Termini di decadenza e di prescrizione per i crediti contributivi

La Legge 335/95 (entrata in vigore il 17 agosto 1995) ha modificato i termini di prescrizione in materia contributiva, effettuando delle distinzioni tra i crediti relativi ai periodi antecedenti il 1 gennaio 1996 e quelli relativi ai periodi successivi.

Termini di prescrizione per contributi successivi al 1 gennaio 1996

Le contribuzioni di previdenza e di assistenza sociale obbligatoria si prescrivono nei seguenti termini:

a) dieci anni per le contribuzioni di pertinenza del Fondo pensioni lavoratori dipendenti e delle altre gestioni pensionistiche obbligatorie, compreso il contributo di solidarietà previsto dall'articolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 29 marzo 1991, numero 103, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 giugno 1991, numero 166, ed esclusa ogni aliquota di contribuzione aggiuntiva non devoluta alle gestioni pensionistiche. A decorrere dal 1 gennaio 1996 tale termine è ridotto a cinque anni salvi i casi di denuncia del lavoratore o dei suoi superstiti;

b) cinque anni per tutte le altre contribuzioni di previdenza e di assistenza sociale obbligatoria.

Termini di prescrizione per contributi anteriori al 1 gennaio 1996

Per le contribuzioni relative a periodi precedenti al 1 gennaio 1996 (data fissata dalla legge 335/95 per la decorrenza del nuovo termine di prescrizione di cinque anni, in luogo del vecchio termine di dieci anni) bisogna fare le seguenti distinzioni:

  1. se è stato compiuto un atto interruttivo prima del 17 agosto 1995, si applica il termine decennale, a cui va aggiunto un termine di tre anni per la sospensione prevista dalla legge 11 novembre 1983 numero 638. Quindi possono essere recuperati i contributi IVS risalenti ai tredici anni precedenti (Cassazione, sentenza del 7.1.2004 numero 46);
  2. se è stato compiuto un atto interruttivo tra il 17 agosto 1995 ed il 31 dicembre 1995, il recupero dei contributi potrà retroagire per dieci anni;
  3. se non è stato compiuto alcun atto interruttivo, si applicano i nuovi termini introdotti dalla Legge 335/95.

Termini di prescrizione per contributi minori
I contributi minori (DS, TBC, ENAOLI, SSN, etc .) si prescrivono in cinque anni anche a seguito della legge numero 335/1995, in quanto nulla è cambiato rispetto alle precedenti disposizioni.

Per i contributi dovuti da artigiani, da esercenti attività commerciali e da lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata si applicano i termini introdotti dalla citata legge numero 335/1995.

Facciamo una precisazione riguardo il giorno da cui decorre il termine prescrizionale previsto per la contribuzione dovuta sulla quota di reddito eccedente il minimale imponibile di cui alla legge numero 233/1990: il termine prescrizionale decorre dal giorno in cui i contributi in argomento dovevano essere corrisposti secondo la normativa vigente e, quindi, dal giorno in cui doveva essere versato il saldo risultante dalla dichiarazione dei redditi dell'anno di riferimento.

Termini di decadenza

Nel procedimento di riscossione mediante ruolo dei crediti contributivi, l'unico termine di decadenza previsto dalla legge riguarda l'obbligo di rendere esecutivo il ruolo.
In particolare l'INPS ha l'obbligo di rendere esecutivi i ruoli entro (articolo 25 del Decreto Legislativo numero 46/99):

  • il 31 dicembre dell'anno successivo al termine fissato per il versamento, per i contributi o premi non versati dal debitore; in caso di denuncia o comunicazione tardiva o di riconoscimento del debito, tale termine decorre dalla data di conoscenza da parte dell'ente;
  • il 31 dicembre dell'anno successivo alla data di notifica del provvedimento per i contributi o premi dovuti in forza di accertamenti effettuati dagli uffici;
  • il 31 dicembre dell'anno successivo a quello in cui il provvedimento è divenuto definitivo per quelli sottoposti a gravame giudiziario.

I suddetti termini decadenziali hanno decorrenza per le debenze maturate dopo l'1.1.2001 (articolo 1, comma 20, del Decreto Legge numero 346/2000).

Cosa vuol dire "rendere esecutivo il ruolo"

Ai sensi dell'articolo 12, comma 4, del DPR numero 602/73 (vedi note) il ruolo (ossia l'elenco dei debitori formato dall'INPS dopo la scadenza dei termini di pagamento) è reso esecutivo mediante la sottoscrizione da parte del titolare dell'ufficio o di un suo delegato.

La data in cui il ruolo è reso esecutivo deve essere riportata nella successiva cartella di pagamento in modo da consentire al contribuente di conoscere e verificare la tempestività dell'adempimento (articolo 25, comma 2 bis, del DPR 602/73 (vedi note), inserito dall'articolo 8, del Decreto legislativo del 26 gennaio 2001, numero 32).

Questa regola si applica ai ruoli resi esecutivi a decorrere dal 1° luglio 2001 (articolo 8, comma 3, del Decreto legislativo del 26 gennaio 2001, numero 32). Una volta reso esecutivo il ruolo, questo viene consegnato all'Agente della riscossione affinchè proceda alla notifica della cartella esattoriale, che vale anche come notifica del ruolo. Non è previsto un termine di decadenza per la notifica della cartella avente ad oggetto crediti contributivi. L'unico termine da rispettare è quindi quello di prescrizione, sopra indicato.

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  • giorgio76 3 febbraio 2016 at 22:16

    Ho un pò di confusione in testa...
    Il comune dove sono nato sta cercando in ogni modo di far cassa.
    Mi è stata notificata una cartella relativa al mancato pagamento TARSU per gli anni 2010, 2011, 2012. La procedura di notifica è stata alquanto scorretta, infatti pur non avendo la residenza nella casa di proprietà mia e di mio fratello da dieci anni, ora disabitata avendo anche mio fratello cambiato residenza, la cartella è stata notificata presso quell'indirizzo il 10 gennaio 2016. Giusto per caso nostro padre, passando da lì, ha pensato bene di andare a ritirare la cartella falsificando la mia firma. Evitando le lungaggini che comporterebbe il dimostrare la fallacità di questa notifica, tenendo conto del fatto che prima del 10 gennaio 2016 non mi è mai stato notificato nulla, posso pensare che tutti i tributi relativi ai tre anni possano essere andati in prescrizione (eventualmente sarebbe stata valida quella relativa al 2012 se notificata entro il 31/12/2015...)? In questo caso, cosa dovrei fare? Chiedere prima prova di eventuale notifica (presso, ovviamente, la mia residenza nonché abitazione abituale) all'ente della riscossione? Posso fare ciò tramite posta elettronica certificata essendo a 1000 chilometri dagli uffici dell'ente?
    Ringrazio anticipatamente per la risposta.

    • Annapaola Ferri 11 febbraio 2016 at 05:21

      Non volendo (e non potendo) procedere con querela di falso, dal momento che suo padre rischierebbe di trovarsi coinvolto nella vicenda (l'impiegato addetto alla consegna della posta in giacenza potrebbe ricordare chi ha firmato come destinatario, senza contare il fatto che sicuramente avrà registrato almeno gli estremi del documento di identità ) non le resta che considerare corretto il perfezionamento di una notifica, che, altrimenti, sarebbe risultata irrimediabilmente viziata.

      Quando c'è omissione di dichiarazione TARSU,le annualità che possono essere accertate e pretese dall'amministrazione comunale sono cinque. Con una notifica effettuata entro il 31 dicembre 2015, può essere pretesa la TARSU relativa al 2010 (il termine di decadenza è il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui il tributo avrebbe dovuto essere versato).

      Tenga anche presente che sono diversi i tempi in cui va considerata perfezionata la notifica per mittente e destinatario. Per il decorso del termine di decadenza va considerata la data in cui l'amministrazione consegna l'atto all'ufficio postale. Per il decorso dei termini di impugnazione dell'atto,il destinatario deve prendere a riferimento la data di consegna da parte del postino, quella di ritiro dalla posta in giacenza (se effettuato entro 10 giorni dal deposito), la data di compiuta giacenza (10 giorni successivi al deposito) se il ritiro dell'atto è effettuato dopo tale data.

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