Mutuo a tasso fisso e rata costante [Commento 2]

  • simona 8 settembre 2009 at 11:22

    Il vantaggio di una simile pianificazione comporta una previa conoscenza dei costi, la loro distribuzione in rapporto alla rateizzazione e il pagamento finale comprensivo di capitale e interessi.

    Sul calcolo dei tassi fissi interviene l'EURIRS, il parametro di riferimento introdotto dalla Banca Centrale Europea: questo, onde approntare il giusto tasso mutuale, deve richiede il supporto di un altro termine fisso identificato come lo spread, un valore riferito al risultato in percentuale di una costante riportata nello stesso atto contrattuale, in genere oscillante tra lo 0,50% e il 2% circa.

    Se l'EURIRS è direttamente soggetto alla durata del mutuo, lo spread dispone di un altro vincolo, volto necessariamente alle spese di rimborso bancario: la somma di entrambi i valori, misurati secondo le oscillazioni del mercato finanziario, dà come risultato il tasso fisso che verrà allegato al mutuo sottoscritto.

    L'interesse scaturente da una tale tipologia di tasso è decretata dalla scelta di un rimborso semplice che non potrà mai comprendere pagamenti distorti, tuttavia un tasso fisso è consigliabile anche qualora il mercato, soggetto a inflazione crescente, possa produrre gravi impennate dei costi.

    Un mutuo fisso è preferito anche da tutti quei lavoratori dipendenti che avanzino una busta paga di media entità.

    Pur riportando un costo più elevato, è evidente che un tasso fisso consente la sicurezza dei risarcimenti, tale da garantire l'organizzazione dell'intero bilancio familiare.

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