Non ci resta che sperare nel Grinch

A Natale sono tutti più buoni, ma allo stesso tempo anche tendenti al suicidio. Diciamo, per fortuna che sono entrambe leggende popolari. Nella folle corsa ai regali un posto auto però si può difendere al costo della propria vita, le interminabili code davanti alle casse di Feltrinelli spesso finiscono in tragedia. Lo spirito del Natale è sempre di più fatto di benzodiazepine e di quella polverina magica che attiva le carte di credito. Il consumismo è un tratto inconfondibile dell'uomo moderno, “siamo in quanto consumiamo” e sotto le feste andiamo più o meno tutti in “calore”, il nostro istinto primario diventa accoppiarci con i bancomat, rovinarci di rate per non deludere figli, parenti, compagni, mogli e mariti.

A dicembre le famiglie si riuniscono, nel bene e nel male, un po' come in “Parenti Serpenti” di Mario Monicelli. Feste e depressione vanno a braccetto insomma, a dirlo non è soltanto il “Grinch”, il mostro verde che ogni hanno tenta di rubare il Natale, lo testimoniano infatti degli studi condotti dal Samaritan Hospital di Los Angeles. Lo stress psicofisico tra il 24 dicembre ed il primo di gennaio è roba da infarto, veri fuochi di artificio ventricolari, girandole arteriose che rendono indispensabile tenere un defibrillatore affianco al panettone, non si sa mai. Ad aggiungersi a tutto questo le maratone alimentari, alcoliche e l'abitudine di alcuni di rendere il Natale “più bianco”. Ma parliamo di neve colombiana, non di quella di Ovindoli o dello zucchero a velo sparso sul vostro pandoro.

Altro fattore che contribuisce alla depressione, così demodé in questo periodo di luci sfavillanti e babbi natale ad ogni angolo di strada, è l'irrimediabile accorciarsi delle giornate. E avete mai pensato che per alcuni bambini sarà un Natale terribile? Non parliamo soltanto di quelli che muoiono di fame in Africa, ma di quelli che finalmente scoprono che Babbo Natale non esiste. Le aspettative in questo periodo dell'anno sono alte, tutti si aspettano d'essere felici e gli altri pretendono che voi lo siate. E se siete Mussulmani? Oppure Ebrei? Quanto è stressante aggirarsi per una città che non fa altro che celebrare (solo in apparenza certo) la nascita di Gesù bambino? Non ci pensate, fate anche voi il vostro cenone, che sia halal o kosher, rimpinzatevi di cibo fino all'ottundimento, storditevi di Mandorlato Balocco, giocatevi i risparmi al mercante in fiera, fa parte della tradizione. Dunque approfittatene.

In tutto questo bailamme, in questa zuccherina corsa alla bontà se vi sentite fuori luogo è soltanto colpa vostra. Parlatene con il vostro medico, con il vostro guru e se proprio non ne riuscite a venire a capo vi resta da fare soltanto una cosa: sperare che il Grinch esista davvero e non sia soltanto un personaggio frutto della fantasia del Dottor Seuss. Il peloso mostro verde ruberà il Natale, affonderà i suoi artigli nei regali di tutti e con loro si porterà via l'ansia e la depressione di tutti coloro che soffrono di sindrome da stress natalizio.

3 dicembre 2007

di filippo anniballi

 

3 dicembre 2007 · Antonio Scognamiglio

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