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La sentenza mette fine a un abuso perpetrato per lungo tempo dai concessionari della riscossione che, senza indicare la specifica della causale, pretendevano il saldo della cartella esattoriale

  • Carla Benvenuto 7 settembre 2013 at 13:57

    La sentenza mette fine a un abuso perpetrato per lungo tempo dai concessionari della riscossione che, senza indicare la specifica della causale, pretendevano il saldo della cartella esattoriale. Finalmente scatta la tutela per i cittadini che hanno il diritto di verificare l'effettiva richiesta del fisco e la sua aderenza alla realtà. La trasparenza quindi inizia dall'emissione della richiesta di pagamento, diritto fino a questo momento negato.

    Dalila Loiacono, responsabile dello sportello MDC “Sos Equitalia”, commenta così la deposizione della sentenza 20211 della Corte di Cassazione che afferma che sono nulle le cartelle di pagamento prive di parte motiva e che l'indicazione di un “omesso o carente versamento” non costituisce adeguata motivazione di una pretesa fiscale.

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