Il piano di ammortamento francese nei mutui a tasso variabile

Funziona così (per la stragrande maggioranza delle banche): all'inizio del mutuo viene stilato l'intero piano di ammortamento con le quote di capitale calcolate al tasso iniziale per tutta la durata del mutuo. Quella parte (la quota capitale) resta invariata, ma nel calcolo di 1/12 del tasso di interesse annuale, viene di volta in volta applicato il tasso di interesse “nuovo”, variato al variare del tasso di riferimento.

Questo influisce sul variare della rata, ovviamente, ma ha il vantaggio che in base al piano di ammortamento iniziale, il mutuatario sia sempre in grado di stabilire a quanto ammonta ancora il capitale residuo. L'alternativa, poco praticata, è considerare, ad ogni variazione del tasso di interesse, come “nuovo capitale” il capitale residuo, “nuova durata” la durata residua (iniziando con vent’anni, diventa 19 anni e 11 mesi dopo la prima rata) e ricostruire il piano diammortamento con il nuovo tasso, ogni volta.

Inserendo in un qualsiasi motore di ricerca in internet la chiave “calcolo piano ammortamento francese”, si ottiene facilemtne una pagina internet che con pochi dati fornisce un effettivo piano di ammortamento (con la stessa formula che usa la vostra banca. Seguiranno altri post con ulteriori piani di rimborso.

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18 agosto 2013 · Piero Ciottoli

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  • vito lops 16 giugno 2011 at 06:28

    Mutui, un piano di ammortamento non vale l'altro. La stragrande maggioranza (il 99%) dei piani di rimborso applicati dalle banche che operano in Italia sono "alla francese". Come funzionano? La rata (a parità di tasso) è costante. A dettar legge è la quota interessi che varia in base al tasso di periodo conteggiato sul debito residuo. Dato che nella parte iniziale del mutuo il debito residuo è alto la quota interessi è cospicua e, pertanto, nettamente superiore rispetto alla quota capitale.

    L'effetto finale è che all'inizio si pagano soprattutto interessi; a mano a mano che il capitale viene restituito, l'ammontare degli interessi diminuisce (perché diminuisce il debito residuo su cui viene conteggiata) e la quota capitale aumenta. La modalità di calcolo degli interessi ha una conseguenza importante: eventuali rialzi dei tassi, se avvengono nelle rate finali del rimborso, hanno sulle tasche del mutuatario un impatto poco rilevante, perché ormai il debito residuo è ridotto.

    Detto ciò, va precisato che non esiste un unico modello di piano di ammortamento alla francese. Ma ve ne sono due, con effetti importanti, per un mutuo a tasso variabile, sul pagamento degli interessi e sulla volatilità della rata: il piano classico e quello modificato.

    Piano classico - Nel primo modello, utilizzato fra i vari istituti da UniCredit, CheBanca (a parte per il mutuo variabile con cap, ndr) e Cariparma, ogni mese al variare del tasso viene ricalcolato il piano di ammortamento. Cambiano quindi quota capitale e quota interessi.

    Pano modificato - nel secondo, utilizzato da Bnl, Ing direct, Barclays e Intesa Sanpaolo, le quote capitale sono determinate per tutta la durata sul tasso iniziale; sono pertanto congelate e sulle stesse si sommano le quote interessi calcolate con il tasso di periodo».

    La differenza? Il primo modello, tendendo a una normalizzazione delle rate, offre il vantaggio di una rata meno volatile. Con il secondo, però, ai tassi attuali e ipotizzando che nei prossimi anni l'Euribor oscilli tra l'1 e il 5%, si otterrebbe un risparmio sul totale interessi tra il 3 e il 5 per cento.

    Lo svantaggio? Si rischia di incappare in una variazione eccessiva delle rate in alcuni periodi tale da rischiare di scompaginare il budget familiare.

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