Le polemiche delle associazioni dei consumatori sull'aumento di prezzi nelle bollette di luce e gas

Attenzione » il contenuto dell'articolo è poco significativo oppure è stato oggetto di revisioni normative e/o aggiornamenti giurisprudenziali successivi alla pubblicazione e, pertanto, le informazioni in esso contenute potrebbero risultare non corrette o non attuali. Potrai trovare i post aggiornati sull'argomento nella sezione di approfondimento, oppure qui o consultando questa sezione.

Le associazioni dei consumatori, però, temono un aumento delle bollette domestiche pari a circa il 20%: un aumento esagerato che arriva in conseguenza dell'abolizione del mercato tutelato (quello che regola la forbice di aumenti del prezzo e interessa l'80% degli italiani) senza prima stabilire regole e dare informazioni chiare agli utenti.

A parer loro, è inammissibile scaricare l'aggiustamento dei conti delle aziende sui consumatori.

Dalle previsioni delle associazioni, nel passaggio dal mercato tutelato a quello libero (stabilito nel documento il 1° luglio 2015 per il gas e il 1° luglio 2016 per elettricità), i cittadini rischiano un aumento delle bollette domestiche pari a circa il 20%. Una mazzata, compresa in circa 42 euro per l'elettricità e 68 per il gas, derivata dagli aumenti che hanno già colpito le famiglie passate al mercato libero nel 2014, secondo l'ultima relazione dell'Autorità per l'energia.

E' assurdo e inaccettabile il superamento del mercato tutelato senza prima stabilire regole e dare informazioni chiare agli utenti.

Per questo le associazioni dei consumatori hanno chiesto un incontro urgente al governo Renzi, all'Antitrust, e alle Commissioni Attività produttive di Camera e Senato.

La cancellazione del mercato tutelato, temono le associazioni, eliminerebbe sia l'azione positiva dell'acquirente unico che il meccanismo dei prezzi di riferimento fissati dall'Autorità Garante per le utenze casalinghe, che impedisce comportamenti collusivi fra gli operatori.

Se poi il Garante fa notare che in Italia il 83% dei volumi di vendita dei consumi domestici è in mano a tre società (di cui una ne detiene il 76%), la situazione è gestita, dicono le associazioni, di fatto da un oligopolio con forti venature di monopolio.

11 marzo 2015 · Gennaro Andele

Offri il tuo contributo alla visibilità di indebitati.it

Ti chiediamo di contribuire ad accrescere la visibilità di indebitati.it cliccando su una delle icone posizionate qui sotto: per condividere, con un account Facebook, Google+ o Twitter, il contenuto di questa pagina oppure per iscriverti alla newsletter o al feed della comunità. Qualora lo preferissi, puoi seguirci sui social cliccando qui. Un grazie, per la tua attenzione, dallo staff.

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Altre info

staff e collaboratori
privacy e cookie
note legali
contatti


Cerca