La sospensione delle rate del mutuo e le famiglie in difficoltà: i dati dell'Abi

Sono circa 10 mila le famiglie in difficoltà (dato Abi all'8 gennaio 2014) alle quali le banche hanno sospeso la rata del finanziamento immobiliare negli ultimi otto mesi (per 988,5 milioni di controvalore), anche grazie al Fondo di solidarietà per l'acquisto della prima casa (con contributo di Stato) che consente di congelare il mutuo fino a 18 mesi.

Nel 93% dei casi il motivo della richiesta è la perdita del posto di lavoro.

Si aggiungono ai quasi 100 mila risparmiatori (98.158) che hanno ottenuto la sospensione delle rate con il precedente Piano Famiglia dell'Abi, avviato nel 2009 e concluso il 31 marzo 2013 (6.984 euro l'importo medio sospeso, 686 milioni il totale).

In tutto, sono dunque almeno 108.500 i privati che hanno usufruito finora della moratoria sui mutui.

Non tutti sanno, però (benché sia scritto nei fogli informativi), che alla ripresa dei versamenti regolari delle rate c'è un conto da pagare.

La legge prevede infatti che il Fondo di solidarietà per l'acquisto della prima casa, nel periodo di sospensione del mutuo, paghi soltanto una fetta degli interessi dovuti dal cliente: quella ai parametri di mercato.

Per i mutui a tasso variabile (cioè composto dall'Euribor più lo spread, il valore percentuale che ogni banca aggiunge), al mutuatario resterà da versare solo lo spread.

Per i mutui a tasso fisso, composti, per esempio, da Irs più spread, invece, resterà lo spread, più la differenza fra l'Irs di oggi e quello alla data di stipula del mutuo.

Siccome i tassi sono in discesa, chi ha sospeso un mutuo a tasso fisso paga gli interessi quasi per intero.

Per capire se il Fondo di solidarietà offre benefici ai consumatori oppure rappresenta una fregatura, facciamo alcuni esempi di mutui prima casa.

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