La corte costituzionale, con sentenza del 18 giugno 2015, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 45, comma 6, del decreto legislativo 285/1992 nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature utilizzate nell'accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e taratura

  • Roberto Panebianco 13 maggio 2016 at 09:29

    La Corte Costituzionale, con sentenza del 18 giugno 2015, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 45, comma 6, del decreto legislativo 285/1992 nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature utilizzate nell'accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e taratura. Di conseguenza deve ritenersi affermato il principio che gli autovelox devono essere periodicamente tarati e verificati nel loro funzionamento, verifiche che debbono essere dimostrate o attestate con certificazioni di omologazione e conformità e non possono essere provate con altri mezzi.

    Nel caso in esame l'attore aveva impugnato una sanzione amministrativa irrogatagli per aver violato il limite di velocità che era stata disattesa dal Giudice di merito. Non domo il soccombente ha proposto ricorso avanti al Giudice di legittimità (sentenza n. 9645/2016, depositata l'11 maggio) asserendo che erroneamente il Giudice di Pace aveva ritenuto che l'autovelox potesse essere utilizzato sino alla scadenza del limite temporale ventennale decorrente dall'approvazione ministeriale, nonostante il termine per la validità dell'omologazione era scaduto.

    A dire il vero, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con nota del 16 maggio 2005, ha rilevato la necessità di sottoporre a taratura periodica gli strumenti di rilevazione della velocità ma tale disposizione è stata completamente ignorata dalla Pubblica Amministrazione.

    La Corte Costituzionale, con un ordinanza interlocutoria, ha rilevato la palese irragionevolezza di un sistema e di un'Amministrazione che, non adeguandosi alla citata nota Ministeriale, finirebbe per concretizzare, in pratica, un paradosso: una qualunque bilancia di un mercato rionale è soggetta a periodica verifica mentre non lo è una complessa apparecchiatura che svolge un accertamento irripetibile e fonte di gravi conseguenze per il cittadino proprietario e/o conducente di un veicolo.

    Il Giudice di legittimità, adeguandosi alla posizione del Giudice delle leggi, ha ritenuto irragionevole considerare efficiente l'apparecchio autovelox per tutta la durata dell'approvazione ministeriale ma, per converso, detto deve essere sottoposto a verifica e taratura periodica da provarsi esclusivamente con la produzione delle certificazioni di omologazione e conformità.

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