Mario Rossi non ha figli percipienti e non è incluso nello stato di famiglia dell'unico genitore percipiente

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Ricordiamo che il genitore di Mario Rossi si suppone non appartenere alla stessa famiglia anagrafica (stato di famiglia) in cui è presente Mario Rossi. Altrimenti ricadremmo nella stessa condizione analizzata in apertura di articolo, vale a dire quella in cui Mario Rossi risulta incluso nello stato di famiglia del percipiente obbligato agli alimenti, ed avremmo risolto il problema.

Pertanto, dobbiamo cominciare con il porci, o meglio, con il porre a Mario Rossi alcune domande. Mario Rossi ha un solo genitore percipiente? Se la risposta è affermativa, Mario Rossi farà parte del nucleo familiare di quel genitore percipiente.

Ancora una conferma, se mai ce ne fosse bisogno, del fatto che i concetti di  nucleo familiare ai fini ISEE e di famiglia anagrafica (l'insieme dei componenti listati in uno stesso stato di famiglia) mantengono relazioni logiche in casi particolari, non necessariamente nella generalità. Mario Rossi ed il suo genitore fanno parte dello stesso nucleo familiare ma non della stessa famiglia anagrafica (stato di famiglia).

E, forse, questa è anche l'occasione per svolgere considerazioni di altro tipo. Supponiamo che il genitore di Mario Rossi non fruisca, volontariamente, delle detrazioni per il figlio Mario che è a carico fiscale. Cambia qualcosa? No, Mario Rossi continuerà a far parte del nucleo familiare del genitore percipiente.

Il nucleo familiare, infatti, entra in gioco quando, a fronte di risorse finanziarie limitate, rese disponibili da Comuni, Regioni, Province e Stato (cioè da chi paga le tasse)  più cittadini (anche quelli che le tasse non le pagano) competono per accedere a benefici sociali (contributi per asili nido, per le rette della mensa scolastica,  per la bolletta delle forniture di elettricità e gas, sconti sulle tasse universitarie, buoni libro, esenzioni dal ticket ecc...) i quali hanno evidentemente un costo.

Si rende necessario, allora, restringere il campo dei concorrenti. E poichè noi Italiani siamo maestri nell'arte della "furbizia", siamo cioè, nella gran parte, dei pessimi cittadini anche se giustificati, parzialmente,  dal fatto di avere i governanti che ci meritiamo,  peggiori di noi (parafrasando il ministro Brunetta si potrebbe dire, senza commettere un grave errore, che in Parlamento siede la parte peggiore della nazione) qualcuno ha pensato di adottare delle contromisure. Per evitare che un papà,  con reddito  medio-alto, schiaffi il figliolo in un appartamento di proprietà con vista sulla facoltà di scienze politiche, ivi lo iscriva, in quel "pied a terre"  gli faccia acquisire regolare residenza e poi, magari, chieda l'esenzione delle tasse scolastiche rinunciando a fruire delle detrazioni fiscali a cui avrebbe diritto. Il saldo, considerando l'importo (rilevante) delle tasse scolastiche e le detrazioni per figlio a carico spettanti (esigue)  sarebbe tutto a vantaggio del solito "furbetto".

Fatta questa doverosa ed  istruttiva precisazione sulla "ratio" sottesa alle regole di composizione del nucleo familiare, procediamo oltre.

Commenti e domande dei lettori

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  • Marzia Ciunfrini 14 maggio 2012 at 06:51

    Mario Rossi potrebbe avere figli, come abbiamo avuto modo di rilevare, anche non essendo coniugato. Avendo già preso in esame il caso in cui Mario Rossi risulta incluso nello stesso stato di famiglia del parente obbligato e percipiente, vale la pena sottolineare che stiamo affrontando adesso l'eventualità in cui Mario Rossi e suo figlio non facciano parte dello stesso stato di famiglia (non appartengano, cioè, alla medesima famiglia anagrafica).

    Ciò nonostante, Mario Rossi fa parte del nucleo familiare del proprio figlio, nell'ipotesi che quest’ultimo sia un soggetto percipiente. Anche se non compare nello stato di famiglia del figlio. Emerge già così la differenza esistente fra i concetti di nucleo familiare e di famiglia anagrafica.

    E se i figli percipienti fossero due o più di due?