La sentenza della Corte Costituzionale 346/1998 in merito alla notifica degli atti tramite servizio postale

La sentenza numero 346 del 22 settembre 1998 della Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di alcuni articoli della legge 890/82. In particolare:

  • dell'articolo 8, secondo comma nella parte in cui non prevede che - in caso di rifiuto di ricevere il piego o di firmare il registro di consegna da parte di persone abilitate alla ricezione ovvero in caso di mancato recapito per temporanea assenza del destinatario o per mancanza, inidoneità o assenza delle persone sopra menzionate - sia data notizia al destinatario medesimo con raccomandata con avviso di ricevimento;
  • dell'articolo 8, terzo comma, nella parte in cui prevede che il piego sia restituito al mittente, in caso di mancato ritiro da parte del destinatario, dopo dieci giorni dal deposito presso l'ufficio postale;

ha reso indispensabile l'introduzione di modifiche sostanziali nella procedura di recapito dell'atto da notificare.

Tali modifiche interessano l'attività dell'agente postale e non già direttamente quella del messo comunale, salvo per il fatto che l'atto inesitato non sarà più restituito al soggetto che ha richiesto la notifica ma resterà giacente nell'ufficio postale.

Pertanto:

  1. in caso di rifiuto di ricevere il piego o di firmare il registro di consegna da parte di persone abilitate alla ricezione ovvero in caso di mancato recapito per temporanea assenza del destinatario o per mancanza, inidoneità o assenza delle persone appena indicate, il postino informa il destinatario con l'inserimento di un avviso di giacenza nella cassetta postale;
  2. l'atto potrà essere ritirato presso l'ufficio postale dal destinatario anche dopo i dieci giorni di giacenza (deposito);
  3. resta fermo che la notifica dell'atto si intenderà perfezionata, trascorsi i dieci giorni di giacenza presso l'ufficio postale, anche se il destinatario non provvederà al ritiro dello stesso.

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Commenti e domande dei lettori

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  • roberta74 21 ottobre 2011 at 21:34

    salve a tutti ho una domanda da porvi...il 14 giugno ho preso una multa per divieto di sosta..quest'ultima diceva che avevo 10 giorni per pagarla..il giorno dopo sono partita per il mare e da brava cittadina ho portato con me la multa per pagarla..ovviamente me ne sono dimenticata..il 31 agosto sono tornata a casa e nella buchetta c'era una avviso di raccomandata,colore verde del 3 Agosto..ovviamente il giorno dopo al mio rientro l'ho ritirata (1 settembre)...ovviamente tutte le mie intenzioni erano per pagarla, in buona fede quando leggo che ho 60 giorni dalla notifica per pagarla o fare ricorso me la prendo comoda tanto da come viene spiegato il verbale qualsiasi persona ignorante i materia di multe crede di avere tempo fino a fine ottobre...oggi parlando con un vigle mi mi dice che non è così .. mi arriverà una sanzione perchè ho pagato in ritardo ...in quanto trascorsi dieci giorni di deposito in posta la multa per loro è notificata....quindi i termini erano entro il 16 ottobre..( l'ho pagata il 20 ottobre) ...mi sembrano truffe legalizzate ...e se io fossi stata in ospedale o all'estero ?al ritorno, oltre alla multa anche un'altra multa per non aver pagato la prima perchè decorsi i tempi.....mi domando i 60 giorni non dovrebbero partire da quando il destinatario firma per ricevimento della raccomandata,""

    • Simone Saintjust 22 ottobre 2011 at 04:44

      Un atto si intende notificato dopo dieci giorni di giacenza negli uffici postali (compiuta giacenza). Se fosse come lei suggerisce (termini a partire dalla data in cui si firma la ricevuta) basterebbe non ritirare mai nulla ...