Mutui - tassi di interesse salgono a 5,75%, record dal 2003

Salgono a livelli record i tassi di interesse sui mutui: secondo il bollettino mensile dell'Abi sui mercati finanziari e creditizi, a maggio i tassi sui prestiti alle famiglie per l'acquisto di abitazioni sono arrivati al 5,75%, la quota massima mai raggiunta negli ultimi cinque anni (dal 2003 i tassi sono calcolati secondo con i nuovi standard internazionali). Solo a maggio dell'anno scorso i tassi di interesse erano al 5,39% e, dopo mesi di ascesa continua, sono saliti fino al picco del 5,72% di dicembre 2007, per poi ripiegare leggermente attestandosi ad aprile al 5,66%. Il tasso sui mutui, precisa l'Abi, "sintetizza tuttavia l'andamento dei tassi fissi e variabili ed è influenzato anche dalla variazione della composizione fra le erogazioni a tasso fisso e variabile".

Nuovo record anche per i tassi di interesse sui prestiti a famiglie e imprese. A maggio, spiega il bollettino mensile dell'Abi sui mercati finanziari e creditizi, il tasso medio ponderato dei prestiti a famiglie e società non finanziarie è salito al 6,23%, il livello massimo raggiunto dal 2003 (anno in cui sono entrati in vigore i nuovi standard internazionali di calcolo). A maggio dell'anno scorso i tassi erano stati rilevati al 5,68% ma nei mesi successivi c'è stato un incremento continuo fino al record di 6,22% a gennaio, seguito poi da un leggero assestamento (ad aprile erano al 6,19%). Il nuovo aumento segnato a maggio, sottolinea il rapporto dell'associazione bancaria "ha risentito delle condizioni del mercato interbancario, che nelle scadenze brevi (entro tre mesi) tra aprile e maggio ha manifestato in media un aumento di circa dieci punti bas

18 giugno 2008 · Patrizio Oliva

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  • Nicoletta Rocchi 19 giugno 2008 at 22:18

    Se i giornali di oggi, usciti insieme con le notizie della Robin tax, che riguarda anche le banche, titolano sui tassi da record arrivati al 5,75% giova ricordare che è di recente l'accordo tra il Governo e le banche per allungare senza costi immediati le rate dei mutui, trasformarle eventualmente in tasso fisso, ma con recupero dilazionato nel tempo dell'eventuale scarto tra il vecchio tasso variabile e quello nuovo fisso".

    I tassi continuiao regolarmente ad aumentare da più di un anno, secondo una tabella fornita della stessa Abi. Vanificando così anche i vantaggi della cosiddetta portabilità. Eppure il nostro sistema, per autorevoli affermazioni, è molto meno esposto alla crisi dei mutui subprime e la domanda dei mutui, come per l'acquisto casa, data l'insostenibilità dei prezzi, è in calo. Secondo la classica legge della domanda e dell'offerta i tassi dovrebbero quindi scendere e non salire.

    Ma siamo in un sistema dai forti connotati oligopolistici e il prezzo non lo fa certo il mercato, ma i principali operatori. Né sembra convincente la motivazione dell'aumento del costo della raccolta interbancaria all'estero, considerando che il sistema bancario accentra la maggior parte della raccolta del risparmio nazionale direttamente o tramite il risparmio gestito.

    Genera stupore non solo la coincidenza di queste notizie, ma, ancora di più, che certe dinamiche dei prezzi oligopolistici proseguano senza alcuna considerazione delle emergenze sociali quali quella della casa. E, che questo avvenga mentre ad altre parti sociali si chiede moderazione e senso di responsabilità.

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