Notifica di impugnazione degli atti

È ormai consolidato il principio per il quale, in tema di notifiche degli atti, il momento in cui la notifica si deve considerare perfezionata per il notificante, che deve distinguersi da quello in cui essa si perfeziona per il destinatario, è esclusivamente quello della consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario o all'ufficiale postale.

Un'impugnazione è quindi tempestiva se l'atto di citazione con la quale essa va proposta è consegnato per la notifica all'ufficiale giudiziario, o a quello postale, entro il relativo termine perentorio, non rilevando in alcun modo il tempo di effettiva ricezione dell'atto da parte del destinatario.

Resta quindi irrilevante l'osservanza o meno delle ulteriori norme per conseguire la notifica in giornata, visto che, una volta consegnato l'atto al notificante, nessun altro adempimento è richiesto – beninteso, per il caso in cui la notifica vada effettivamente a buon fine – al notificante.

Inoltre, le attività successive alla consegna all'ufficiale notificante (ufficiale giudiziario o ufficiale postale) restano del tutto irrilevanti le vicende – ed i relativi tempi – successivi, ai fini del rispetto originario del termine perentorio di proposizione dell'impugnazione.

Questo, in sintesi, l'orientamento espresso dalla Corte di Cassazione nell'ordinanza numero 4993 del 4 marzo 2014.

6 marzo 2014 · Giorgio Valli

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