Considerazioni sulla notifica degli atti a mezzo del servizio postale

C'è da chiedersi, innanzitutto, quale tutela ulteriore garantisca, al destinatario dell'atto, la procedura di notifica a mezzo posta nella parte in cui prevede l'intervento dell'agente notificatore. Ricordo, ne abbiamo parlato in apertura di articolo, che l'agente notificatore è quel soggetto "abilitato" che prende la busta verde e la compila insieme alla "relata"  con, in più, il "gravoso" compito di attribuire un numero cronologico da riportare nel registro istituito presso il creditore mittente.

Si tratta di un documento che vale carta straccia se è vero, com'è vero, che La relata di notifica ha il solo scopo di fornire al richiedente la prova dell'avvenuta spedizione e l'indicazione dell'ufficio postale al quale è stato consegnato. Conseguentemente, se l'atto è ricevuto il destinatario non si può avvalere della sua mancanza che non comporta l'inesistenza della notifica, ma una mera irregolarità [...], trattandosi di un adempimento che non è previsto nel suo interesse . In ogni caso, deve ritenersi applicabile la disciplina della sanatoria dei vizi per raggiungimento dello scopo se ciò avvenga prima della scadenza dei termini di decadenza previsti per legge (C.Cass. sent. numero 11350 del 5 luglio 2012).

Sarebbe ragionevole, allora, domandarsi in quale circostanza il vizio di notifica debba ritenersi tale da determinare nullità insanabile. Sicuramente non nel caso in cui il cane, al quale viene consegnata la busta verde, è quello del vicino o del portiere.  Forse, solo se il cane consegnatario risulta "manifestamente" un cane randagio ..

E ancora, con la sentenza numero 15746 del 19 settembre 2012 la Corte di Cassazione si è espressa in merito alle modalità di notifica della cartella esattoriale. Contraddicendo un principio che sta prendendo piede tra i giudici delle Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali, la Cassazione ritiene che la notifica delle cartelle esattoriali possa avvenire anche con semplice raccomandata a/r inviata direttamente dal concessionario della riscossione (e non quindi dagli ufficiali giudiziari e altri soggetti abilitati dalla legge).  L'importante è che il plico sia stato consegnato al domicilio del destinatario, senza bisogno di ulteriori adempimenti.

Non si può che essere completamente d'accordo con i giudici di piazza Cavour. Che valore può avere un documento (la relata) scritto prima che accadano gli eventi ed i fatti su cui quel documento dovrebbe relazionare? Forse che i soggetti abilitati a sottoscrivere la relata di notifica (prima che l'agente postale effettui la notifica, sic) sono anche dotati di chiaroveggenza?

Ha un senso tutto ciò? No, perchè una catena non è mai più forte dell'anello più debole e se anche la relata fosse veramente un documento probante la procedura non garantisce alcuna tutela al destinatario quando consente all'agente postale, in pratica, di notificare l'atto anche al cane. Non si capisce davvero a cosa serva tutto l'"ambaradam".

Leggo di giuristi di fama stracciarsi le vesti perchè la notifica diretta, quella cioè eseguita senza l'intervento degli "Otelma" abilitati, venga ritenuta  affetta da nullità insanabile. Capirei se proponessero la nullità di qualsiasi notifica effettuata per posta, sia essa diretta o indiretta. Ma, tant'è, mi sfuggono le motivazioni di tanta "ammuina".

Ragioni che, di certo ci saranno: squisitamente giuridiche e dottrinali, voglio sperare. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca scriveva qualcuno, ed io ho il sospetto che il vero interesse che muove i paladini della notifica postale indiretta  siano altri, forse inconfessabili, ma sicuramente non  finalizzati alla tutela del cittadino destinatario ...

Perchè diciamocelo francamente: la procedura di notifica postale non garantisce il destinatario dell'atto (è solo una immane  presa  per i fondelli) che essa preveda o meno, l'intervento dei soggetti abilitati di cui alla legge bla bla bla ...

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