Nelle mani dello strozzino fino al suicidio

BARLETTA - Aveva chiesto cinque milioni di vecchie lire in prestito ad uomo conosciuto agli uffici dell'Inps a Barletta, nel 2001, un anno prima di sposarsi e quando stava per avviare un'attività imprenditoriale, un'agenzia immobiliare. Quei cinque milioni di lire, tra il 2001 e il 2005, sono diventati 160.000 euro, con interessi del 158,67%. Una cifra insostenibile. A quel punto l'uomo, di 32 anni di San Ferdinando di Puglia, Andrea Cristiano, non ce l'ha più fatta e si è tolto la vita con un colpo di pistola alla tempia. Era il 14 giugno 2005: da quell'episodio i carabinieri di Barletta hanno avviato le indagini che si sono concluse con l'arresto, da parte dei finanzieri che hanno proseguito le indagini, di un cinquantanovenne barlettano, imprenditore e presunto strozzino.

L'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Disummo è stata richiesta dal pm della procura di Trani,

Giuseppe Maralfa, e convalidata dal gip Roberto Olivieri del Castillo. L'uomo dovrà rispondere di usura ed estorsione, mentre è indagato a piede libero per morte come conseguenza di altro reato; iscritto dal mese di novembre 2007 all'albo dei mediatori creditizi, è stato anche interdetto dall'esercizio professionale.

I finanzieri, inoltre hanno eseguito il sequestro preventivo di due agenzie immobiliari e di altri beni. Tra questi, un immobile, originariamente di proprietà di Andrea Cristiano, nel centro di San Ferdinando di Puglia, di cui si era impossessato il suo strozzino. Di quel bene l'arrestato viene in possesso nel 2003: Cristiano non riesce a saldare il suo debito e allora lo strozzino acquista il primo piano della palazzina di proprietà del giovane ad un prezzo irrisorio. Per due anni Cristiano tenterà di rientrarvi in possesso, facendo debiti su debiti, soprattutto per evitare che suo padre, che nel 2001 gli diede buona parte del denaro necessario per avviare quell'attività, lo scoprisse. Cristiano precipita nella disperazione e decide di farla finita. Prima però scrive due biglietti: uno, manoscritto, ai suoi genitori, con indicazioni sul luogo in cui avrebbero trovato un altro biglietto, questo invece scritto al computer, destinato a sua moglie. In questa seconda lettera il suicida chiede alla consorte di rivolgersi ai carabinieri e di metterli al corrente di quanto aveva scritto, della propria vicenda.

Le indagini hanno così portato all'arresto. "Siamo convinti che Cristiano non sia stato e non sia l'unica vittima dello strozzino - ha detto il pm Maralfa - e per questo il mio invito a queste persone è a liberarsi dal peso opprimente di queste situazioni denunciando gli usurai, potendo inoltre usufruire del fondo antiusura dello stato".

da Ansa

5 giugno 2008 · Patrizio Oliva

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