Illegittime le multe elevate con dispositivi autovelox che non risultano sottoposti a periodica taratura e verifica - non basta la certificazione di omologazione e conformità

Com’è noto, il codice della strada, all'articolo 45, comma 6, dispone che i dispositivi, le apparecchiature e gli altri mezzi tecnici di controllo e regolazione del traffico, nonchè quelli atti all'accertamento e al rilevamento automatico delle violazioni alle norme di circolazione, ed i materiali che per la loro fabbricazione e diffusione, sono soggetti all'approvazione od omologazione da parte del Ministero dei lavori pubblici, previo accertamento delle caratteristiche geometriche, fotometriche, funzionali, di idoneità e di quanto altro necessario. Nello stesso regolamento sono precisate altresì le modalità di omologazione e di approvazione.

Nulla viene previsto circa l'obbligo di una verifica periodica della taratura dei dispositivi preposti all'accertamento e al rilevamento automatico della velocità dei veicoli; il legislatore ha, forse, implicitamente ritenuto che un autovelox, un tutor, un telelaser possano essere garantiti, quanto alla loro efficienza e buon funzionamento (anche a distanza di lustri), dalla sola conformità al modello omologato?

Con ordinanza interlocutoria 17766/14 del 7 agosto, i giudici della Corte di cassazione sollevavano, d'ufficio, questione di costituzionalità relativa all'articolo 45 del Codice della strada.

In pratica i giudici della Suprema Corte, con la citata ordinanza, rilevavano la palese irragionevolezza di un sistema normativo ed amministrativo in base al quale una qualunque bilancia di un mercato rionale è soggetta a periodica verifica della taratura, mentre non lo è una complessa apparecchiatura, come quella per la verifica della velocità, che svolge un accertamento irripetibile e fonte di gravi conseguenze per il cittadino proprietario e/o conducente di veicolo.

La Corte Costituzionale con la nota sentenza 113/15 dichiarava l'illegittimità costituzionale dell'articolo 45, comma 6 del decreto legislativo 285/1992 (nuovo codice della strada), nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate nell'accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura.

Per effetto della decisione della Corte regolatrice, secondo i giudici di legittimità (sentenza 9645/16), deve ritenersi affermato il principio che tutte le apparecchiature di misurazione della velocità (che è elemento valutabile e misurabile) devono essere periodicamente tarate e verificate nel loro corretto funzionamento, che non può essere dimostrato o attestato con altri mezzi quali le certificazioni di omologazione e conformità.

13 maggio 2016 · Giuseppe Pennuto

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