Differenze tra apparecchi e dispositivi autovelox

Esistono diversi tipi di dispositivi autovelox: gli stessi, infatti, possono essere fissi o mobili, ed anche automatici e non: comunque, gli apparecchi non possono essere controllati da società private.

Gli autovelox attualmente utilizzanti dalle amministrazioni possono essere di due tipi.

i primi, detti fissi automatici, sono collocati all'interno di gabbiotti posti ai margini della strada, senza la presenza di autorità volte a controllarne il funzionamento.

Possono trovarsi solo su autostrade, strade extraurbane principali (rispettivamente di tipo A e B).

Per le strade extraurbane secondarie e urbane di scorrimento (rispettivamente di tipo C e D) è necessaria l'autorizzazione del Prefetto che deve essere fornita con decreto (di cui i cittadini hanno diritto a prendere visione).

Non possono essere usati sulle strade urbane di quartiere e locali (rispettivamente di tipo E ed F), per le quali è necessaria la presenza della polizia;

I secondi, detti mobili, si distinguono in automatici e non automatici.

Per i primi valgono le stesse regole appena esposte. Possono trovarsi allocati dentro le auto della polizia in sosta fuori dalla carreggiata stradale oppure su cavalletti. I secondi, invece, non automatici e presidiati dalla polizia, possono essere collocati su qualsiasi tipo di strada (urbana, extraurbana, autostrade).

In ogni caso, l'autovelox non può mai essere controllato da società private, alle quali l'amministrazione può dare solo compiti sussidiari all'accertamento, come la rimozione dei rullini dagli apparecchi, lo sviluppo delle fotografie e la stampa, la memorizzazione dei dati e la predisposizione degli stampati per la notifica.

Durante i rilievi può essere utilizzato personale tecnico.

Non è necessario che l'autovelox sia di proprietà dell'amministrazione, ben potendo da questa essere preso in leasing o in comodato da società private.

12 aprile 2016 · Gennaro Andele

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