Mutui e portabilità » Segnali positivi: cala lo spread e la domanda raddoppia

In italia sta tornando la voglia di cambiare il mutuo: l'abbassamento degli spread da parte delle banche sembra infatti convincere molte famiglie a chiedere una surroga dei mutui.

Alcune recenti studi e statistiche lo testimoniano: nei primi quattro mesi del 2014 la percentuale dei richiedenti di mutui per sostituzione e surroga è raddoppiata, passando al 20,4% dal 10,4% del primo semestre 2013.

Va fatto notare, sicuramente, che spesso si tratta di richieste puramente esplorativa, che non sempre vanno poi in porto, dato che le erogazioni per questa tipologia restano limitate all'8,8% complessivo, sempre comunque in crescita rispetto all'anno passato.

In ogni caso è un segnale da non sottovalutare, perché va a confermare la tendenza alla ripresa del mercato dei mutui.

Dopotutto, nei tempi d'oro di qualche anno fa oltre un quarto delle erogazioni effettuate aveva come oggetto proprio prestiti con la finalità di sostituire altri finanziamenti, grazie anche alla portabilità rispolverata a suo tempo dal Decreto Bersani.

Ma quali sono i soggetti che cercano di sostituire il proprio mutuo? E quale strada scelgono?

Semplicissimo, cerca di cambiare il cavallo in corsa soprattutto chi ha avuto accesso al finanziamento dal 2011 in poi, ovvero da quando gli spread hanno iniziato ad aumentare in modo vertiginoso.

Ciò perché i fortunati che a suo tempo avevano ottenuto prestiti a tasso variabile con un ricarico dell'1% non hanno certo motivo di cambiare un prodotto che resta competitivo.

Ora che gli spread medi sono scesi di nuovo sotto il 3% per alcuni torna dunque la convenienza.

Sulla scelta il discorso è invece un po' più complesso.

Nel mese di aprile è stata, infatti, segnalata una lieve ripresa per la scelta del fisso, favorito dal ritorno di offerte più competitive che in alcuni casi sono scese anche sotto il 5% sui 20 anni, ma si tratta comunque di una minoranza.

La maggior parte chiede il variabile, sia per le nuove erogazioni che per la sostituzione.

Il motivo, in fondo, non è difficile da comprendere: i tassi non accennano a risalire, se non di qualche centesimo e con le ulteriori mosse che la Banca centrale europea (Bce) potrebbe adottare già dalla prossima riunione di giugno resteranno vicino allo zero ancora probabilmente a lungo.

Fra le migliori offerte al momento disponibili passano mediamente oltre 2 punti percentuali a favore del prodotto indicizzato: più di 100 euro al mese che chi sceglie la rata variabile potrà in media risparmiare, probabilmente ancora a lungo.

Per quelli che a suo tempo avevano stipulato mutui a un tasso fisso superiore al 5% o addirittura vicino al 6% il passaggio può significare un abbattimento del tasso anche del 3%.

Certo, chi sceglie oggi il variabile non può pensare che i tassi restino su questi livelli in eterno, e occorre fare attenzione a farsi bene i conti.

Ma a guardare le indicazioni degli operatori di mercato, l'Euribor non è destinato a risalire oltre l'1% prima del settembre 2017 e serviranno quasi 6 anni per riportarlo al 2%: è vero che si tratta di attese, da prendere quindi con le pinze, ma è innegabile che da qui ai prossimi mesi con la rata variabile si potrà risparmiare un bel po' di denaro.

Da utilizzare per altri progetti, o magari da destinare a una sorta di «fondo» per coprire le future oscillazioni dei tassi.

21 maggio 2014 · Andrea Ricciardi

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