Notifica cartella esattoriale con servizio postale - il postino non deve accertare le generalità del consegnatario

Tanto premesso è evidente, secondo i giudici di Cassazione,  che le norme sul servizio postale prevedono che la raccomandata ordinaria si abbia a considerare come ricevuta, con ciò determinando il perfezionamento del procedimento notificatorio laddove la spedizione postale avvenga a fini di notifica, all'atto della consegna al domicilio del destinatario, senza che a tal fine sia prescritta nessuna particolare formalità da parte dell'Ufficiale postale se non quella di curare che, la persona che egli abbia individuato come legittimata a ricevere l'atto a norma dell'articolo 39 citato, apponga la propria firma sul registro di consegna della corrispondenza nonché sull'avviso di ricevimento da restituire al mittente.

Nessuna norma dispone in particolare che l'avviso di ricevimento debba contenere le generalità della persona alla quale l'atto sia stato consegnato e neanche la relazione esistente tra la predetta persona e il destinatario della raccomandata, che costituisce oggetto di un preliminare accertamento di competenza dell'ufficiale postale, eventualmente impugnabile nelle forme di legge (querela a mezzo di falso).

Non vi è dubbio, per la Suprema Corte, che in caso di notifica consentita dalla legge a mezzo posta raccomandata con avviso di ricevimento la procedura è meno garantita per il destinatario di quanto accada ordinariamente per gli atti giudiziari; d'altra parte però, la cosa non può destare particolari perplessità se solo si considera che tutto il sistema delle notifiche nel nostro ordinamento appare ispirato, per ben comprensibili ragioni, al principio della mera "conoscibilità" dell'atto, e non a quello della "effettiva conoscenza" del suo contenuto, così che sempre l'efficacia della notifica deriva non dalla prova della conoscenza bensì della semplice consegna della copia dell'atto in una delle forme previste dalla legge.

Per i giudici di piazza Cavour anche a voler ritenere applicabile alla fattispecie la disciplina prevista dalla legge numero 890/1982, con la conseguente necessità per l'Ufficiale postale ex articolo 7 di indicare sull'avviso di ricevimento la qualità della persona alla quale la copia dell'atto sia stata consegnata, non essendo stata riscontrata dal giudice di merito una omissione al riguardo per aver la Commissione Tributaria Regionale rilevato quale unica ragione di invalidità della notifica la non intelligibilità della firma per ricevuta, la relativa attestazione farebbe comunque fede fino a querela di falso, indipendentemente dalla volontà o meno dell'interessato di addebitare responsabilità alcuna all'ufficiale postale.

In proposito inequivocabile è infatti la giurisprudenza di legittimità nel senso che: "In tema di notifica a mezzo del servizio postale, l'avviso di ricevimento, il quale è parte integrante della relata di notifica, costituisce, ai sensi dell'articolo 4, terzo comma, della legge 20 novembre 1982, numero 890, il solo documento idoneo a provare sia l'intervenuta consegna del plico con la relativa data, sia l'identità della persona alla quale la consegna stessa è stata eseguita, e che ha sottoscritto l'avviso; esso riveste natura di atto pubblico, e, riguardando un'attività legittimamente delegata dall'ufficiale giudiziario all'agente postale ai sensi dell'articolo 1 della legge numero 890 citata, gode della medesima forza certificatoria di cui è dotata la relazione di una notifica eseguita direttamente dall'ufficiale giudiziario, ovverosia della fede privilegiata, attribuita dall'articolo 2700 del codice civile, in ordine alle dichiarazioni delle parti e agli altri fatti che l'agente postale, mediante la sottoscrizione apposta sull'avviso di ricevimento, attesta avvenuti in sua presenza.

Pertanto, per la Suprema Corte, il destinatario che intenda contestare l'avvenuta esecuzione della notifica, affermando di non aver mai ricevuto l'atto ed in particolare di non aver mai apposto la propria firma sull'avviso, ha l'onere di impugnarlo a mezzo della querela di falso, anche se l'immutazione del vero non sia ascrivibile a dolo, ma soltanto ad imperizia, leggerezza, o negligenza dell'agente postale" (v. Cassazione 22.11.2006, numero 24852; cfr. Cassazione 23.7.2003 numero 11452; 1.3.2003, numero 3065).

Cliccando qui è possibile scaricare la sentenza numero 11708 del 27/05/2011

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  • avv. Antonella Pedone 30 luglio 2011 at 12:47

    Notifica delle cartelle: firma illegibile

    In caso di firma illegibile, si considera valida la notifica della cartella esattoriale

    La Corte di Cassazione ha escluso l'invalidità della notifica della cartella esattoriale effettuata mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento, nel caso di omessa indicazione sull'avviso stesso delle generalità del soggetto al quale l'atto era stato consegnato, presso l'abitazione della destinataria, anche se il suddetto non risulti identificabile attraverso la sua firma perchè inintellegibile (Cassazione, sentenza del 27 maggio 2011, n. 11708).

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