Mutuo a tasso variabile rata costante e durata variabile (affitto o soffietto)

Il mutuo a tasso variabile rata costante e durata variabile è un contratto di prestito.

Il mutuo a tasso variabile rata costante e durata variabile consiste nel trasferimento di una somma di denaro da un soggetto “mutuante” ad un soggetto “mutuatario” che si impegna a restituirlo secondo modalità concordate, dettagliatamente definite nel contratto sottoscritto tra le parti.

Il mutuo a tasso variabile rata costante e durata variabile è anche un contratto reale, perché si perfeziona con la consegna del denaro prestato al mutuatario.

Il mutuo a tasso variabile rata costante e durata variabile si definisce ipotecario quando la parte che presta il denaro, a garanzia della restituzione dello stesso, iscrive un'ipoteca su un bene di proprietà del mutuatario oppure di altro soggetto (terzo datore di ipoteca) disponibile a fornire tale garanzia.

Il mutuo a tasso variabile rata costante e durata variabile è dunque una forma di finanziamento in cui il tasso è variabile e la rata è d'importo fisso per tutta la durata.

Com'è possibile? Che differenza c'è da un mutuo a tasso fisso?

Se la rata è costante cos'altro può variare in caso di variazione dei tassi? Non rimane che la durata.

Ebbene sì . Ed infatti questa tipologia di mutuo l'abbiamo appunto indicata come "a tasso variabile rata costante e durata variabile". In caso di aumento dei tassi la durata aumenterà. In caso di diminuzione dei tassi diminuirà la durata.

Il mutuo a tasso variabile rata costante e durata variabile è altresì indicato con il termine "mutuo affitto" o "mutuo a soffietto".

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Commenti e domande dei lettori

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  • daniela 14 luglio 2011 at 22:31

    ho sentito che il mutuo a tasso variabile rata costante e durata variabile si può stipulare per un tempo massimo di 25 anni , vorrei sapere nel caso in cui a causa degli aumenti, le rate vadano oltre i 25 anni previsti, c'è un tempo massimo oltre il quale non si può andare? se si ed entro il tempo massimo previsto nn ho finito di pagare cosa succede?

    • dott. Emanuele Perrotta 15 luglio 2011 at 07:09

      Ciao Daniela. I 25 anni rappresentano soltanto il periodo di ammortamento previsto nel caso in cui i tassi non dovessero mai variare. Alla fine dei 25 anni, nel caso in cui l'andamento dei tassi avessero determinato un allungamento del periodo di ammortamento effettivo, lei continuerà tranquillamente a pagare. O, per lei, i suoi eredi.

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