Contestazione delle multe da Ztl

Innanzitutto, il verbale, di solito, non specifica se la limitazione della circolazione è avvenuta per ordinanza del sindaco, o per atto emanato dalla giunta. Eppure, il Codice della strada lo esige.

Come secondo vizio, la contravvenzione non indica quasi mai se i rilievi riscontrati con le telecamere siano stati autorizzati dal Prefetto. Anche questo è previsto dal codice della strada.

Inoltre, è presente un vizio di legittimità per eccesso di potere in considerazione del luogo oggetto della contestata infrazione.

Gli agenti della polizia municipale indicano sui verbali il primo comma dell'articolo 7 del Codice della strada, il quale richiama l'articolo 6.

Ma l'articolo citato parla di regolamentazione della circolazione fuori dei centri abitati, circostanza che non riguarda la città.

Concludendo, spesso la segnaletica è scarsissima e di difficilissima lettura. Ci sono cartelli solo a ridosso della Zona a traffico limitato, peraltro con pannelli rettangolari indicanti una serie lunghissima di eccezioni, di altrettanto complessa lettura.

In ambito di un ricorso al giudice di pace o al prefetto contro le multe, è consigliabile, pertanto, di citare il Codice della strada, ma anche il principio di buona amministrazione contenuto della Costituzione.

E' convenevole chiedere una verifica dei luoghi, sulla base del Codice di procedura civile da parte del giudice o del prefetto.

L'obiettivo è far verificare la presenza di una complicata cartellonistica, peraltro solo a ridosso del varco interessato.

3 maggio 2014 · Andrea Ricciardi

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