Il punto di vista della ctr lombardia sulla non sanabilità di una notifica inesistente

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Con la sentenza 80/45/12 anche la CTR Lombardia ha deciso di non far mancare il proprio apporto alla discussione, già affollata e confusa, in tema di notifiche nulle o inesistenti, sanabili e non.

Innanzitutto, nella sentenza si afferma che Equitalia non può notificare la cartella di pagamento tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Questo potere, secondo i giudici tributari lombardi, non è più esercitabile dall'agente della riscossione dopo le modifiche apportate all'articolo 26 del Dpr 602/73 dai decreti legislativi 46/1999 e 193/2001, i quali hanno volutamente escluso la possibilità della notifica diretta da parte del concessionario, senza l'intervento dell'agente allo scopo abilitato.

In più, hanno sancito i giudici, la proposizione del ricorso, da parte del destinatario della notifica effettuata direttamente per posta, non può sanare questo tipo di vizio, contrariamente a quanto sostenuto da chi ritiene (ai sensi dell'articolo 156 del Codice di procedura civile) che nonostante la notifica non sia fatta nelle forme di legge lo scopo dell'atto sarebbe comunque raggiunto.

Secondo la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, infatti, la sanatoria conseguente al raggiungimento dello scopo della notifica, può essere applicata solo agli atti con natura processuale in quanto, per questi ultimi, consente al giudizio di proseguire fino alla pronuncia del giudice e ne evita uno stop. Se però il vizio di notifica è afferente ad un atto con natura sostanziale, come la cartella di esattoriale o l'avviso di accertamento (atti impositivi di natura, appunto, sostanziale), l'ipotesi di inesistenza della notifica non è sanabile dalla proposizione del ricorso.

Insomma, in caso di presunti vizi di notifica, e fino a quando la giurisprudenza non fornirà indicazioni univoche e coerenti sui casi in cui una notifica viziata possa ritenersi sanabile oppure giuridicamente inesistente, meglio non ricorrere ed attendere la notifica dell'atto successivo.

Del resto, già con la sentenza delle Sezioni Unite numero 16412/2007, è stato sancito il principio secondo il quale l'omessa o irrituale notifica dell'atto “presupposto” comporta, di per sé, la nullità di quello “successivo”.

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