Normativa antiriciclaggio, trasparenza bancaria e truffa: indagati 3 mediatori creditizi di Sanremo

Tre mediatori creditizi, uno dei quali di Sanremo, che in violazione della normativa sulla trasparenza bancaria, sfruttando l'impossibilità di alcuni clienti di accedere direttamente al sistema creditizio bancario, sia per problemi di insolvenza che per scarsa conoscenza degli strumenti finanziari, omettevano di rilasciare tutti quei documenti previsti a tutela del cittadino - tipo quelli che spiegano la tipologia di investimento intrapresa, i rischi connessi e i diritti a lui spettanti - sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza.

Sono accusati, a vario titolo, di esercizio abusivo dell'attività di mediazione creditizia, truffa aggravata, falsità ideologica in atti pubblici, violazioni alla normativa antiriciclaggio, sulla privacy ed evasione fiscale. I militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Imperia lo hanno smascherato, al termine di una laboriosa indagine. La truffa consisterebbe nella richiesta di compensi per pretestuose perizie di immobili mai fatte eseguire e applicando commissioni non dovute che, di fatto, facevano lievitare in modo occulto il tasso di interesse effettivamente corrisposto, a completa insaputa degli ignari consumatori, scoperti da qualsiasi tutela tutela in materia di trasparenza bancaria.

I clienti, avvicinati dai militari del Nucleo della Guardia di Finanza per verificare la posizione del professionista, potranno ora valutare le eventuali iniziative legali da intraprendere a propria tutela. Il mediatore sanremese, inoltre, annoverato dalla legge antiriciclaggio tra gli intermediari finanziari tenuti, tra gli altri, agli obblighi sulla trasparenza bancaria, aveva iniziato ad esercitare la propria attività prima che la Banca d'Italia gli rilasciasse l'abilitazione ed aveva cambiato per otto volte la sede della propria attività, senza comunicarlo alla Banca d'Italia.

Ma non è tutto. Anche dopo l'ottenimento dell'abilitazione, mosso dall'intento di ostacolare le indagini di carattere fiscale nei suoi confronti, aveva omesso la registrazione di numerosi nominativi nel registro prescritto dalle norme antiriciclaggio e aveva distrutto documenti quali lettere d'incarico e informative sulla privacy. Ammonta, inoltre, a circa 350.000 euro il giro d'affari, in completa evasione d'imposta, scoperto dalle Fiamme Gialle. Nei guai, oltre al mediatore creditizio, ci sono altri due operatori del settore che, unitamente al primo, sono stati segnalati alla Banca d'Italia per le valutazioni di competenza in ordine all'eventuale cancellazione dall'albo dei mediatori creditizi.

di Fabrizio Tenerelli da Riviera24.it

3 ottobre 2008 · Patrizio Oliva

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