No a differimento prescrizione per comunicazione infedele a cassa

Contributi alla cassa forense - Nessun differimento dei termini di prescrizione quando l'avvocato comunica redditi inferiori a quelli dichiarati al fisco

La comunicazione alla cassa forense di una dichiarazione reddituale che riporta l’ammontare del reddito professionale dichiarato ai fini IRPEF o l’ammontare del volume dichiarato ai fini IVA in misura diversa da quella dichiarata al fisco, esclude il decorso del termine di prescrizione per la contribuzione dovuta sulla parte di reddito professionale non dichiarato? Il decorso della prescrizione dei contributi previdenziali alla Cassa forense è sospeso sino alla data di trasmissione alla Cassa, da parte degli uffici finanziari, dei dati reddituali non comunicati dal professionista?

Quelle di seguito riportate sono le risposte fornite, a tali quesiti, con la sentenza 18953/14 della Corte di cassazione.

Contributi alla cassa forense - Il termine di prescrizione quinquennale decorre dal trentesimo giorno successivo alla data di scadenza per la presentazione della dichiarazione annuale dei redditi

La disciplina vigente fa decorrere il termine di prescrizione quinquennale (a far data dal primo gennaio 1996) a partire dal trentesimo giorno successivo alla data di scadenza per la presentazione della dichiarazione annuale dei redditi o dalla data della comunicazione in rettifica, se effettuata entro 90 giorni dalla scadenza del termine.

Non è dunque prevista nè la sospensione dei termini iniziali di prescrizione fino alla data di trasmissione da parte degli uffici finanziari dei dati reddituali non comunicati dal professionista, qualora intervengo esigenze di verifiche incrociate, nè il differimento della data di decorrenza della prescrizione quinquennale per la contribuzione dovuta dal professionista sull'eventuale reddito dichiarato al fisco ma non alla Cassa forense.

Contributi alla cassa forense - In caso di omessa dichiarazione la prescrizione quinquennale decorre dal momento in cui si conoscono i redditi dell'obbligato

Fissare, infatti, diversamente la decorrenza della prescrizione quinquennale introdurrebbe nell'ordinamento una pericolosa incertezza ed un indubbio margine di arbitrio sui tempi dei controlli. Ne consegue che la legge che regola la prescrizione dei contributi, dei relativi accessori e dei crediti conseguenti a sanzioni dovuti in favore della Cassa nazionale forense, individua un distinto regime della prescrizione medesima a seconda che la comunicazione dovuta da parte dell’obbligato sia stata omessa ovvero sia stata resa in modo non conforme al vero.

Solo nel primo caso (omissione della comunicazione alla Cassa dei redditi percepiti dall'iscritto) è esclusa l'ipotesi del decorso del termine prescrizionale quinquennale dal trentesimo giorno successivo a quello di scadenza di presentazione della dichiarazione dei redditi, mentre, in ordine alla seconda fattispecie, il decorso di siffatto termine è da intendersi riconducibile al momento della data di trasmissione all'anzidetta cassa previdenziale della comunicazione.

Ne consegue che è fondata l’eccezione di prescrizione dei crediti previdenziali azionati dalla Cassa nazionale forense nei confronti dei propri iscritti sul presupposto che l'erroneità e l’infedeltà (ma non l'omissione) della comunicazione effettuata dai professionisti non può determinare lo spostamento del termine iniziale di decorrenza della prescrizione.

20 settembre 2014 · Marzia Ciunfrini

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Stai leggendo No a differimento prescrizione per comunicazione infedele a cassa Autore Marzia Ciunfrini Articolo pubblicato il giorno 20 settembre 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 19 giugno 2016 Classificato nella categoria prescrizione contributi previdenziali ed assistenziali - indebiti pensionistici INPS - fondo di garanzia crediti lavoro Inserito nella sezione prescrizione dei debiti del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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