Per confrontare le offerte di mutuo richiedete il prospetto ESIS - European Standardised Information Sheet

Tutte le regole qui sopra valgono “in generale” per i rapporti con la banca, anche per quello che riguarda il vostro conto corrente, i vostri investimenti e la gestione del vostro risparmio. Specifica per i mutui, invece, c'è la quinta regola: fatevi rilasciare il documento di sintesi e l'ESIS. Sono entrambi documenti che riassumono le caratteristiche del vostro mutuo e che, se non da voi, lo rendono valutabile da un esperto senza grosse difficoltà. Ve lo rilasceranno quando firmate la domanda, ma dal primo appuntamento dite che lo vorrete quando firmate la domanda e appena lo avrete in mano lo farete valutare dal notaio, prima ancora che l'istruttoria abbia fine, chiedete di prendere nota del fatto che ve lo dovranno far trovare pronto. Per la cronaca, “ESIS” vuole dire “European Standardised Information Sheet” (foglio informativo standardizzato europeo), e si compone di due parti: la prima con informazioni generali riguardo i mutui, la seconda con informazioni peculiari del VOSTRO mutuo.

Le prime quattro regole, valgono anche se andate a chiedere una rinegoziazione, piuttosto che informazioni sulla penale di estinzione o sulla possibilità di avere un conteggio di estinzione e così via…

E se avete dubbi, fatemi le domande.

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21 agosto 2013 · Piero Ciottoli

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  • giovanni parente & rosa serrano 14 settembre 2009 at 09:23

    È un'impresa e non solo per le aziende. La montagna del credito è dura da scalare. Anche per le famiglie o le giovani coppie.

    Questo nonostante la difesa del sistema bancario da parte del presidente dell'Abi, Corrado Faissola.

    Trovare un finanziamento al 100% per l'acquisto della casa ormai è quasi una rarità. Tra quelle monitorate da MutuiOnLine, erano 11 le banche nel 2007 che proponevano un mutuo per l'intero valore dell'immobile: ora sono diventate tre.

    Una difficoltà che si trasforma in ostacolo (quasi) insormontabile quando la richiesta di un finanziamento o di un mutuo arriva da chi non ha un impiego stabile o da chi un lavoro l'ha perso e ha deciso di mettersi in proprio.

    La conferma arriva da un viaggio che Repubblica ha fatto tra le filiali di grandi istituti di credito in alcune vie del centro di Roma.

    La motivazione che spinge a varcare la soglia della banca è un'occasione sul mercato immobiliare: un appartamento del valore di 200mila euro.

    Nello sportello di Intesa Sanpaolo visitato, è possibile per il richiedente (dipendente a tempo indeterminato) un mutuo al 100%. Ma la rata mensile, con un tasso fisso al 6,2% per un mutuo trentennale, è di 1.225 euro al mese. Considerato che la rata non può essere superiore a un terzo del reddito mensile, il soggetto che intende comprare (e indebitarsi) deve guadagnare dal lavoro a tempo indeterminato almeno 3.600 euro al mese. Condizioni (impiego dipendente stabile e buon salario) non proprio comunissime per gli attuali trentenni.

    L'alternativa è abbassare la soglia del finanziamento, scendendo all'80%. Quindi significa già avere una propria disponibilità di 40mila euro a cui aggiungere i 160mila prestati dalla banca. La rata, sempre scegliendo un mutuo trentennale, scende a circa 930 euro con un tasso fisso al 5,7%.

    Altra banca, altro scenario. Stavolta l'aspirante acquirente è un trentenne, interessato a comprare casa con la propria compagna, solo che il lavoro non è stabile. La consulente della filiale del Monte dei Paschi di Siena prospetta un finanziamento all'80%: è un mutuo variabile con un tetto (il tasso massimo applicabile è il 5,5%) e si parte da una rata mensile di poco più di 700 euro. Ma, trattandosi di lavoratore a tempo, è necessario che ci sia un garante. Senza "San precario" incarnato da uno dei genitori e soprattutto dalla sua busta paga o della sua pensione, niente mutuo.

    Nel viaggio c'è anche chi, come nella filiale di Unicredit, propone un prodotto per lavoratori (dipendenti o autonomi) con contratti a termine o a progetto.

    I paletti però non mancano. Il finanziamento può arrivare al 70% del valore dell'immobile (l'80% se si ha una continuità lavorativa di 60 mesi), fino a un massimo di 200mila euro.

    E con un mutuo a trent'anni i primi venti sono a tasso fisso e gli altri dieci variabili. Ipotizziamo un mutuo di 150mila euro a vent'anni, tasso fisso a 6,40%, la rata mensile sarà quasi 1.200 euro (polizza assicurativa inclusa).

    Nel tour non manca una banca straniera: una filiale di Barclays. La coppia interessata all'acquisto è composta da un autonomo e da una precaria. Si oscilla fra una rata per un mutuo a tasso variabile di 619 euro e una con finanziamento a tasso fisso di quasi 900 euro.

    Tutto bene? Non proprio perché l'autonomo deve essere "di lungo corso". Quindi, senza una documentazione fiscale che accerti redditi da qualche anno, possono sorgere problemi.

    Ad esempio, se il soggetto ha perso il lavoro l'anno precedente e ha scelto di mettersi in proprio a inizio 2009, la certezza del mutuo di pochi istanti prima si trasforma in una probabilità su cui bisogna valutare. Così la cima della montagna è sempre lì in alto.

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