Notifica cartella esattoriale in caso di irreperibilità assoluta o temporanea - La pronuncia della Consulta

Fino alla pronuncia della Corte Costituzionale del 22 novembre 2012, nell'ipotesi di irreperibilità temporanea del destinatario (cioè nei casi individuati dall'articolo 140 del codice di procedura civile) la cartella esattoriale andava notificata applicando le stesse procedure previste per la notifica degli atti di accertamento a destinatari assolutamente irreperibili (quelli cioè per i quali risulti conclamata l'assenza, nel Comune di residenza o di domicilio fiscale, dell'abitazione, dell'ufficio o dell'azienda del destinatario) di cui al 1° comma dell'articolo 60 DPR numero 600 del 1973.

Quindi non erano necessarie, per il perfezionamento della notifica della cartella esattoriale a destinatario solo temporaneamente irreperibile, né l'affissione dell'avviso di deposito alla porta dell'abitazione, dell'ufficio o dell'azienda del destinatario, né la comunicazione del deposito mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento.

Da ciò derivava che, nell'eventualità di irreperibilità temporanea del destinatario, la notifica si eseguiva con modalità diverse, a seconda che l'atto da notificare fosse un atto di accertamento oppure una cartella esattoriale. Nel primo caso si applicano le modalità previste dall'articolo 140 del codice di procedura civile, mentre nel secondo, si applicavano quelle previste dalla lettera e) del 1° comma dell'articolo 60 del DPR numero 600 del 1973.

Questa difformità nella normativa afferente la notifica a soggetto temporaneamente irreperibile implicava che, per un avviso di accertamento, l'avvenuto deposito presso la casa comunale viene comunicato al destinatario sia con l'affissione di un avviso alla porta dell'abitazione, dell'ufficio o dell'azienda, sia con l'invio di una raccomandata informativa con avviso di ricevimento e, quindi, con procedure finalizzate a rendere conoscibile l'atto al destinatario. Per contro, nella notifica di una cartella esattoriale, l'avvenuto deposito nella casa comunale non veniva comunicato al destinatario, né con l'affissione alla porta, né con l'invio di una raccomandata informativa, essendo prevista solo l'affissione nell'albo del Comune.

Siffatta evidente diversità della disciplina di una medesima situazione (notifica a soggetto temporaneamente irreperibile) non appare riconducibile ad alcuna ragionevole ratio, con violazione dell'evocato articolo 3 Cost. Per ricondurre a ragionevolezza il sistema, è necessario pertanto, nel caso di irreperibilità temporanea del destinatario, uniformare le modalità di notifica degli atti di accertamento e delle cartelle esattoriale. A questo risultato si perviene restringendo la sfera di applicazione del combinato disposto degli articoli 26, terzo comma, del dpr numero 602 del 1973 e 60, primo comma, alinea e lettera e), del dpr numero 600 del 1973 alla sola ipotesi di notifica di cartelle esattoriali a destinatario ‘assolutamentè irreperibile e, quindi, escludendone l'applicazione al caso di destinatario temporaneamente irreperibile, previsto dall'articolo 140 del codice di procedura civile.

In conclusione, a far data dal 22 novembre 2012, la notifica delle cartelle esattoriali con le modalità indicate dal primo comma dell'articolo 60 del dpr numero 600 del 1973 deve essere consentita solo ove sussista lo stesso presupposto richiesto per la notifica degli atti di accertamento: l'impossibilità, cioè, di rintracciare, nel Comune di residenza (o di domicilio fiscale) l'abitazione, l'ufficio o l'azienda del destinatario.

Anche la notifica della cartella esattoriale a destinatario temporaneamente irreperibile, dunque, si intenderà perfezionata dopo dieci giorni (compiuta giacenza) dalla spedizione della raccomandata informativa o al momento del ritiro dell'atto, se intervenuto in data anteriore alla compiuta giacenza. I termini per impugnare la cartella esattoriale decorreranno anch'essi dalla data di compiuta giacenza o da quella di ritiro dell'atto, se anteriore alla data di compiuta giacenza.

7 marzo 2011 · Diego Conte

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  • francesca2 11 aprile 2013 at 19:25

    bbuongiorno,
    vi racconto in breve cosa è successo.
    il 14 Marzo vi viene consegnata dal postino una cartella esattoriale equitalia con una sanzione del 30% perchè secondo l'agenzia delle entrate il primo avviso mi era stato consegnato ad ottobre del 2011. Non avendo ricevuto nulla mi sono recata all'agenzia delle entrate chiedendo spiegazioni. La sua risposta è stata che per la posta risultavo irirreperibile. Mi ha detto di recarmi alle poste per farmi fare una dichiarazione scritta sulla motivazione della irreperibilità. Il postino inizialmente ha dichiarati che non riusciva a trovare il civico pio però quando gli è stato chiesto di fare una dichiarazione scritta, ha dichiarato che ero irreperibile perchè sul campanello non c'era nome e cognome. Così, pur non d'accordo con la sua dichiarzione, non solo perchè il nome e cognome c'era ma anche perchè nel caso in cui non ci fosse stato bastava suonare il campanello( è una casa singola!!!), mi sono recata da equitalia per pagare la cifra ricalcolata. Poi successivamente sono andata all'agenzia delle entrate che mi ha detto:" Signora non le possiamo far pagare la cifra con le sanzioni ridotte perchè il postino ha dichiarato che non non ha potuto consegnare il primo avviso perchè sul campanello non c'era il suo nome e cognome sul campanello, per cui per noi lei non vuol farsi trovare. Deve tornare all'equitalia e pagare la differenza". Allora io mi chiedo:" è possibile che il mio destino sia legato alla dichiarazione di un postino e che la sua dichiarazione venga considerata apriori vera e la mia falsa!!!?. Ho intenzione di rivolgermi ad un giudice di pace perchè mi sento offesa e lesa nei miei diritti. Cosa mi consigliate!?
    Vi ringrazio in anticipo e vi saluto cordialmente

    • Annapaola Ferri 12 aprile 2013 at 09:07

      Non deve rivolgersi al Giudice di Pace adesso, ma deve prima procedere con querela di falso nei confronti del postino.