Esercizi (corretti) di fantapolitica: Napoli, la Waterloo del Partito Democratico

Un'offesa, un affronto alla città di Napoli questo pubblico abbraccio fra Walter Veltroni ed Antonio Bassolino.

La manifesta incapacità politica, nella gestione di uno dei servizi fondamentali per una comunità, finisce tranquillamente in secondo piano quando si tratta di difendere logiche, equilibri ed assetti interni al partito.

La rinnovata e convinta solidarietà (o vogliamo chiamarla omertà?) del Uòlter nazionale ad Antonio Bassolino; la complicità nell'aver coperto e non sanzionato una (irr)responsabilità politica chiara come il sole, con una rimozione da tutti attesa, ampiamente meritata e mai decisa; il premio, anzi, riconosciuto all'artefice dei guasti (per i quali la città di Napoli sarà chiamata a pagare un tributo altissimo, negli anni a venire) con la candidatura al Senato della signora Anna Maria Carloni in Bassolino, saranno sicuramente ed implacabilmente punite, nella cabina elettorale, dall'intelligenza dei napoletani e di tutti i Campani.

Walter Veltroni non può nascondersi dietro la promessa di una nuova fase al governo della Regione, quando l'emergenza sarà finita. Si tratta di una difesa puerile, oltre che offensiva per il cittadino che in questi mesi ha vissuto sulla propria pelle la latitanza dello Stato e la mancanza di servizi essenziali che, anche nel terzo mondo, vengono comunque assicurati. Chi sbaglia deve pagare, mi pareva di aver sentito dire. Ma forse Walter si riferiva al solito, povero, disgraziato e simpatico ladro di galline.

Meglio stendere un velo pietoso sul motivo per cui il PD ed il suo leader non hanno inteso prendere provvedimenti nei confronti di un uomo che ha dimostrato tutta la propria inadeguatezza nella prevenzione e nella valutazione di un problema che, poi, gli è scoppiato fra le mani: "le colpe sono di molti". Come a dire, lo sfascio dell'immondizia napoletana è responsabilità collettiva ed allora non puniamo nessuno. Peccato che l'"associazione" sia, in altri contesti, considerata una aggravante. Questa è la nuova forma di consociativismo della inefficienza politica a cui ci condurrà il profeta del "si può fare"?

Ma la resa dei conti è vicina. Lunedì pomeriggio i primi exit poll confermeranno la data del 14 aprile come quella in cui il "Napoletone" del Partito Democratico subì la definitiva sconfitta nella Napoli-Waterloo.

Concludiamo proponendo ai lettori una intervista concessa da Antonio Bassolino nel lontano 1993, quando molti di noi si illudevano sull'inizio di una nuova stagione politica.

Ascoltate attentamente cosa dice l'on. Antonio Bassolino: “… bisogna ripulire Napoli …”, “… non bisogna guardare in faccia nessuno”, “… bisogna dare risposte concrete alla questione della pulizia della città”, ” … io penso che la politica debba rinnovarsi …”.

Quel Bassolino non c'è più. Disciolto nell'acido di un potere corrosivo.

10 aprile 2008 · Patrizio Oliva

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Commenti e domande dei lettori

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  • c0cc0bill 11 aprile 2008 at 06:22

    Nella terza Repubblica francese, nel pieno di uno scandalo come quello in cui è stato coinvolto Antonio Bassolino, un uomo di governo si difese dicendo: ‘Delle due l'una: o non sono onesto, o non sono capacè.

    La risposta fu: ‘Il cumulo delle cariche non è vietatò”.

    Questo per dire che l'eventuale onestà di Bassolino nella gestione dell'"affaire" MONDEZZA, onestà della quale non ho alcun motivo di dubitare, non giustifica la sua evidente incapacità a garantire a tutta la Campania un servizio essenziale come quello relativo allo smaltimento dei rifiuti.

    Nè vale gridare ai quattro venti adesso, quando la frittata è fatta, che altri si sono opposti alla realizzazione di quegli impianti che avrebbero evitato il disastro e che pure erano stati proposti dalla giunta regionale.

    L'on. Bassolino aveva il dovere di dimettersi nel momento in cui risultava evidente che la demagogia dei partiti all'opposizione (che trovavano gioco facile nella strumentalizzazione delle comunità nei cui territori venivano, di volta in volta, individuati potenziali siti per la costruzione degli impianti di smaltimento), i ricatti politici ed i veti incrociati all'interno della coalizione del governo regionale (Mastella e De Mita) avrebbero condotto al disastro che poi si è verificato.

    Io davvero non comprendo come un personaggio politico, che pure tanto aveva fatto per Napoli e per i napoletani, possa essersi ridotto così. A balbettare giustificazioni assurde, cui nessuna persona di buon senso può credere. A non trovare il coraggio di compiere quel gesto di dignità che sempre, a gran voce, ed in occasioni meno gravi di questa, ad altri è stato chiesto di compiere.

    Ho guardato il video proposto in questo blog, onorevole Bassolino.
    Il tempo, più che con il suo aspetto, è stato impietoso con le sue virtù.

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