Notifica della cartella esattoriale - guida e normativa [Commento 17]

  • gelsomina guardascione 8 febbraio 2010 at 12:47

    Il «peccatore» si confessa a Equitalia

    D'accordo, ho peccato. Quegli avvisi color limone avrei dovuto ritirarli, anziché farli marcire dentro la buca delle lettere. Non l'ho fatto perché sono un peccatore, e d'altronde la pigrizia ricade fra i sette peccati capitali. Sicché Equitalia ha fatto bene, anzi benissimo, a iscrivermi un'ipoteca sulla casa.

    Senza degnarmi di un avviso? Certo, perché in guerra - come ha notato su queste stesse colonne Marco Bellinazzo - non dai al nemico il tempo di scappare col bottino. Senza accertare se nel mazzo non vi fosse qualche cartella contestata? Ma Equitalia - ha osservato sempre su queste colonne Angelo Coco, responsabile delle sue attività istituzionali - è solo un agente riscossore. Equitalia non è che la sentinella della legalità fiscale.

    Ci tengo anch'io, alla legalità fiscale. Ci tengono quelle decine di lettori che hanno invaso la mia posta elettronica, nonché il sito web del Sole. Ho imparato molto da queste mail. Grazie a Equitalia, mi sono fatto una cultura. Ora so per esempio che a Vicenza può scattare il fermo amministrativo dell'auto per un vecchio debito di 12mila lire, peraltro contestato.

    So che a Milano t'ipotecano l'immobile per multe sulla macchina che a suo tempo avevi già venduto, perché alla motorizzazione non risulta. E so che in tutti questi casi l'interessato se ne accorge a babbo morto. È la guerra, dice Bellinazzo. E infatti quelle mail trasudano livore, raffigurano l'erario come un esercito nemico.

    Ma non è una guerra che ci serve. E non è affatto vero che il popolo delle cartelle sospese sia una tribù d'evasori, di renitenti alla leva fiscale. Io stesso spendo in multe ben più della media nazionale (76 euro per ogni italiano, compresi i lattanti).

    Poi capita che qualcuna la contesti (c'è un istituto giuridico che si chiama prescrizione) oppure che non ne sappia nulla. Ma forse le mie troppe multe dipendono dal fatto che sono un peccatore. E allora da peccatore pacifista vorrei avanzare due proposte, nel tentativo di siglare un armistizio.

    Primo: Equitalia non ha colpe se il sistema delle notifiche legali è una partita a dadi. Tuttavia potrebbe aggiungere alla raccomandata imposta dalla legge una letterina che viaggi per posta normale. Lo so che non fa fede: però se l'obiettivo è d'informare i sudditi senza succhiargli una giornata di lavoro in code agli uffici postali, magari in questo modo ci si potrà riuscire.

    Secondo: l'ipoteca. Per debiti sotto gli 8mila euro «la legge non detta né limiti né procedure», osserva Coco. Una ragione in più per non usare i carri armati. Perché mai il silenzio della legge, in questo paese senza legge, deve ritorcersi contro il cittadino? Oltretutto negli ultimi tempi varie commissioni tributarie stanno condannando il Concessionario a togliere a proprie spese l'ipoteca; sicché c'è il rischio che alla fine della giostra ci rimettano sia i cittadini che lo stato.

    Insomma fate pure, privateci del tetto e dei vestiti. Ma fatelo dopo averci avvisato, e per importi di qualche rilevanza. Dopo di che potremo fare pace.

    di Michele Ainis

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