i contribuenti cambierà poco o niente, visto che sempre della fatidica Equitalia si tratta.

In pratica è solo un riassetto societario, approvato dal consiglio di amministrazione quasi un anno fa, per riunire la gestione della riscossione all'interno di un unico soggetto che opera su tutto il territorio nazionale (con esclusione della sola regione Sicilia).

Il riassetto societario determina una riduzione, da tre a uno, di tutti gli organi societari e di controllo (cda, collegi sindacali, organismi di vigilanza) con relativo risparmio di spesa.

Il consiglio di amministrazione di Equitalia Servizi di riscossione, che rimarrà in carica nel triennio 2016-2018, ha già nominato direttore generale Adelfio Moretti, già direttore riscossione di Equitalia.

Il cda della nuova società è composto dal presidente Giuseppe Telesca (Agenzia delle entrate), dalla vicepresidente Maria Grazia Sampietro (Inps) e dal consigliere Francesco Vasta (Agenzia delle entrate).

Nello stesso tempo, al fine di semplificare la vita ai contribuenti e ottimizzare il recupero crediti, che anche quest’anno ha segnato un trend positivo, sta per essere lanciata l'operazione “Cartella amica”, dopo un test positivo partito a febbraio a Varese, Firenze e Lecce.

In buona sostanza si tratta dell'invio della cartella esattoriale con, al suo interno, l'istanza per la rateazione che il contribuente, se vorrà aderire all'offerta di pagamento dilazionato, dovrà solo firmare e presentare allo sportello o, in alternativa, inviare la richiesta via raccomandata a.r. o via posta elettronica certificata (PEC).

L'istanza varrà solo per i debiti inferiori a 50.000 euro (ma non sotto i 600 euro).

La proposta di rateazione andrà da un minimo di 12 a un massimo di 72 rate (6 anni). Ad esempio, un debito di 3.600 euro potrà essere pagato in 6 anni con una rata mensile di 50 euro, oppure si potrà scegliere barrando un'altra casella un piano a 12 rate di circa 300 euro ciascuna.

In questo modo il contribuente non dovrà complicarsi la vita scaricando moduli da internet e facendoli compilare al proprio consulente, ma potrà, in modo semplice e chiaro, scegliere personalmente come e in quante rate pagare il proprio debito.

12 luglio 2016 · Gennaro Andele

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