Le informazioni indispensabili sulla notifica delle multe

Per prima cosa, vogliamo approfondire le modalità di contestazione e notificazione dei verbali delle multe, nonchè le caratteristiche salienti degli stessi.

I principali organi che possono occuparsi della contestazione e della notifica delle sanzioni relative ad infrazioni stradali sono:

  • in via principale la polizia stradale;
  • la polizia di stato;
  • l'arma dei carabinieri;
  • la guardia di finanza;
  • la polizia provinciale nel suo ambito;
  • la polizia municipale (vigili urbani) nel suo ambito;
  • funzionari del Ministero dell'interno addetti al servizio di polizia stradale;
  • la polizia penitenziaria e il corpo forestale dello stato in relazione ai propri compiti;

In ambito urbano possono emettere le multe anche i cosiddetti “ausiliari del traffico”, per i quali valgono le competenze assegnate dal singolo Comune tramite ordinanze.

Tali competenze sono fissate in modo generico dalla legge 127/97 art.17 commi 132/133, le cui disposizioni sono state chiarite e puntualizzate da varie sentenze di Cassazione, la n.18186/2006, la n.16777/2007 e la n.5621/2009.

In pratica i Comuni possono assegnare ai dipendenti propri o di aziende che gestiscono -in concessione- aree adibite alla sosta funzioni di accertamento dei divieti di sosta nelle aree stesse (comma 132 detto sopra) nonchè assegnare ai dipendenti delle società di trasporto pubblico funzioni di accertamento di divieto di sosta o circolazione nelle corsie riservate al servizio stesso.

I casi sono diversi ed è fondamentale distinguere il classico ausiliare, dipendente del comune o della società di parcheggio, dal dipendente/ispettore delle società di trasporto.

Ciò può essere fatto sia riferendosi al comma dell'art.17 della legge 127/97 citato sul verbale, sia consultando la specifica ordinanza che li nomina e ne specifica le competenze.

E' bene sapere, infine, che gli ausiliari possono anche eseguire contestazioni immediate e redigere verbali, e gli può essere conferita -dal Comune- competenza a disporre la rimozione dei veicoli (legge 488/99 art.68).

Il verbale e la contestazione immediata

Gli articoli 200 e 201 del codice della strada definiscono le modalità di contestazione e notificazione delle sanzioni.

La prima regola generale è che, quando sia possibile, la violazione dev'essere immediatamente contestata tanto al trasgressore che alla persona obbligata in solido al pagamento.

La contestazione immediata implica la consegna di un verbale di accertamento, che deve contenere

  • data (anno, mese, giorno), ora e località nei quali la violazione è avvenuta;
  • generalità e residenza del trasgressore ed estremi della sua patente di guida, se immediatamente identificato;
  • indicazione del proprietario del veicolo o del soggetto solidale, quando non sia stato immediatamente identificato il trasgressore;
  • tipo del veicolo e numero di targa di riconoscimento;
  • citazione della norma violata e sommaria descrizione del fatto;
  • eventuali dichiarazioni delle quali il trasgressore chiede l'inserzione;
  • somma da pagare, termini e modalità di pagamento, ufficio o comando presso cui lo stesso può essere fatto e numero di conto corrente bancario o postale che può eventualmente essere usato (solitamente, per praticità , viene allegato un bollettino);
  • le eventuali sanzioni accessorie previste per l'infrazione;
  • gli eventuali obblighi di esibizione (di documenti quali la patente, il certificato di assicurazione, etc.) ai sensi dell'art.180 c.d.s;
  • le autorità competenti per il ricorso (prefetto o giudice di pace);
  • firma del trasgressore e/o dell'obbligato in solido;
  • nominativo e firma degli agenti accertatori.

L'ufficio emittente conserva copia del verbale e lo annota in un apposito registro dove sono riportati tutti gli elementi salienti dello stesso.

Il verbale è un atto pubblico che fa piena prova fino a querela di falso dei fatti che il pubblico ufficiale vi riporta (si veda l'art.2700 del codice civile).

Dal punto di vista giuridico, quindi, stante l'obbligo di firma dell'agente accertatore (con esclusione dei verbali redatti con sistemi meccanizzati), è ininfluente che il trasgressore si rifiuti di firmare o di ritirare il verbale.

In ogni caso tale rifiuto deve essere specificatamente annotato.

Con lo stesso verbale si possono contestare più violazioni, con l'obbligo che sia indicato per ognuna la somma dovuta.

Il verbale dev'essere redatto anche in caso di fermo di soggetto minorenne, ma in questo caso la contestazione, o comunque la successiva notifica del verbale da effettuarsi nei confronti delle persone tenute alla sua sorveglianza o che esercitino la patria potestà , deve considerare ed identificare come effettivi trasgressori proprio tali soggetti (i genitori, tipicamente).

Il minorenne deve semmai essere citato nella parte narrativa del verbale, dove viene anche descritto il fatto e dove va specificato il rapporto intercorrente tra il conducente minore e colui al quale viene contestato il verbale.

Ciò per quanto sancito dal'art.2 della legge 689/81, dalla sentenza di Cassazione n. 4286/02 e dalla nota del Ministero dell'Interno n. 300/A/1/41491/131/S/1/1 del 26/5/05.

Nel caso in cui il verbale sia redatto con sistemi meccanizzati (al computer, tipicamente) la firma autografa dell'agente accertatore non è necessaria, basta l'indicazione a stampa del nominativo con eventuale numero di matricola.

Sul verbale meccanizzato deve anche apparire il nome del rappresentante dell'ufficio dell'organo accertatore oppure, in sua vece, dal soggetto responsabile ai sensi del d.lgs.39/93 art.3 (in molti casi questi è il responsabile dell'immissione dati nel sistema informatico).

In questo caso, frequente quando la contestazione non è immediata e il verbale viene quindi notificato successivamente all'infrazione, la copia originale del verbale redatto e sottoscritto dagli agenti accertatori deve comunque essere archiviata presso lo stesso organo accertatore, disponibile per essere visionata su richiesta.

In tal senso si è più volte espressa la corte di cassazione con le sentenze 1923/99, 4567/99, 6065/05, 21045/06 e 22088/07, nonchè il Ministero dell'interno con circolare del 25/8/2000.

Quando ci sono vizi nel verbale

Il verbale che presenti vizi sugli elementi essenziali è illegittimo e può essere annullato, tramite apposito ricorso. Tale annullamento ha valenza retroattiva, quindi nel caso il verbale si considera come mai emanato.

I vizi suddetti, detti “di forma”, possono riguardare:

  • l'erronea indicazione delle generalità del conducente;
  • l'omessa od errata indicazione della data e dell'ora nella quale è avvenuta l'infrazione (quando da ciò risulti pregiudicata l'esatta identificazione del fatto);
  • L'erronea indicazione del tipo e della targa del veicolo quando non possano essere desunti con certezza in altro modo;
  • mancata esposizione dei fatti;
  • mancata o erronea indicazione dell'autorità competente per il ricorso;
  • mancata, non chiara od insufficiente indicazione delle motivazioni di mancato fermo ;
  • mancata, non chiara od insufficiente informazione riguardo all'obbligo di comunicare i dati del conducente (quando questi non sia stato subito identificato ed il verbale viene notificato al proprietario);
  • errore sulla norma violata o sulla sanzione da pagare (se è applicabile la sanzione ridotta essa dev'essere riportata);

La mancanza o l'errore materiale su singoli elementi del verbale non ne determina automaticamente la nullità , a meno che non siano compromessi i diritti del contravventore.

Per fare degli esempi, se c'è un errore sulla data di nascita del trasgressore ma questi è correttamente identificato da altri elementi (codice fiscale, o nome cognome e indirizzo esatti) l'errore stesso è irrilevante, e un ricorso potrebbe facilmente determinare la semplice riemissione del verbale corretto.

Stessa cosa nel caso in cui non sia indicato -o sia errato- il modello dell'auto, stante la corretta indicazione del tipo e della targa.

L'errore su questo elemento (o la sua mancanza) può invece aiutare se vi fossero anche altri vizi che mettessero in dubbio l'infrazione.

Attenzione anche alla mancata indicazione del numero civico.

Essa potrebbe rendere annullabile il verbale solo se pregiudicasse l'individuazione del luogo ove l'infrazione è avvenuta e quindi il diritto di difesa del trasgressore (per esempio se fosse indicata solo una via molto lunga, dove quel tipo di infrazione può avvenire in più punti perchè -per esempio- vi sono molti semafori o divieti di sosta posti in punti diversi).

Nel caso di divieto di sosta sono interessanti alcune recenti sentenze di Cassazione che hanno stabilito che è priva di fondamento la doglianza riguardo la mancanza del numero civico quando non sia presentata anche la prova che l'infrazione NON è stata commessa, ovvero che il divieto di sosta -in quella data strada o piazza- non c'era (Cassazione n.8939/2005 e 5447/2007).

La notifica del verbale

Nel caso classico in cui vi sia contestazione immediata la notifica avviene tramite consegna nelle mani del trasgressore del verbale originale, solitamente redatto a mano su moduli prestampati.

Per le violazioni commesse dal 13/8/2010 a tale contestazione immediata deve seguire la notifica di copia del verbale, entro 100 giorni, ad uno dei soggetti solidalmente responsabili, se esistenti (può esserlo quando non coincidente col trasgressore, il proprietario del veicolo, l'usufruttuario, l'acquirente con patto di riservato dominio, l'utilizzatore a titolo di leasing).

Tuttavia vi sono numerosi e frequenti casi in cui la contestazione immediata può legittimamente non avvenire, con la conseguenza che il verbale dev'essere notificato in un momento successivo.

Come regola generale, in questi casi il verbale dev'essere notificato all'effettivo trasgressore -se conosciuto- oppure ad uno dei soggetti solidalmente obbligati (il proprietario del veicolo, in genere) che risultino registrati al PRA alla data dell'accertamento.

La notifica dev'essere fatta -per le violazioni commesse dal 13/8/2010- entro 90 giorni da quando l'amministrazione è “posta in grado di provvedere all'identificazione” di tali soggetti considerando ciò che risulta al PRA o all'archivio nazionale dei veicoli, ovvero, normalmente, dal giorno dell'infrazione.

In casi particolari, come per esempio il cambio di residenza o il noleggio, il momento da cui partono i 90 giorni può differire dal giorno dell'infrazione, a seconda del caso specifico.

Il caso di residenti all'estero il verbale dev'essere notificato entro 360 giorni dall'accertamento, calcolati inequivocabilmente dalla data dell'infrazione.

La notifica, ovviamente, deve avvenire alla residenza o domicilio dei soggetti destinatari che può essere desunta -a seconda dei casi- dalla carta di circolazione o dalla patente di guida, dall'archivio nazionale dei veicoli tenuto presso il dipartimento per i trasporti terrestri (ex Motorizzazione), dal P.R.A od anche dall'anagrafe tributaria.

In caso di notifica “differita” il verbale originale redatto dall'organo accertatore rimane agli atti dell'ufficio o comando, mentre ai soggetti ai quali devono esserne notificati gli estremi viene inviato uno degli originali o copia autenticata redatta -anche con sistemi meccanizzati- a cura del responsabile dello stesso ufficio o comando.

Alla notifica, oltre che i soggetti previsti dal codice della strada (vedi la sezione “organi che possono applicare le sanzioni”), possono provvedere anche i messi comunali o i funzionari dell'organo accertatore secondo le modalità previste dal codice di procedura civile o -in alternativa- a mezzo posta tramite invio di una raccomandata a/r.

Non di rado i Comuni, quindi gli organi di polizia municipale, stipulano convenzioni con corrieri privati per la consegna sul proprio territorio.

In questi casi fungono da “casa comunale” le varie filiali di tale corriere, specificate negli avvisi di giacenza.

Le modalità di notifica previste dalla legge comprendono, oltre alla classica consegna dell'atto nelle mani del destinatario (da parte del messo comunale, corriere, postino), la consegna ad un soggetto terzo abilitato, od addirittura la compiuta giacenza dell'atto presso la posta o la cassa comunale.

Le spese di accertamento e di notificazione sono poste a carico di chi è tenuto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria.

Il termine di 90 giorni per la notifica differita dei verbali vale per le infrazioni commesse a partire dal 13/8/2010. In precedenza il termine era di 150 giorni.

Come contare i 90 giorni dall'infrazione per la notifica

Il verbale, quando non può essere consegnato nelle mani dell'effettivo trasgressore, dev'essere notificato al proprietario del mezzo o ad uno degli altri soggetti solidalmente responsabili entro 90 giorni dall'infrazione, salvo casi particolari.

Il conteggio parte dal giorno dell'infrazione per la prima notifica del verbale, che qualora non sia stato subito identificato il conducente viene notificato al proprietario del mezzo. Questi è obbligato, per legge, a comunicare i dati del conducente entro 60 giorni.

In molti casi segue l'invio di un secondo verbale, per il quale deve essere riconteggiato il termine di 90 giorni.

Ciò tipicamente in tutti i casi in cui il primo destinatario del verbale, il proprietario del mezzo, non si identifica come conducente ma comunica i dati di un'altra persona. In questi casi il conteggio riparte dalla ricezione della comunicazione da parte dei vigili.

Se invece il proprietario si identifica come conducente, o comunque firma la dichiarazione contestualmente alla persona che si dichiara tale (per esempio l'azienda che firma la dichiarazione insieme al dipendente/conducente), il secondo verbale non viene inviato.

Ricordiamo che la comunicazione dei dati del conducente riguarda l'applicazione delle sanzioni accessorie (decurtazione punti, sospensione patente, etc.). I due soggetti, proprietario e conducente, rimangono in ogni caso responsabili solidalmente per quanto riguarda la sanzione principale, quella pecuniaria.

E' altresì fondamentale sapere, sempre ai fini del conteggio, che esso deve terminare alla data di consegna del verbale agli uffici comunali preposti alla notifica oppure, nel caso di notifica postale, alla data di spedizione, ovvero di consegna dell'atto all'ufficio postale.

Tale data viene normalmente riportata sul verbale e costituisce il momento in cui la notifica si perfeziona per l'ente accertatore.

Per il destinatario invece la notifica si perfeziona -ai fini del conteggio dei 60 giorni utili per pagare o ricorrere- al momento in cui l'atto viene notificato a lui, a terzi o per giacenza postale.

Quando manca la contestazione immediata

Nei casi di mancata contestazione immediata, quindi quando il verbale viene inviato a casa, su di esso dev'essere specificata la motivazione che ha reso impossibile il fermo.

Se si tratta di un caso specifico previsto dal codice della strada all'art.201 comma 1 bis (vedi qui sotto) può bastare una “citazione” dell'articolo di legge stesso, altrimenti occorre una motivazione specifica riportata in modo chiaro.

Casi, citati dalla legge a titolo esemplificativo, in cui il fermo non è necessario:

  • impossibilità di raggiungere un veicolo lanciato ad eccessiva velocità ;
  • attraversamento di un incrocio con il semaforo indicante la luce rossa (rilevato dagli agenti o da un apparecchio a rilevazione automatica come il photored e il t-red);
  • sorpasso in curva o comunque vietato;
  • accertamento della violazione in assenza del trasgressore e del proprietario del veicolo (esempio tipico, il divieto di sosta);
  • accertamento di una violazione da parte di un funzionario o di un agente a bordo di un mezzo di pubblico trasporto;
  • accertamento della violazione per mezzo di appositi apparecchi di rilevamento direttamente gestiti dagli organi di polizia stradale e nella loro disponibilità che consentono la determinazione dell'illecito in tempo successivo poichè il veicolo oggetto del rilievo è a distanza dal posto di accertamento o comunque nell'impossibilità di essere fermato in tempo utile o nei modi regolamentari (esempio tipico i telelaser);
  • accertamento effettuato con i dispositivi di cui all'articolo 4 della legge 168/02, ovvero i mezzi tecnici di controllo del traffico finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni alle norme di comportamento di cui agli articoli 142 e 148 del c.d.s. installati su autostrade o strade extraurbane principali (esempio tipico gli autovelox).
  • rilevamento degli accessi di veicoli non autorizzati nei centri storici e alle zone a traffico limitato nonchè della circolazione sulle corsie riservate attraverso i dispositivi a rilevazione automatica previsti dalla legge 127/97 art.17 comma 133 bis.
  • accertamenti fatti con dispositivi o apparecchi di rilevamento, anche automatici, di vari tipi di violazioni (eccesso di velocità , circolazione contromano, violazione della segnaletica stradale, trasporto oggetti e passeggeri sui motorini, uso del casco, circolazione con mezzo sequestrato o sottoposto a fermo amministrativo).

In caso di rilevamento con apparecchio omologato per il funzionamento automatico l'art.201 cds specifica in modo chiaro che non c'è bisogno della presenza degli agenti (art. 201 comma 1 ter).

Ricordiamo che gli apparecchi per il rilevamento automatico sottostanno a regole precise di omologazione ed installazione.

Nel caso vengano posti su strade strade extraurbane secondarie od urbane di scorrimento occorre l'individuazione da parte del Prefetto delle stesse tra quelle ove non vige obbligo di fermo.

In tal caso sul verbale solitamente appare, oltre al riferimento di legge, il numero del decreto prefettizio.

Tra le motivazioni di mancato fermo più comuni troviamo inoltre:

  • accertamento indiretto a seguito di incidente stradale sulla base della successiva ricostruzione della dinamica;
  • accertatore in borghese e fuori dal servizio;
  • accertatore impegnato in altre contestazioni;
  • infrazione commessa da minore o incapace di intendere e volere in assenza del genitore o tutore responsabile;
  • caso di ubriachezza o temporanea incapacità di intendere e di volere del trasgressore;
  • impossibilità di fermare il veicolo in condizioni di sicurezza e nei modi regolamentari perchè impegnato nella regolamentazione della circolazione (tipicamente per infrazioni rilevate da agenti impegnati a dirigere il traffico);
  • impossibilità di fermare il veicolo per non arrecare intralcio alla circolazione dei veicoli in transito sulla corsia (tipica nel caso di passaggio su corsia preferenziale rilevata da un ausiliario/dipendente della società di trasporto pubblico);

In caso di rilevamento automatico di passaggio col rosso ad un incrocio, del superamento dei limiti di velocità o del transito nella ztl o su una corsia preferenziale, il c.d.s specifica che non c'è bisogno della presenza degli agenti (art. 201 comma 1 ter).

Per motivi di privacy, al verbale non va allegata l'eventuale fotografia scattata dall'autovelox.

Essa deve essere resa disponibile dall'ufficio accertatore su richiesta, dietro pagamento di spese di invio.

Preavviso di contestazione

Il foglietto che troviamo sul parabrezza del nostro veicolo non è il verbale vero e proprio ma un semplice preavviso.

Esso, che solitamente riguarda un divieto di sosta, pur essendo un atto pubblico non sostituisce infatti il verbale, l'atto formale vero e proprio con il quale il trasgressore viene messo al corrente della multa.

Tale preavviso potrà quindi contenere un numero inferiore di dati rispetto al verbale senza obbligo di sottoscrizione da parte dell'agente accertatore.

E' un atto informale, non obbligatorio, che permette “semplicemente” di pagare la multa senza l'aggiunta dei costi di notifica del vero e proprio verbale.

Il ricorso avverso tale atto non è ammesso, proprio a causa del suo carattere informale.

Se si notano imprecisioni o comunque si intende opporre ricorso, si dovrà pertanto attendere l'arrivo del vero e proprio verbale a casa, valutando i presupposti di contestazione sulla base di quest'ultimo.

La sentenza della corte di Cassazione n.5447/2007 ha ribadito il concetto, confermando che nessuna legge impone il rilascio del preavviso la cui mancanza non ostacola in alcun modo il diritto di difesa.

Comunicazione dati conducente

Le sanzioni accessorie non possono essere applicate in mancanza di identificazione del trasgressore, quindi in tutti i casi di mancato fermo.

Per quanto riguarda la decurtazione dei punti dalla patente, tuttavia, il discorso è particolare in quanto la legge prevede l'obbligo, a carico del proprietario del veicolo o di altro soggetto solidale a cui venga notificato il verbale, di comunicare i dati del conducente entro 60 giorni dalla notifica del verbale.

Questa comunicazione, obbligatoria in tutti i casi (anche quando si ha un valido motivo per giustificare l'impossibilità di dare un nome o quando si fa ricorso contro il verbale, vedi note), consente all'ente accertatore di applicare la decurtazione dei punti all'effettivo responsabile dell'infrazione.

In caso di mancata comunicazione viene applicata una sanzione aggiuntiva variabile da € 286 a € 1.142 (dal 1/1/2015).

Il soggetto a cui viene notificato il verbale deve essere messo al corrente dell'obbligo di cui sopra con un avviso riportato sul verbale, anche su una pagina a parte. Non di rado gli enti accertatori forniscono, allegato al verbale, un modulo già pronto.

Notifica a soggetto diverso dall'obbligato

La notifica si considera regolarmente compiuta anche se avviene nelle mani di un soggetto terzo, diverso dall'obbligato.

Sono soggetti terzi:

  • persona di famiglia, purchè non minore di 14 anni o palesemente incapace;
  • gli addetti alla casa (o all'ufficio e all'azienda) , purchè non minori di 14 anni o palesemente incapaci;
  • il portiere dello stabile;
  • i vicini di casa che accettino il ricevimento;

In questi casi l'atto dev'essere consegnato -con la relata di notifica- in busta chiusa e sigillata, riportante solo il numero cronologico dell'atto stesso (non debbono esserci segni, dati od indicazioni che potrebbero indicarne il contenuto).

Nei casi di consegna al portiere o al vicino di casa il soggetto che accetta la consegna deve firmare una ricevuta e il destinatario deve ricevere notizia della notifica tramite raccomandata a/r.

Questa disposizione, valida in generale per le notifiche effettuate tramite messi o ufficiali giudiziari, cambia leggermente in caso di notifica postale.

Fino ad oggi infatti non era in alcun caso previsto l'invio dell'avviso per raccomandata a/r in caso di consegna della prima raccomandata nelle mani di terzi, mentre dal 1/3/2008, per effetto della legge 31/2008 (di conversione del decreto "milleproroghe"), tale obbligo c'è e vige in TUTTI i casi in cui l'atto non venga consegnato personalmente al destinatario.

Notifica per giacenza

Nei casi in cui non sia possibile eseguire la consegna per irreperibilità o incapacità o rifiuto de destinatario o dei terzi di cui sopra, l'ufficiale giudiziario o l'addetto delle poste deposita l'atto -rispettivamente- nelle casse del comune o presso l'ufficio postale. Il destinatario dev'essere messo al corrente di detto deposito con avviso affisso alla porta dell'abitazione e con raccomandata a/r.

Nel caso di notifica attraverso messi o ufficiali giudiziari la notifica si dà per avvenuta (perfezionata) il giorno successivo a quello dell'affissione all'albo comunale.

Se invece l'addetto alla notifica accerta che il destinatario non ha più abitazione, ufficio o azienda nel comune di notifica e ne viene accertata l'"irreperibilità assoluta", la procedura è la stessa (escluso l'invio della raccomandata a/r), ma la notifica si dà per avvenuta l'ottavo giorno successivo a quello di affissione.

Nel caso di notifica a mezzo posta la cosa cambia un po' ; la legge prevede che oltre al primo avviso (inerente il primo tentativo di notifica) ne venga emesso un secondo da parte dell'ufficio postale (inerente la giacenza), da lasciare nella cassetta postale o affiggere sulla porta.

In questo caso la notifica si dà per eseguita decorsi 10 giorni di giacenza senza ritiro dell'atto, e lo stesso deve comunque rimanere disponibile per il ritiro nei successivi sei mesi (dopodichè ritorna al mittente).

Una volta rispettate le suddette disposizioni, ovvero quando l'amministrazione può dimostrare il regolare invio (e/o affissione) degli avvisi, la notifica si ritiene perfezionata in quanto in tal modo il destinatario è stato messo in grado di conoscere l'esistenza dell'atto e della sua notifica.

Questo è un concetto molto importante, a livello giuridico, da approfondire quando si intenda contestare una notifica come viziata o irregolare facendo specifiche verifiche presso l'ente emittente e l'ufficio postale.

Una sentenza della Corte Costituzionale (3/2010) ha uniformato i due tipi di notifica prevedendo che la notifica per giacenza effettuata dal messo comunale o ufficiale giudiziario si dà per perfezionata decorsi 10 giorni dalla ricezione della raccomandata di avviso o comunque dall'invio della stessa.

Questa decisione, spiegano i giudici, allo scopo di assimilare questa notifica con quella postale, dove già i 10 giorni vengono conteggiati.

Notifica in caso di cambio di indirizzo del contravventore

Sul punto -molto controverso anche in giurisprudenza- è intervenuta la Corte di Cassazione in sezioni unite civili.

Il termine da cui conteggiare i 90gg (ancora 150 nel caso oggetto della sentenza) utili per la notifica del verbale, qualora il destinatario abbia cambiato residenza provvedendo a presentare regolare denuncia in Comune (ufficio anagrafe) evidenziando i veicoli posseduti, corrisponde alla data di annotazione della variazione negli atti dello Stato Civile.

Non hanno rilevanza, e non possono quindi gravare sul destinatario, gli eventuali ritardi nel passaggio di atti tra il Comune e il PRA.

In altre parole, se la notifica avviene quando sono decorsi più di 90 gg dalla variazione anagrafica essa può dirsi non tempestiva, anche se il suddetto termine risultasse rispettato conteggiando dalla data di iscrizione della variazione nel PRA o nell'archivio nazionale veicoli.

Non conta, infine, nemmeno il fatto che il cittadino/destinatario non abbia comunicato la variazione anagrafica alla Motorizzazione ma solo all'ufficio comunale.

Diverso il caso, ovviamente, del cittadino/destinatario che NON ha comunicato la variazione anagrafica all'anagrafe. In tal caso vale la notifica fatta al precedente indirizzo.

Offri il tuo contributo alla visibilità di indebitati.it

Ti chiediamo di contribuire ad accrescere la visibilità di indebitati.it cliccando su una delle icone posizionate qui sotto: per condividere, con un account Facebook, Google+ o Twitter, il contenuto di questa pagina oppure per iscriverti alla newsletter o al feed della comunità. Qualora lo preferissi, puoi seguirci sui social cliccando qui. Un grazie, per la tua attenzione, dallo staff.

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Altre info



Cerca