Un esempio di mutuo a tasso variabile e rata protetta

Le clausole contrattuali del mutuo ipotecario a tasso variabile e rata protetta recitano più o meno così: "Il tasso è variabile in funzione dell'andamento dell'Euribor. In ogni caso l'importo della nuova rata non potrà essere superiore alla rata precedente aumentata di una percentuale pari all'indice ISTAT dei prezzi al consumo. Se alla fine del periodo di ammortamento, in conseguenza della limitazione di possibilità di aumento della rata, il debito non fosse ancora estinto, la durata del mutuo si protrarrà sino all'estinzione del debito".

Esempio: Tizio sottoscrive un tradizionale mutuo a tasso di interesse variabile di € 51.645,69. Per 15 anni. Caio sottoscrive lo stesso mutuo ma con la clausola "rata protetta". Ipotizziamo che il mutuo sia stato stipulato al 5% e che il secondo anno i tassi di riferimento portino ad un nuovo tasso applicato dell'8% e che nello stesso periodo l'indice ISTAT sia aumentato del 5%.

Tizio, che ha cominciato a pagare rate per un importo di € 408,39, il secondo anno, in funzione dell'aumento del tasso, si troverà a pagare una rata di € 488,45, ma con la certezza di aver estinto il mutuo al 15° anno.

Caio, invece, inizierà anch'esso a pagare una rata di € 408,39, ma il secondo anno, grazie alla protezione della rata, pagherà una nuova rata pari a € 408,39+ 5% = € 420,83. Per contro, ciò che paga in meno oggi non gli permetterà di estinguere il debito entro il 15° anno e, pertanto, la durata del suo mutuo sarà certamente superiore.

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