Notifica del verbale di multa » Il momento da cui decorre il termine di 90 giorni può essere bypassato dall'amministrazione?

Da quando parte il termine dei 90 giorni per notificare la multa?

In tema di sanzioni amministrative, il termine di 90 giorni previsto dall'art. 14 l. n. 689/1981 per la notifica degli estremi della violazione, decorre dal compimento dell'attività di verifica di tutti gli elementi dell'illecito, dovendosi considerare anche il tempo necessario all'amministrazione per valutare e ponderare gli elementi acquisiti.

Questo, in sintesi, l'orientamento espresso dalla Corte di Cassazione con sentenza 22837/14.

Brutte notizie per gli automobilisti italiani: da quanto si evince dalla pronuncia esaminata, il termine di 90 giorni previsto per la notifica degli estremi della violazione (qualora non sia intervenuta la contestazione immediata dell'infrazione), decorre dal compimento dell'attività di verifica di tutti gli elementi dell'illecito, dovendosi considerare anche il tempo necessario all'amministrazione per valutare e ponderare gli elementi acquisiti.

Ma cosa significa tutto questo?

Come sappiamo, la normativa vigente chiarisce che la multa va spedita a casa del cittadino entro 90 giorni dalla data dell'illecito, per essere valida.

La legge, però, prevede un eccezione: nel caso si debbano effettuare più approfonditi accertamenti, si supera la scadenza dei 90 giorni, ed il termine decorre dal compimento di tali indagini.

Nel nostro ordinamento giuridico, però, non è chiarito specificatamente per quale tipo di accertamento si possa bypassare il termine tassativo dei 90 giorni.

Ed è proprio su questo nodo che, purtroppo, i Giudici di piazza Cavour sono intervenuti, interpretando la legge in modo ampiamente largo.

A parere degli Ermellini, infatti, qualora l'amministrazione abbia un numero elevato di contravvenzioni da gestire e rispettare il termine dei 90 giorni diventi complesso, la scadenza può decorrere dal compimento dell'attività di verifica di tutti gli elementi dell'illecito, dovendosi considerare anche il tempo necessario all'amministrazione per valutare e ponderare gli elementi acquisiti.

Una formula talmente generica da farci rientrare qualsiasi tipo di ritardo.

Una grossa mano ai Comuni che risanano i bilanci effettuando multe a go-go, dunque, e l'ennesimo supplizio per i trasgressori italiani.

Perché? D'ora in avanti, oltre a non esservi più certezza sui tempi di invio delle multe, il cittadino non potrà mai sollevare eventuali contestazioni in merito al giudice, con l'ipotesi di trovarsi notificata a casa una multa di svariati mesi prima.

Infatti, chi mai potrà controllare e contestare il tempo impiegato effettivamente dalla pubblica amministrazione a fare i presunti accertamenti?

30 ottobre 2014 · Andrea Ricciardi

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