Termini di decadenza e di prescrizione per i tributi locali

Termini di prescrizione

I tributi locali si prescrivono nel termine di cinque anni dal giorno in cui il tributo è dovuto o dal giorno dell'ultimo atto interruttivo tempestivamente notificato al contribuente (articolo 2948  comma 4 del Codice civile - vedi nota).

L'applicazione del termine breve di cinque anni (in luogo di quello ordinario di dieci anni) è stata affermata dalla Cassazione con sentenza del 23 febbraio 2010.

In particolare la Cassazione sostiene che i tributi locali (a differenza di quelli erariali) sono "prestazioni periodiche" e, come tali, rientrano nell'ambito di applicazione dell'articolo 2948 comma 4 del Codice civile (vedi nota), che stabilisce appunto la prescrizione quinquennale.

I tributi locali (tassa per lo smaltimento rifiuti, per l'occupazione di suolo pubblico, per concessione di passo carrabile, contributi di bonifica) - dice la Corte - sono "elementi strutturali di un rapporto sinallagmatico caratterizzati da una ‘causa debendì di tipo continuativo suscettibile di adempimento solo con decorso del tempo in relazione alla quale l'utente è tenuto ad una erogazione periodica, dipendente dal prolungarsi sul piano temporale della prestazione erogata dall'ente impositore, o dal beneficio dallo stesso concesso" (Cassazione, sezione tributaria civile, sentenza 23 febbraio 2010, numero 4283).

Termini di decadenza per la notifica dell'avviso di accertamento

Prima della cartella esattoriale, il contribuente deve ricevere un avviso di accertamento motivato (Legge 27 dicembre 2006, numero 296, articolo 1, commi 161 e 162 - vedi note).

Fanno eccezione alcuni tributi, quale la TARSU, per i quali, non essendo prevista una denuncia annuale, non è neppure prevista la notifica dell'avviso di accertamento.

Tributi successivi al 1 gennaio 2007

A partire dal 1 gennaio 2007, per effetto della Legge 27 dicembre 2006, numero 296, articolo 1, comma 161 (vedi note), gli avvisi di accertamento in rettifica e d'ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati.

Entro gli stessi termini devono essere contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie, a norma degli articoli 16 e 17 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, numero 472, e successive modificazioni.

Tributi anteriori al 1 gennaio 2007

Il suddetto termine quinquennale è stato introdotto dalla Legge 27 dicembre 2006, numero 296.

Conseguentemente, per i tributi locali relativi agli anni anteriori al 2007, valgono i termini in precedenza vigenti (previsti dall'articolo 71 del Decreto Legislativo numero 507/1993), ossia:

  • in caso di denuncia infedele o incompleta, il Comune deve notificare un avviso di accertamento in rettifica entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della denuncia stessa, a pena di decadenza.
  • in caso di omessa denuncia, il Comune deve notificare l'avviso di accertamento d'ufficio entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui la denuncia doveva essere presentata, a pena di decadenza.

Termine di decadenza per l'iscrizione a ruolo

Dopo l'avviso di accertamento, l'ente creditore iscrive il credito a ruolo.

Entro quali termini?

Si ritiene tacitamente abrogato il termine annuale di decadenza previsto per l'iscrizione a ruolo dall'articolo 72 del Decreto Legislativo numero 507/93 (vedi note).

Tale abrogazione ha effetto dal 1 gennaio 2007, per effetto della entrata in vigore della Legge 27 dicembre 2006, numero 296.

Se, dunque, si riceve una cartella per tributi locali relativi ad anni anteriori al 2007, è bene verificare che il Comune abbia effettuato l'iscrizione a ruolo entro l'anno successivo a quello per il quale è dovuto il tributo. Altrimenti si può eccepire la decadenza ai sensi dell'articolo 72 citato, allora vigente.

Successivamente al 1 gennaio 2007, non rileva la data dell'iscrizione a ruolo.

Termini di decadenza per la notifica della cartella

Dopo l'avviso di accertamento e l'iscrizione a ruolo, è prevista la notifica della cartella esattoriale tramite l'Agente della riscossione.

Entro quali termini?

Il Decreto Legge numero 106/2005, che ha modificato l'articolo 25 del DPR numero 602/1973, non si riferisce ai tributi locali.

A colmare la lacuna è intervenuta la finanziaria del 2007 (Legge del 27 dicembre 2006, numero 296, comma 163) che ha stabilito:

"Per la riscossione coattiva dei tributi locali il relativo titolo esecutivo (cartella o ingiunzione) deve essere notificato al contribuente, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo".

In mancanza di un atto di accertamento (come nel caso di omesso pagamento della TARSU), il termine suindicato coincide con la fine del terzo anno successivo a quello nel quale fu presentata la denuncia, o a quello per il quale la tassa è dovuta (Corte di Cassazione, sentenza numero 10590 del 9 maggio 2007, secondo cui "il titolo derivante dalla dichiarazione del contribuente equivale all'accertamento definitivo").

La norma si applica ai rapporti d'imposta “pendenti” al 1° gennaio 2007, data d'entrata in vigore della legge (comma 171).

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  • giorgio76 3 febbraio 2016 at 22:16

    Ho un pò di confusione in testa...
    Il comune dove sono nato sta cercando in ogni modo di far cassa.
    Mi è stata notificata una cartella relativa al mancato pagamento TARSU per gli anni 2010, 2011, 2012. La procedura di notifica è stata alquanto scorretta, infatti pur non avendo la residenza nella casa di proprietà mia e di mio fratello da dieci anni, ora disabitata avendo anche mio fratello cambiato residenza, la cartella è stata notificata presso quell'indirizzo il 10 gennaio 2016. Giusto per caso nostro padre, passando da lì, ha pensato bene di andare a ritirare la cartella falsificando la mia firma. Evitando le lungaggini che comporterebbe il dimostrare la fallacità di questa notifica, tenendo conto del fatto che prima del 10 gennaio 2016 non mi è mai stato notificato nulla, posso pensare che tutti i tributi relativi ai tre anni possano essere andati in prescrizione (eventualmente sarebbe stata valida quella relativa al 2012 se notificata entro il 31/12/2015...)? In questo caso, cosa dovrei fare? Chiedere prima prova di eventuale notifica (presso, ovviamente, la mia residenza nonché abitazione abituale) all'ente della riscossione? Posso fare ciò tramite posta elettronica certificata essendo a 1000 chilometri dagli uffici dell'ente?
    Ringrazio anticipatamente per la risposta.

    • Annapaola Ferri 11 febbraio 2016 at 05:21

      Non volendo (e non potendo) procedere con querela di falso, dal momento che suo padre rischierebbe di trovarsi coinvolto nella vicenda (l'impiegato addetto alla consegna della posta in giacenza potrebbe ricordare chi ha firmato come destinatario, senza contare il fatto che sicuramente avrà registrato almeno gli estremi del documento di identità ) non le resta che considerare corretto il perfezionamento di una notifica, che, altrimenti, sarebbe risultata irrimediabilmente viziata.

      Quando c'è omissione di dichiarazione TARSU,le annualità che possono essere accertate e pretese dall'amministrazione comunale sono cinque. Con una notifica effettuata entro il 31 dicembre 2015, può essere pretesa la TARSU relativa al 2010 (il termine di decadenza è il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui il tributo avrebbe dovuto essere versato).

      Tenga anche presente che sono diversi i tempi in cui va considerata perfezionata la notifica per mittente e destinatario. Per il decorso del termine di decadenza va considerata la data in cui l'amministrazione consegna l'atto all'ufficio postale. Per il decorso dei termini di impugnazione dell'atto,il destinatario deve prendere a riferimento la data di consegna da parte del postino, quella di ritiro dalla posta in giacenza (se effettuato entro 10 giorni dal deposito), la data di compiuta giacenza (10 giorni successivi al deposito) se il ritiro dell'atto è effettuato dopo tale data.

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