Multe da autovelox a Roma: è caos » Cittadini in protesta

Caos sulle multe da autovelox a roma, ben 750 al giorno, è una strage: i cittadini protestano.

A partire da lunedì 9 giugno 2014, ovvero da quando è partita ufficialmente l'operazione Andate Piano, in quattro giorni sono arrivate in centrale 6.000 fotografie, 1.500 al giorno.

Secondo una stima, il 50% si tradurrà in sanzioni: si tratta di, addirittura 750 multe al giorno.

In linea del tutto teorica, facendo una media di 100 euro a multa, parliamo di cifre vicine ai 75.000 euro di incassi quotidiani per il Comune.

Che moltiplicati per 365 giorni, fa 2.737.530 euro l'anno. Una cifra spaventosa.

Naturalmente, la stessa deve essere rivista al ribasso: infatti, nelle fasi iniziali dei controlli le multe sono spesso numerose. Inoltre, è probabile che l'eccesso di velocità sia basso, e che la sanzione da Codice della strada sia quella minima.

Resta comunque il fatto che gli autovelox mobili in dotazione ai vigili urbani al momento sono 20.

Ne sono stati assegnati uno per ogni gruppo municipale, più un altro consegnato al Git, Gruppo intervento traffico.

Insomma, tutta la capitale viene monitorata.

Gli strumenti vengono utilizzati una o due volte al giorno da ciascun gruppo: oggi, un centinaio di vigili li sanno usare, ma molti altri se ne aggiungeranno.

La batteria delle telecamere riesce a reggere al massimo 3-4 ore, poi deve essere riportata in sede per la ricarica.

La strada dove si sono registrate più sanzioni è stata via Pineta Sacchetti.

Le postazioni vengono individuate in maniera discrezionale dai comandanti dei gruppi o dalle stesse squadre di agenti. L'indicazione è quella di privilegiare le strade dove avvengono più incidenti: in generale, le consolari, all'uscita dalle gallerie e nelle vie a percorrenza veloce, come via Marco Polo, il Viadotto della Magliana o la Tangenziale Est.

Oltre agli autovelox mobili, in città ci sono anche le cinque telecamere fisse, posizionate sulla via del Mare fra Acilia e Malafede, o a via Isacco Newton (entrambi i sensi di marcia) ma anche a Circonvallazione Nomentana.

Per il superamento dei limiti di velocità di non oltre 10 km/h, la multa è di 41 euro. Verbale di 168 euro per l'eccesso di velocità di oltre 10 ma fino a 40 km/h, più il taglio di tre punti-patente.

Dalle foto che sono arrivate finora in centrale, un buon 80% delle multe contempla auto che hanno superato il limite proprio nel range dai 10 ai 40 km/h. Per il superamento dei limiti di oltre 40 km/h, ma non oltre i 60 km/h, la sanzione è di 527 euro, più la sottrazione di sei punti, oltre alla sanzione accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi.

Infine, ecco la fascia più pesante: superamento dei limiti di velocità di oltre 60 km/h. Qui, abbiamo 821 euro, la decurtazione di 10 punti, la sospensione della patente da sei a 12 mesi.

Ma ecco la seconda possibile batosta. Il proprietario dell'auto che riceve a casa una multa col taglio di punti della patente è di fronte a un bivio: o comunica chi guidava, a questi verranno tolti punti, o paga una multa supplementare, che dal primo gennaio è di 284 euro, più circa 20 euro di spese di spedizione. Insomma, oltre i 300 euro.

E molto dimenticano di comunicare il nome del guidatore, erroneamente ritenendo che sia sufficiente pagare la multa originaria per essere in regola.

Quest strage di multe che questi nuovi autovelox mobili hanno causato in pochi giorni, comunque, ha scatenato la protesta dei cittadini capitolini.

A buttare benzina sul fuoco ci pensano le associazioni dei consumatori che bocciano l'arrivo degli autovelox e denunciano come questa novità finirà per far crescere le casse del Campidoglio a danno dei cittadini.

Questi metodi, a loro parere, ma anche nostro, servono più ai Comuni per fare cassa, che alla sicurezza stradale.

Se davvero si volesse combattere l'eccesso di velocità , andrebbe aumentato il numero di vigili ma anche installati Tutor come avviene sulle autostrade, sistema che registra le violazioni dei limiti in base al tempo di percorrenza di un tratto stradale.

È sempre molto difficile trovare una posizione equilibrata quando si parla di autovelox in Italia, fissi o mobili che siano.

Il Codice della strada va sempre rispettato, inclusi i limiti di velocità.

Vanno tuttavia fatte sei considerazioni che non depongono a favore della campagna chiamata Andate piano in atto a Roma.

Innanzitutto, come accennato, il Comune ha le casse disastrate e non riesce a dare sforbiciate decise ai rami secchi dell'amministrazione: così i futuri incassi di questi nuovi sette autovelox mobili sono una manna dal cielo.

Inoltre, i limiti di velocità su diversi tratti sono discutibilissimi: spesso, sono molto bassi in rapporto all'ampiezza della carreggiata e del traffico.

Poi, sarà pur vero che ci sono i cartelli di preavviso, ma sovente la segnaletica non è adeguata, oppure è rovinata dagli agenti atmosferici.

Ricordiamo, infine, che le multe per autovelox rappresentano per i cittadini una vera e propria batosta.

26 giugno 2014 · Patrizio Oliva

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  • fefochip 1 ottobre 2014 at 08:00

    sono andato a via ostiense 131L dove c'è l'ufficio che si occupa dei ricorsi ai tutor.
    ho presentato una segnalazione scritta di revisione della installazione in base ai motivi che ho esposto.(corredata di foto)
    all'inizio ho incontrato un dirigente che sembrava apprezzare la collaborazione e mi ha detto che mi avrebbe ricontattato a breve facendomi sapere, poi sono passati i giorni e non mi ha fatto sapere nulla.
    allora ho insistito telefondando e poi andandoci e mi sono reso conto che avevo invece di fronte una persona o poco preparata o in malafede.

    mi ha detto :"la postazione è stata autorizzata dal prefetto"
    e io
    "ok e questo che vuol dire che ha autorizzato l'installazione di un controllo automatico di velocità su quella strada (decreto prot. n. 1509/1218/2002 ) ma non ha dettato i criteri e i particolari dell'installazione di cui si sarebbe occupato un reparto tecnico di concerto con esperti della normativa vigente."

    poi ha continuato:"si ma la legge che lei cita è del 2010 e l'installazione è precedente"
    e io:
    "scusi cosa vuol dire questo ? che se il legislatore fa una legge la pubblica amministrazione non si deve adeguare? e poi la circolare del ministero dei trasporti parla chiaro riguardo art.25 comma 2 legge n.120 29/7/2010 e dice che
    Ciò stante è ovvio che è l'ultimo segnale incontrato dall'utente della strada quello al quale riferire la distanza di 1 km, a meno che non si tratti di una mera ripetizione di un segnale precedente lungo un tratto in cui non vi sono intersezioni, Infatti in quest'ultima ipotesi è il segnale posto dopo l'intersezione quello che è noto agli utenti che vi si immettono con manovra di svolta, e quindi anche per questi ultimi deve essere garantita la prescritta distanza.
    Pur nella convinzione che quest'ultima innovazione legislativa comporti ovviamente non pochi
    problemi o la necessità di rivisitare le postazioni esistenti, ovvero modificare le modalità operative,
    non può tuttavia esprimersi diverso avviso.(CIRCOLARE 13 GENNAIO 2011, PROT. N. 109)"

    e lui di nuovo in extremis :"si, però quelle diposizioni di legge valgono solo su strade extraurbane"
    e io " è vero tuttavia mi risulta che la via del mare a strada statale è stata riassegnata a provinciale ma comunque non può essere cittadina"

    e lui ancora :"comunque l'installazione è antecedente l'uscita della legge"
    e io :"ok , buongiorno ho capito"

    a quel punto ho presentato ricorso al prefetto visto che non mi potevo aspettare piu risposte serie e sensate da quel funzionario.
    vorrei segnalare ulteriormente che chi fa ricorso al prefetto poi può farlo al giudice di pace.
    tuttavia una volta al giudice di pace non può addurre altri motivi ma solo ricorrere in una sorta di appello sulle motivazioni del prefetto.
    poi per alcuni eclatanti motivi(sbagli di targa , verbali palesemente errati,ecc) si può andare da chi ha emesso la multa e fare un istanza di annullamento di verbale in autotutela ,il vantaggio è che devono rispondere in 30 giorni e la multa non si raddoppia in caso di risposta negativa (come succede dal prefetto).
    COMUNQUE se siete arcisicuri dei vostri motivi l'iter può continuare dopo il GDP anche con il tribunale ordinario (altrimenti non si spiegherebbeo tutte queste sentenze della cassazione riguardanti il codice della strada)
    se non mi si daranno delle risposte convincenti io andrò fino in fondo non mi importa nulla .
    faccio presente che la mia multa è nella fascia piu bassa perche mi hanno multato per una velocità di 75,31km/h quindi non mi converrebbe andare dal giudice di pace perche si pagano comunque dei diritti fissi ma per principio se mi multano in maniera cosi fiscale sarò fiscale pure io fino in fondo .

    volevo dare comunicazioni di una certezza dell'annullamento del verbale tuttavia viste le rispote che mi hanno dato sto spargendo la voce cosi da intasare la PA con ricorsi a valanga con gli stesi motivi

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