La firma non intelligibile sulla relata di notifica della cartella esattoriale

Partiamo dal presupposto che non venga messa in discussione l'attività del postino e quanto da lui affermato. Ed analizziamo il caso in cui egli abbia, invece, omesso di trascrivere il nome del ricevente la raccomandata, non dando modo, quindi, di risalire a chi avrebbe preso materialmente la cartella esattoriale.

In questa accezione, si è già avuto modo di chiarire come e perchè l'indicazione del nome del ricevente la raccomandata non è prevista, restando l'attività complessivamente svolta dell'Ufficiale postale (sia quella espressamente consacrata nell'avviso di ricevimento che quella presupposta, come l'accertamento della qualità del consegnatario dell'atto in relazione alla previsione del decreto ministeriale9 aprile 2001, articolo 39) assistita dalla speciale efficacia probatoria prevista dall'articolo 2700 del codice civile attesa la natura di "atto pubblico" spettante all'avviso di ricevimento della raccomandata, con la conseguente imprescindibile necessità che la prova del contrario sia fornita mediante querela di falso.

Non vi è dubbio che in caso di notifica consentita dalla legge a mezzo posta raccomandata con avviso di ricevimento la procedura è meno garantita per il destinatario di quanto accada ordinariamente per gli atti giudiziari; d'altra parte però, la cosa non può destare particolari perplessità se solo si considera che tutto il sistema delle notifiche nel nostro ordinamento appare ispirato, per ben comprensibili ragioni, al principio della mera "conoscibilità" dell'atto, e non a quello della "effettiva conoscenza" del suo contenuto, così che sempre l'efficacia della notifica deriva non dalla prova della conoscenza bensì della semplice consegna della copia dell'atto in una delle forme previste dalla legge.

In tema di notifica a mezzo del servizio postale, l'avviso di ricevimento, il quale è parte integrante della relata di notifica, costituisce, ai sensi della legge 20 novembre 1982, numero 890, articolo 4, comma 3, il solo documento idoneo a provare sia l'intervenuta consegna del plico con la relativa data, sia l'identità della persona alla quale la consegna stessa è stata eseguita, e che ha sottoscritto l'avviso.Tale documento, infatti, riveste natura di atto pubblico, e, riguardando un'attività legittimamente delegata dall'ufficiale giudiziario all'agente postale ai sensi della legge numero 890 cit., articolo 1 gode della medesima forza certificatoria di cui è dotata la relazione di una notifica eseguita direttamente dall'ufficiale giudiziario, ovverosia della fede privilegiata, attribuita dall'articolo 2700 del codice civile, in ordine alle dichiarazioni delle parti e agli altri fatti che l'agente postale, mediante la sottoscrizione apposta sull'avviso di ricevimento, attesta avvenuti in sua presenza.

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