Quale mutuo è più conveniente per il consumatore?

Innanzitutto, l'aspetto principale su cui focalizzarsi è il calcolo della rata del mutuo.

Interessante, infatti, nella situazione attuale, il basso costo del denaro: ciò tende a influenzare l'Eurirs.

L'Eurirs, o tasso IRS, è uno strumento in dotazione alle banche nella stipula dei contratti a tasso fisso.

Quando si decide di richiedere un mutuo a tasso fisso al proprio Istituto di credito, quest'ultimo prende dei provvedimenti che servono a tutelare il proprio credito nel momento in cui il costo del denaro sia superiore alla rata fissa pagata dal mutuatario.

L'IRS sta per Interest Rate Swap.

È un vero e proprio accordo, il cui valore varia a seconda del periodo in cui viene stipulato.

È un rischio che un soggetto si prepara ad affrontare, con intenti speculativi e della durata di alcuni anni (può andare da un anno fino a 30 anni).

Il suo tasso di riferimento è utilizzato come parametro di indicizzazione nei mutui, ma solo in quelli a tasso fisso.

L'Eurirs oggi si aggira intorno al 4%: questo valore non è molto alto, specie se si va a confrontare il dato con il pregresso, e questo sta favorendo una maggiore richiesta di mutui proprio in questo periodo.

C'è poi il mutuo a tasso variabile, la cui variazione è calcolata sulla base di un altro parametro finanziario, l'Euribor.

L'Euribor è un tasso particolarmente importante perché viene spesso usato come base per il calcolo del tasso utilizzato per mutui a tasso variabile.

L'Euribor è calcolato giornalmente in base al tasso che le banche europee si applicano l'un l'altra nelle transazioni finanziarie.

L'aspetto interessante dell'Euribor è che anticipa le aspettative delle banche in materia di tassi: in altre parole, se le banche si aspettano che nei prossimi 12 mesi i tassi aumenteranno, l'Euribor a 12 mesi tenderà ad aumentare a valori vicini ai tassi attesi.

Ovviamente, l'Euribor può essere influenzato anche da altri fattori e cioè la maggiore o minore liquidità delle banche e il livello di fiducia o sfiducia reciproca tra le banche.

Per questi motivi, è un indicatore che andrebbe tenuto sott’occhio anche da parte di chi non ha un mutuo a tasso variabile.

Per certi versi, è un indicatore sintetico dell'umore delle banche, che sicuramente hanno informazioni privilegiate in materia economica.

Nel caso del tasso variabile, però, bisogna stare attenti alle variazioni: per sapere quale tipo di tasso di mutuo scegliere, infatti, oltre al fattore rischio, bisognerebbe anche porsi diverse altre domande rispetto alla propria capacità di far fronte ad un eventuale aumento dei tassi e quindi dell'importo della rata.

In quest'ottica, una scelta interessante potrebbe essere quella del mutuo a tasso variabile con CAP.

Si tratta di un finanziamento le cui rate, che vengono calcolate a partire da un tasso variabile, fruiscono di una sorta di assicurazione.

Ciò, perché viene imposto un tetto massimo al tasso stesso.

La peculiarità di questo tipo di mutuo sta nel fatto, come accennato, che il tasso di interesse non potrà mai andare oltre un certo limite predefinito dal contratto stesso.

Se il tasso d'interesse è inferiore al tetto massimo, il calcolo degli interessi sarà conforme al mutuo a tasso variabile.

Se il tasso dovesse aumentare, e superare la soglia del tetto massimo, non si pagherà mai un tasso superiore alla soglia stabilita nel contratto.

A questa sicurezza, però, corrisponde generalmente uno spread leggermente più alto.

20 ottobre 2014 · Giovanni Napoletano

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su quale mutuo è più conveniente per il consumatore?.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.