Notifica degli atti – conoscenza legale e conoscenza fattuale

La Cassazione nella sentenza numero 13970 del 26 luglio 2004 ha precisato: ... deve ritenersi operante nell'ordinamento vigente un principio generale secondo il quale, qualunque sia la modalità di trasmissione, la notifica di un atto processuale, almeno quando debba compiersi entro un determinato termine, si intende perfezionata, dal lato del richiedente, al momento dell'affidamento dell'atto all'ufficiale giudiziario che funge da tramite necessario del notificante nel relativo procedimento vincolato.

In altre parole al fine del rispetto di un termine pendente a carico del notificante, è sufficiente che l'atto sia tempestivamente consegnato all'ufficiale giudiziario (o al messo o alle poste).

Mentre i termini per la tutela in giudizio del destinatario vengono fatti decorrere dal momento in cui è concreta la conoscibilità dell'atto a lui notificato, ovvero con il ricevimento dell'atto (o, comunque, decorsi dieci giorni dalla relativa spedizione nel caso di irreperibilità).

Sotto quest'ultimo aspetto è tuttavia doveroso, svolgere delle ulteriori considerazioni.

La Corte di Cassazione ha individuato, con la sentenza numero 7051 del 9 maggio 2012, il dies a quo da cui decorre il termine perentorio per l'opposizione agli atti, facendolo coincidere con il momento della conoscenza fattuale dell'atto, laddove la conoscenza "legale", vale a dire la corretta notifica, sia venuta meno.

Secondo i giudici di piazza Cavour, infatti, ai fini del decorso del termine perentorio per la proposizione dell'opposizione, qualora la notifica non sia stata perfezionata correttamente, vale il principio della piena validità della conoscenza di fatto.

Naturalmente, dovrà essere il contribuente a dimostrare quando egli ha avuto conoscenza effettiva dell'atto. Ad esempio, un contribuente che non abbia ricevuto la cartella (perché notificata presso la precedente residenza) potrà venire a conoscenza della stessa attraverso la notifica di un atto successivo (presumibilmente un avviso di ipoteca) oppure casualmente a seguito della richiesta di un estratto di ruolo presso lo sportello del concessionario. In questi casi, dunque, i termini partono da quando il contribuente ha avuto concretamente la possibilità di conoscere il predetto atto.

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27 agosto 2013 · Giuseppe Pennuto

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  • Stefania Mante 12 ottobre 2015 at 13:42

    Buongiorno, vorrei sapere una cosa, ho ricevuto oggi un avviso bonario dal comune di Roma, per il mancato pagamento di sanzioni pecuniarie amministrative per violazione alle norme del codice della strada. In allegata c'è la fotocopia della raccomandata da me mai ritirata, con apposto il timbro che dice "Non ritirata al 90 giorno...giacenza mittente" il timbro non si legge correttamente. Io non ha mai ricevuto nessuna notifica della giacenza di questa raccomandata, nessun bigliettino nella posta, nessuna seconda raccomandata che mi avvisava ulteriormente, ero totalmente all'oscuro di questa multa, secondo quello che avete scritto io non sono stata adeguatamente avvisata, non ho avuto la conoscenza legale effettiva dell'atto. Ora come mi devo comportare a chi devo fare ricorso? al giudice di pace? dai vigili...mi potete aiutare, perché trovo assurdo che la multa di divieto di sosta di 41€ sia diventata di 102€.

    • Annapaola Ferri 12 ottobre 2015 at 16:17

      Nell'articolo si parla di notifiche non perfezionate correttamente, ad esempio ad un indirizzo diverso da quello di residenza del destinatario oppure al vecchio indirizzo di residenza dopo i 30 giorni dalla data di avvenuta variazione.

      Purtroppo, la giurisprudenza ha ritenuto valide le notifiche degli atti (multe, cartelle esattoriali, avvisi di accertamento) effettuate servendosi dei normali servizi postali con raccomandata A/R: in questo caso, qualora il destinatario sia temporaneamente assente ed il postino non individui congiunti del destinatario legittimati a prendere in consegna l'atto, quest'ultimo viene posto in giacenza presso l'ufficio postale e la procedura di notifica s'intende legittimamente perfezionata decorsi dieci giorni (anche se non si provvede al ritiro del plico).

      Non c'è più l'obbligo della seconda raccomandata informativa e il postino deve solo lasciare un avviso di giacenza. Ma se non provvede, è praticamente impossibile dimostrarlo, dal momento che nessuno può escludere che l'avviso sia andato smarrito o sia stato sottratto dalla cassetta postale. Sul problema che le notifiche dirette degli atti attraverso i servizi di Poste Italiane non garantiscano più il destinatario, può consultare questo articolo.

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