Informazioni su mutuo e altri debiti

Francamente signora, penso che la prima cosa intelligente che abbia fatto sia stata quella di scrivere su questo forum.

Dal Suo resoconto risultano evidenti più di un grave errore:

  1. il tentativo "a casaccio" di chiudere i debiti facendone altri, e per altro non riuscendoci (l'esatta antitesi della pianificazione del debito);
  2. l'ansia demolitiva da stress da telefonate di recupero, foriera di altre avventatezze;
  3. come conseguenza al punto precedente, la vendita dell'immobile che all'apparenza può sembrare sconsiderata.

Per avere il vitalizio è necessaria la presenza di un immobile, il richiedente (o i richiedenti, se coppia coniugata) deve avere più di 65 anni, e deve godere di un diritto reale sull'immobile, quindi sicuramente va bene la proprietà, ma va bene anche l'usufrutto o il diritto di abitazione. Quando il richiedente non è anche il proprietario dell'immobile, quest'ultimo parteciperà all'operazione come terzo datore di ipoteca.

Più è alta l'età anagrafica del richiedente, maggiore è la cifra erogabile, generalmente fino al 50% del valore dell'immobile.

Non è previsto l'ammortamento del debito se non dopo la morte del richiedente (di entrambi, se coppia coniugata): quindi tale onere ricadrà sugli eredi, che avranno un anno di tempo dalla morte dei richiedenti per rimborsare il debito.

La presenza di un pregresso vincolo ipotecario sull'immobile non pregiudica la fattibilità dell'operazione, purchè con l'erogazione sia possibile estinguere il residuo debito.

Si tratta di un finanziamento ipotecario a medio-lungo termine solo a tasso fisso, dedicato e riservato a chi ha più di 65 anni, ma senza alcun limite all'età massima dei sottoscrittori: è regolato tramite la legge del 2 dicembre 2005, numero 248 ed è caratterizzato dal fatto di non prevedere alcuna rata di rimborso (né capitale, né interessi) per tutta la vita di chi lo sottoscrive. L'importo concesso al cliente è normalmente erogato in un'unica soluzione e dipende dal valore dell'immobile e dall'età del mutuatario. Più è alta, maggiore sarà la quota finanziabile (in quanto il rischio morte aumenta, e conseguentemente il prestito verrà rimborsato prima). Gli interessi, normalmente più alti rispetto a quelli di un mutuo standard, e le spese che maturano sul finanziamento vengono capitalizzati annualmente e devono essere corrisposti in un'unica soluzione alla scadenza del finanziamento, ovvero dopo la morte del mutuatario.

Il rimborso viene quindi effettuato dagli eredi in un'unica soluzione e tipicamente entro un anno dalla scomparsa del mutuatario o, in caso di finanziamenti concessi a una coppia, dalla scomparsa del più longevo tra i due. Agli eredi è anche lasciata la possibilità di scegliere come rimborsare: possono farlo con risorse proprie e liberare così l'immobile dall'ipoteca o venderlo e rimborsare, tenendo l'importo in eccedenza derivante dalla vendita.

Nel Vostro caso occorrerebbe verificare quale cifra sarebbe erogabile in forza della Vostra età anagrafica. Se la cifra fosse sufficiente a ripianare il residuo di mutuo e gli altri debiti che avete in essere, potreste azzerare le vostre pendenze e - successivamente - pensare con calma (anche in accordo con i futuri eredi) se estinguere anticipatamente il prestito vitalizio ipotecario anche ricorrendo ad un ulteriore mutuo, oppure rimandare tutto ad un lontano domani quando - maturata l'eredità - gli eredi decideranno se vendere l'immobile ed estinguere così il debito, ovvero ripianare

22 novembre 2012 · Ornella De Bellis

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