Multa stradale - elementi essenziali per il ricorso [Commento 1]

  • Roberto Petrella 25 maggio 2012 at 06:04

    È inammissibile il ricorso ex lege 689/81 davanti al Giudice di Pace nell'ipotesi di parziale pagamento rateale della multa. Lo ha stabilito il GdP di Palermo con la sentenza 17 aprile 2012.

    Per il giudice Vitale: “In tema di violazioni al codice della strada, secondo un orientamento consolidato della Suprema Corte è inammissibile l'opposizione al verbale di accertamento, anche ai soli fini di impugnare la sanzione accessoria, quando l'opponente si sia avvalso della facoltà del pagamento in misura ridotta ai sensi dell'articolo 202 del Cds. Infatti, “il pagamento in misura ridotta costituisce, non diversamente dall'oblazione in campo penale, un istituto caratterizzato da finalità agevolative e deflattive ad un tempo, per effetto del quale il trasgressore, per sua libera scelta, è ammesso al pagamento della sanzione pecuniaria, nella misura del minimo previsto dalla legge, così evitando aggravi patrimoniali, nel contempo tuttavia rinunciando ai rimedi oppositivi previsti dalla normativa di cui agli articoli 202, 203, 204 bis cod. strada, nell'ambito della quale non è consentita alcuna possibilità di pagamento con riserva", (Cassazione civile sentenza 6460/2008).

    L'oblazione è una facoltà concessa dalla legge, “il cui esercizio è rimesso alla libera valutazione e determinazione del contravventore, con funzione ed effetto di chiudere immediatamente e definitivamente, in termini e secondo modalità e parametri, oggettivi prefissati dalla stessa legge, il rapporto tra contravventore ed Amministrazione”. “Ma proprio per ciò, - prosegue la sentenza - perché la detta funzione non venga ad essere vanificata, una volta che la facoltà di oblazione sia stata esercitata, essa, impedendo in maniera definitiva l'esercizio del potere sanzionatorio da parte dell'ufficio, non può non comportare correlativamente, stante la sua sostanziale natura transattiva, la definitiva preclusione per il contravventore di contestare e mettere in discussione i presupposti di fatto della sanzione, id est la legittimità dell'accertamento della violazione, e la sua applicabilità in concreto”, (Cassazione civile, sentenza 15100/2010).

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