Mutuo e accollo » Rifiuto al compratore [Commento 2]

  • fantaroby74 12 febbraio 2014 at 13:19

    Ringrazio vivamente per la sollecitudine e la disponibilità offerta dell'esperta signora Ferri, ha chiarito che mia figlia non rientra nella casistica di quelli che perdono l'agevolazione 1a casa in caso di cessione della sua quota al compagno cointestatario e soprattutto con l'espressa accettazione della banca a liberarla completamente dagli obblighi verso di essa. In CRIF non risulterebbe ancora debitrice di un mutuo! Per quantificare il valore della sua quota, da quali parametri bisognerebbe partire? Dal valore di mercato dell'immobile (aumentato dopo la sua completa ristrutturazione)? Si dovrebbe comprendere anche il costo dell'arredamento sostenuto da mia figlia, il costo dell'affitto (superiore alla rata di mutuo) pagato da mia figlia per l'impossibile utilizzo dell'appartamento a causa della convivenza conflittuale? E' possibile richiedere l'intervento di un mediatore presso il tribunale, attraverso la compilazione di una domanda di istanza di mediazione sostenuta da un avvocato?

    • Annapaola Ferri 12 febbraio 2014 at 13:41

      Chiedere l'intervento di mediatori ed avvocati, in questa fase, vuol dire buttar via soldi, dal momento che nessuno dei due contendenti sarà obbligato, poi, ad accettare la soluzione che venisse proposta. Agli avvocati si ricorrerà con extrema ratio, quando il conflitto dovesse esasperarsi e incanalarsi su una strada senza ritorno.

      La via maestra è sempre quella di affidarsi al buon senso, evitando la tentazione di speculare su una situazione affettiva conflittuale e senza lasciarsi andare agli impulsi irrazionali dettati dal rancore.

      Il consiglio che posso dare, sulla base dell'esperienza acquisita in situazioni simili, è soprattutto rivolto ai familiari e agli amici delle due vittime coinvolte in una dura esperienza di vita, già provate dal dover affrontare una separazione, seppur di fatto. Sorvegliare sì che le soluzioni adottate siano nette e non ci siano equivoci e/o sottintesi fraudolenti da cui possano derivare ulteriori strascichi in futuro (chiedere la definizione dell'accollo, per intenderci).

      Fatto questo è necessario astenersi da qualsiasi ingerenza, lasciando a sua figlia e al suo ex compagno l'individuazione di un compromesso accettabile per entrambi. Pensare al valore di mercato dell'immobile non è un buon inizio. Il compagno potrebbe risponderle che i motivi della separazione di fatto non sono riconducibili a lui e bla, bla bla. All'ipotesi di includere nella lista della spesa il costo dell'arredamento la replica che immagino è quella di un invito a portar via l'arredamento. E così di seguito. Capisco la sua preoccupazione, ma suggerimenti nel senso appena indicato potrebbero, alla fine, condurre ad effetti altamente indesiderati per tutti. Meno che per noi avvocati, s'intende.

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