L'estinzione anticipata del contratto di mutuo

Riguardo alle problematiche che emergono in fase di esecuzione del contratto, l'Arbitro ha giudicato contraria a buona fede la scelta dell'intermediario di procedere, senza alcun preavviso, alla quasi integrale riduzione dei finanziamenti erogati in favore del cliente.

In mancanza di giustificazioni inerenti alla situazione economica del cliente, che avrebbe invece reso possibile una più graduale riduzione degli affidamenti, tale condotta è stata qualificata come interruzione brutale del credito.

Il principio di buona fede è stato richiamato anche in relazione all'addebito di somme, a titolo di interessi di mora e di commissioni mensili, per la gestione di un conto corrente e di una carta di credito a esso collegata, rimasti entrambi per lungo tempo non utilizzati.

Il Collegio, pur riconoscendo che il ricorrente avrebbe dovuto chiudere il rapporto, ha censurato la condotta dell'intermediario che non aveva contattato il cliente per evitare l'inutile aggravarsi della sua esposizione nei confronti della banca.

L'Arbitro ha ricordato che "a banca non è tenuta a fornire le informazioni che le vengono richieste ma quando accetti di fornirle deve fornire informazioni esatte, mentre il fornire informazioni inesatte e fuorvianti integra gli estremi dell'illecito.

Ciò soprattutto nel caso in cui la banca abbia comunicato informazioni false o inesatte circa la situazione economica e la solvibilità di un cliente quando, sulla base di tali informazioni, siano stati erogati nuovi finanziamenti al medesimo soggetto, rivelatosi poi insolvente.

Non è rinvenibile, al di fuori di alcune ipotesi eccezionali, un generico diritto alla rinegoziazione del contratto: la modifica delle condizioni economiche, infatti, non può essere imposta ed è possibile solo quando banca e cliente siano concordi sulle variazioni da apportare. Nell'attuale cornice normativa, tale diritto è ipotizzabile solo con riguardo ai mutui a tasso variabile per l'acquisto, la costruzione e la ristrutturazione dell'abitazione principale (cosiddetta rinegoziazione imposta).

Inoltre, come noto il consumatore può rimborsare anticipatamente in qualsiasi momento, in tutto o in parte, l'importo dovuto al finanziatore. In tal caso il consumatore ha diritto a una riduzione del costo totale del credito, pari all'importo degli interessi e dei costi dovuti per la vita residua del contratto.

Si introduce dunque una distinzione tra voci di costo applicate una tantum al contratto, in quanto volte alla copertura di spese e/o alla remunerazione di attività propedeutiche alla concessione del finanziamento e spese, a copertura invece di oneri destinati a maturare nel corso della vita del contratto e in ragione della durata dello stesso, decretando la rimborsabilità, in caso di estinzione anticipata del finanziamento, unicamente di queste ultime spese.

Le comunicazioni indirizzate al sistema dalla Banca d'Italia nel 2009 e nel 2011 rimettono alla documentazione contrattuale e di trasparenza la puntualizzazione circa la natura ricorrente o meno delle commissioni applicate.

Sulla scorta della giurisprudenza della Corte di Cassazione, l'Arbitro ha chiarito che, ai fini dell'applicabilità della disciplina, il principio di irretroattività non impedisce che la legge nuova si applichi alla disciplina dei rapporti, che pur avendo origine sotto il vigore della legge abrogata, siano destinati a durare ulteriormente.

L'Arbitro ha inoltre affermato che sono rimborsabili, per la parte non maturata, le commissioni bancarie e di intermediazione, le spese di incasso quote e il premio assicurativo. In assenza di una chiara ripartizione nel contratto tra oneri e costi, per l'individuazione della quota da rimborsare va considerato l'intero importo di tali voci.

L'ABF ha respinto la domanda di restituzione di quota parte del premio assicurativo corrispondente al periodo non goduto in un caso in cui la polizza era stata stipulata non a tutela del credito ma a copertura di eventuali spese mediche, evidenziando a tal fine il carattere facoltativo della polizza nonché la durata della copertura ivi prevista, inferiore rispetto alla naturale scadenza del finanziamento.

All'azione di restituzione della quota di commissioni assicurative relative al periodo residuo del contratto di finanziamento estinto non si applica, secondo l'Arbitro, il regime di prescrizione breve in materia assicurativa (136).

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