Accollo del mutuo - il fatto

Nel caso in oggetto, una Srl aveva concluso un contratto di mutuo fondiario con un istituto di credito.

Successivamente, un privato, aveva acquistato dalla ditta un immobile gravato da ipoteca a garanzia del mutuo, con accollo di una quota capitale di mutuo.

La Banca aveva aderito all'accollo, ma senza la delibera del debitore originario.

Così facendo, il privato non era stato più in grado di sostenere il mutuo.

Allora, la Banca aveva pignorato il bene, ma era rimasta solo parzialmente soddisfatta dal prezzo di aggiudicazione.

L'istituto bancario aveva, quindi, agito per il residuo credito anche nei confronti dell'impresa costruttrice.

Quest'ultima, però, si era opposta al precetto, portando il caso in Tribunale, perchè, secondo essa, sussisteva:

  1. la carenza di legittimazione passiva;
  2. la prescrizione del diritto agli interessi exarticolo 2948, comma 4, codice civile;
  3. l'eccessivo ammontare dell'importo precettato.

Vediamole una per volta.

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Stai leggendo Accollo del mutuo - il fatto Autore Andrea Ricciardi Articolo pubblicato il giorno 12 aprile 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 19 giugno 2016 Classificato nella categoria mutui casa - domande e risposte del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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