I requisiti per l'accesso al nuovo regime forfetario - Chi può aderirvi e chi no

Per accedere (e permanere) al regime forfetario occorre soddisfare tre condizioni:

  1. bisogna aver conseguito, nell'anno precedente, ricavi ovvero percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a determinati limiti, differenziati a seconda del codice ATECO che contraddistingue l'attività esercitata. In pratica le soglie previste dalla legge variano da un minimo 25 mila ad un massimo 50 mila euro a seconda dell'attività intrapresa (30 mila è il limite per i professionisti - 30 mila per artigiani e imprese - 40 mila per gli ambulanti di alimentari e bevande - 50 mila per i commercianti, alberghi e ristoranti). Inoltre, ai fini dell'individuazione del limite dei ricavi e dei compensi per l'accesso al regime forfetario, non rilevano i ricavi e i compensi derivanti dall'adeguamento agli studi di settore e ai parametri. Nel caso di esercizio contemporaneo di attività contraddistinte da differenti codici ATECO, si assume il limite più elevato dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate;
  2. le spese sostenute nell'anno precedente, nell'ambito dell'attività esercitata, per lavoro accessorio, dipendente e per collaboratori, non devono aver superato i 5 mila euro lordi;
  3. il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni strumentali alla chiusura dell'esercizio relativo all'anno precedente non deve superare i 20 mila euro. Nel calcolo di questo limite va tenuto presente che:
    1. per i beni in locazione finanziaria rileva il costo sostenuto dal concedente;
    2. per i beni in locazione, noleggio e comodato rileva il valore normale degli stessi;
    3. i beni, detenuti in regime di impresa o arte e professione, utilizzati promiscuamente per l'esercizio dell'impresa, dell'arte o professione e per l'uso personale o familiare del contribuente, concorrono nella misura del 50%;
    4. non rilevano i beni il cui costo unitario non è superiore a 516,46 euro;
    5. non rilevano i beni immobili, comunque acquisiti, utilizzati per l'esercizio dell'impresa, dell'arte o della professione.

Sono esclusi dal regime i soggetti che nell'anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, eccedenti l'importo di 30.000 euro: la verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato.

Con questa nuova disposizione, si è voluto evitare che soggetti esercenti attività di lavoro dipendente o assimilato nell'anno precedente l'applicazione del regime forfetario, da cui abbiano ritratto livelli reddituali piuttosto elevati, possano beneficiare ugualmente del regime in questione per le attività d'impresa, arte o professione.

Non possono fruire del regime forfetario, inoltre, i non residenti in Italia, ad eccezione di quelli che sono residenti in uno degli Stati membri dell'Unione europea o in uno Stato aderente all'Accordo sullo Spazio economico europeo, che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto.

Risultano altresì esclusi dalla possibilità di optare per il regime forfetario gli esercenti attività d'impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all'esercizio dell'attività, a società di persone o associazioni a esse assimilate, ovvero a società a responsabilità limitata trasparenti (quelle che si avvalgono di un regime fiscale agevolato, in base al quale il dividendo viene tassato integralmente in capo ai soci, in base alle rispettive quote di partecipazione agli utili, indipendentemente dal fatto che esso venga poi effettivamente distribuito ai soci o rimanga, invece, all'interno della società).

Il regime forfetario cessa di avere applicazione a partire dall'anno successivo a quello in cui viene meno una delle condizioni di accesso, oppure si verifica una delle cause di esclusione.

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Commenti e domande dei lettori

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  • ginger94 6 giugno 2016 at 17:41

    Sono stato socio al 25% di una Snc indebitata con l'inps, Equitalia e fornitori: abbiamo dovuto chiudere in quando avevamo difficoltà ad operare per il durc, e per la crisi nel settore edile.

    Adesso la ditta è cancellata da 18 mesi, ma quando faccio una prova nel sito inps digitando la vecchia partita iva dice che è attiva, nonostante tutti i soci abbiamo cessato le quote.

    Posso aprire nuova attività con regime dei minimi?

    Per attivita intellettuale d'albo, in quando non si puo adoperare con lavoro occasionale, credo che il durc non bisogna presentarlo per consulenze di qualche centinaio di euro, stile la redazione della prestazione energetica degli edifici. Posso usufruire dell'imposta agevolata del 5% ,?non ci sono limiti di età

    Avrò impedimenti per aprire questa attività? Devo pur lavorare visto che è difficile farsi assumere.

    • Giorgio Martini 6 giugno 2016 at 18:58

      La richiesta di cancellazione dell'impresa va fatta alla CCIAA e all'Inps. Dal primo gennaio 2016 coloro che intendono avviare una nuova piccola impresa o attività professionale (aprendo una partita IVA) possono accedere al nuovo regime forfetario semplificato, introdotto dalla Legge di stabilità 2016.

      In questo modo, viene meno l'esigenza di rivolgersi a commercialisti e fiscalisti per la tenuta delle scritture contabili e per il controllo delle scadenze e degli importi da versare all'Agenzia delle entrate.

      Con il nuovo regime forfetario, infatti, l'IRPEF, le addizionali regionali e comunali e l'Irap vengono tutte rimpiazzate da un'aliquota sostitutiva unica, fissata, per i primi cinque anni, al 5% sul reddito imponibile calcolato forfettariamente sull'ammontare dei ricavi o dei compensi. Dal sesto anno in poi, l'aliquota salirà al 15%.

      La regolarità contributiva (DURC) viene richiesta per tutti gli appalti pubblici, per la gestione di servizi ed attività pubbliche in convenzione o concessione; per i lavori privati in edilizia soggetti al rilascio di concessione ovvero a denuncia inizio attività (DIA), prima dell'inizio dei lavori; per l'iscrizione all'Albo dei Fornitori.

      Potrà avere problemi nella misura in cui i creditori della snc intenderanno pignorare i beni a lei intestati (compresi quelli della ditta individuale): come socio di una snc, infatti, lei risponde solidalmente ed illimitatamente dei debiti acquisiti nel tempo dalla società. In pratica un qualsiasi creditore potrà chiederle conto di tutti i debiti vantati nei confronti della società in nome collettivo di cui era socio prima della liquidazione.