Memo su multe per violazione al codice della strada il verbale arriva a casa dopo 150 giorni ex articolo 201 dlgs 30/04/1992 n

  • maurizio costa 6 dicembre 2009 at 09:32

    Memo su multe per violazione al codice della strada

    Il verbale arriva a casa dopo 150 giorni ex art. 201 Dlgs 30/04/1992 n.285 dall'accertamento dell'infrazione.

    Si può fare ricorso al Prefetto o al giudice di pace, perché il verbale è andato in prescrizione. Conservare la busta con la data di notifica.

    Il verbale arriva alla vecchia residenza dell'automobilista, torna indietro con la dizione “destinatario trasferito” e viene notificato alla nuova residenza dopo 150 giorni dall'infrazione.

    Se l'automobilista ha fatto tempestivamente il cambio di residenza su patente e libretto di circolazione, può fare ricorso per prescrizione.

    L'automobilista ha già fatto ricorso al prefetto e questi lo rigetta inviando un'ingiunzione di pagamento con una data di oltre 150 giorni successivi a quella dell'invio del ricorso art. 203 - 204 CdS - più precisamente il prefetto deve emettere l'ordinanza entro 120 gg e notificare l'ingiunzione entro 150gg previe deduzioni dell'ente che nei 30 gg successivi al termine di 120 deve presentare al prefetto.

    Si può fare ricorso al giudice di pace, perché l'ingiunzione è andata in prescrizione. Vale però la data riportata sull'ingiunzione.

    La contestazione dell'infrazione avviene immediatamente e l'agente consegna il verbale nelle mani dell'automobilista: questi non paga pensando che debba arrivare un altro verbale a casa, poi riceve una cartella esattoriale.

    Il ricorso è inutile, vale il verbale consegnato nelle mani dell'automobilista (non ne arriva un altro a casa).

    L'automobilista riceve il verbale e paga per non far passare i 60 giorni oltre i quali la sanzione raddoppia. Poi fa ricorso al prefetto.

    Il ricorso è improponibile, perché per farlo occorre non pagare la contravvenzione.

    L'automobilista non paga la contravvenzione e riceve una cartella esattoriale dopo cinque anni e quattro mesi dalla data di notifica del verbale.

    Si può fare ricorso al giudice di pace perché la cartella è andata in prescrizione.

    La cartella esattoriale arriva entro i termini, ma precedentemente l'automobilista non ha mai ricevuto il verbale.

    Bisogna verificare se il Comando degli agenti è in possesso della ricevuta della raccomandata di spedizione del verbale, se l'indirizzo del destinatario è corretto, se la mancata notifica è avvenuta entro 150 giorni dall'infrazione e se la mancata notifica è stata seguita da un'ulteriore raccomandata (almeno a partire dall'ottobre 1998). In assenza i uno di questi elementi si può fare ricorso al prefetto o al giudice di pace.

    Le multe vanno impugnate dinanzi al prefetto o al giudice di pace, entro 60 giorni per i verbali 30 giorni per la cartella di pagamento.

    La Corte di Cassazione, con sentenze 15.7.2004 n. 13127; 14.5.2003 n. 7398; 24.9.2002 n. 13872, ha affermato che il termine per impugnare una multa in sede giurisdizionale, quando non è specificato dal codice della strada, è uguale a quello riconosciuto per presentare ricorso al prefetto.

    Secondo la Suprema corte, infatti, il termine più breve di 30 giorni, sebbene sia stato previsto dal decreto legge n. 270/1996 (non convertito in legge), sarebbe incoerente sia con i termini relativi al ricorso amministrativo, che con il termine previsto per il pagamento della sanzione, entrambi di 60 giorni. Contro la Cartella esattoriale il termine è invece di 30 giorni a norma dell'art. 205 Dlgs 30-4-1992 n. 285 e art. 22 della L. 24-11-1981 n. 689.

    Ausiliari del traffico.

    Possono procedere all'accertamento e alla contestazione delle violazioni in materia di sosta, ai sensi dell'art. 17 comma 132 l. n. 127 del 1997, sia all'interno delle aree oggetto di concessione alle imprese di gestione dei parcheggi, sia nelle aree immediatamente limitrofe, sebbene, in questo ultimo caso, solo a condizione che queste costituiscano lo spazio minimo indispensabile per compiere le manovre atte a garantire la concreta funzione del parcheggio in concessione.

    Trib. Roma 28-08-2000 - Un verbale redatto (prima dell'entrata in vigore della l. 15 maggio 1997 n. 127) dagli ausiliari del traffico nel quale è rilevata una violazione al divieto di sosta delle autovetture non ha valore di atto pubblico; pertanto, le sue risultanze possono essere contestate con ogni mezzo di prova (Cass. civ. Sez. III 25 ottobre 1999, n. 11949).

    Non è più necessario versare la cauzione se si ricorre al Giudice di Pace.

    Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con sentenza n. 114 del 10/03/2004 depositata l'8/4/2004 ritenendo illegittimo l'art. 204bis del CdS introdotto dalla Legge 214/2003 per violazione del diritto alla difesa.

    Il ricorso al Prefetto da una prima interpretazione inibisce il ricorso successivo al Giudice di Pace, il ricorso contro la cartella esattoriale esige il pagamento di una cauzione. Su tali modifiche gravano fondati sospetti di incostituzionalità per limitazione al diritto alla difesa, a poter ricorrere al giudice, principio di uguaglianza, principio del contraddittorio, principio della parità delle parti, principio del giusto processo e della sua rapidità, la prima avvisaglia è pervenuta dal giudice di pace di Roma.

    Il ricorso al Prefetto esige un'ordinanza di accoglimento o di rigetto entro 120 gg e notifica entro 150 gg, il ricorso deve essere inviato entro e non oltre 60 gg (e non due mesi) dal giorno della consegna o della notifica del verbale di contestazione della violazione e deve contenere l'esplicita richiesta di emissione, da parte del prefetto, dell'ordinanza di archiviazione, così come previsto dall'art. 204 CdS. Al ricorso va allegata una copia del verbale, mai l'originale.

    È preferibile richiedere, nelle conclusioni del ricorso, di essere personalmente sentiti dal Prefetto, sia perché un colloquio con l'autorità adita può agevolare la comprensione delle proprie motivazioni, sia perché l'eventuale omesso interpello da parte del Prefetto è motivo per impugnare successivamente l'ordinanza ingiunzione dello stesso Prefetto avanti al Giudice di Pace.

    Il Prefetto, entro 120 giorni da quando ha ricevuto il ricorso dalla polizia stradale, pena decadenza, dovrà emettere un'ordinanza di archiviazione del verbale o di ingiunzione pari al doppio della sanzione iniziale. A questo termine (120 giorni) dovrà essere aggiunto quello massimo di 30 giorni concesso alla polizia per trasmettere al prefetto il ricorso con le proprie deduzioni.

    Casi di impossibilità della contestazione immediata (ad es. il caso della multa per il casco).

    Ogni verbale deve essere elevato fermando il contravvenzionato (c.d. contestazione immediata) e consegnando immediatamente la contravvenzione. Eccezionalmente questo si può evitare ma i casi sono espressamente previsti dall'art 201 del CdS. Molte volte nei verbali viene genericamente indicato dagli operatori la causa di impossibilità di contestare il verbale immediatamente scrivendo genericamente "impossibilità di raggiungere l'utente per motivi di traffico", questo è il caso ad esempio della multa per il casco, tale dicitura non è conforme alla legge e non costituisce causa di impossibilità.

    I casi sono i seguenti come previsto dall'art. 201 del codice della strada:

    - impossibilità di raggiungere un veicolo lanciato ad eccessiva velocità da parte degli agenti;

    - attraversamento di un incrocio col semaforo rosso;

    - sorpasso in curva;

    - accertamento di una violazione da parte dell'agente a bordo di mezzo pubblico;

    - accertamento della violazione per mezzo di appositi apparecchi di rilevamento che consentono la determinazione dell'illecito in tempo successivo o dopo che il veicolo sia a distanza del posto di accertamento o comunque nell'impossibilità di essere fermato in tempo utile;

    - accertamento della violazione in assenza del proprietario o trasgressore.

    Il pagamento della sanzione non è possibile se il trasgressore non abbia ottemperato all'invito di fermarsi o quando il conducente del veicolo a motore si è rifiutato di esibire i documenti (es. patente, carta di circolazione etc.). In questi casi, il verbale viene trasmesso al Prefetto da parte dell'ufficio per le applicazioni delle sanzioni in merito.

    Divieto di sosta.

    Obbligo da parte dei comuni di inserire sotto il cartello del divieto di sosta o sul retro, il numero e la data dell'ordinanza sindacale che ha stabilito i divieti, in mancanza è nullo (articolo 77, comma 7, del regolamento del codice della strada).

    Inoltre la generica indicazione della strada senza numero civico dove è stato commessa l'infrazione per divieto di sosta invalida il verbale.

    Il fermo amministrativo dell'autovettura è illegittimo per le multe auto.

    La nuova legge ha introdotto dal 2003 la possibilità per le esattorie di disporre il fermo delle autovetture: se ci si mette al volante €1.000 di multa più il sequestro. È ammessa la rateizzazione, ma il fermo auto rimane fine al pagamento dell'ultimo centesimo del debito esattoriale.

    Il fermo amministrativo però, in base alle sentenze giurisprudenziali, sarebbe nullo in mancanza di un regolamento di attuazione; costituisce uno strumento da intraprendere solo in casi estremi, cioè quando con azioni alternative l'esattore non abbia incassato (e non ricorrendone direttamente), e adottabile solo per i debiti erariali. Sono escluse quindi le multe comunali, i contributi INPS e INAIL.

    In merito si vedano le seguenti sentenze:

    - Trib. Brindisi (sent. 43/2002): il fermo amministrativo è lecito quando non sia possibile per l'esattoria riscuotere con altri mezzi, è illegittimo il ricorso diretto al fermo amministrativo senza aver tentato altre azioni alternative.

    - Trib. Parma (sent.151/2003): è nullo il fermo amministrativo per mancanza di norma di attuazione.

    - Tar Puglia (sent. 1764/2003): la competenza a decidere in materia di fermo è del giudice amministrativo.

    - Trib. Bari (decr. 17/3/2003): è nullo il fermo amministrativo per mancanza di norma di attuazione. è possibile l'inibitoria ex art. 700 cpc.

    - Trib. Milano (ord. 9/4/2003): la sproporzione fra valore veicolo e ammontare del debito configura eccesso di potere dell'esattoria. è possibile inibitoria ex art. 700 cpc.

    - Trib. Catanzaro (sent. 18/2/2003): la mancanza di norma di attuazione non blocca l'attività dei concessionari (esiste normativa del 1998). è possibile inibitoria ex art. 700 cpc se manca il "periculum in mora".

    - Trib. Novara (sent.12/5/2003): il fermo amministrativo è legittimo solo per i crediti esattoriali di natura fiscale, sono escluse multe, contributi INPS e INAIL.

    Il fermo amministrativo è stato bloccato in tutta Italia

    La quarta sezione del Consiglio di Stato con l'ordinanza n. 3259/2004, ha bloccato tutti i fermi amministrativi per mancanza di proporzionalità tra importo dovuto e danno cagionato al contribuente, l'ordinanza è stata recepita dall'Amministrazione Finanziaria che con la Risoluzione 22 luglio 2004, n. 92/E ha disposto il blocco dei fermi amministrativi.

    Verificare la corrispondenza del modello dell'autovettura o motociclo e il numero di targa.

    La generica indicazione della parola autovettura o motociclo non permette di controllare la perfetta corrispondenza tra tipo, modello e relativo numero di targa. L'art. 383 al co. N. 1 del Dpr 16/12/92 n. 495 (reg. att. C.d.S.) stabilisce, infatti, in modo inequivocabile la necessità che il verbale debba contenere a pena di nullità l'indicazione del tipo di veicolo e della targa. L'omessa indicazione del tipo di veicolo sul verbale incide in modo decisivo sull'efficacia probatoria dello stesso e rende alquanto incerta l'identificazione del veicolo a mezzo del quale la violazione si assume commessa (Cass. Civile sez. I 14/02/94 n. 1445)

    La comunicazione dei dati del conducente.

    Fate molta attenzione alla comunicazione, la mancata comunicazione è sanzionata con €250 (prima €357) di multa, la comunicazione va fatta entro 60 giorni (prima 30) DL.184/05. Se non siete in grado di comunicare i dati perché non ricordate a chi avete prestato la vostra autovettura o il vostro motociclo, la comunicazione va mandata lo stesso, spiegando che non siete in grado di indicare i dati del conducente perché è trascorso un notevole lasso di tempo dall'infrazione e perché il vostro veicolo è usato da parenti e amici. L'art.126 bis del DL184/05 sembra aver inserito "il giustificato e documentato motivo" che poi sarà vagliato dalle forze dell'ordine senza stabilire i criteri unici di valutazione. Tale articolo poco chiaro sembra porre le basi per un nuovo contenzioso. La comunicazione è obbligatoria anche se si fa il ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace.

    La comunicazione dati conducente, che non riporta i dati di chi fosse alla guida dell'autovettura non è sanzionabile. La sanzione pecuniaria suppletiva ex art. 126 bis comma 2 del Dlgs 30/04/1992 n.285 CDS fa riferimento alla violazione di cui al comma 8 art. 180 del CdS in virtù del quale la mancata comunicazione è sanzionata, non la mancata indicazione dei dati di chi fosse alla guida, considerato il fatto che spesso trascorre un notevole lasso di tempo tra la data dell'infrazione e la comunicazione del verbale. Per cui non è applicabile la sanzione se il proprietario comunica di non essere in grado di fornire tali informazioni, essendo sufficiente la risposta all'invito delle autorità. Giudice di pace di Arcidosso - sentenza del 8-21/10/2005 n. 80 - Giudice Giraldi

    Il tachigrafo digitale

    Tutte le imprese di trasporto, individuali o societari, compresi i padroncini, dal dicembre 2005 dovranno installare il tachigrafo, una sorta di scatola nera. L'omissione costerà da €68,25 a €2754,15 di multa (regolamento 3820-3821/85 CEE).

    La confisca del motorino.

    Dal mese di Agosto 2005 chi viaggia su motoveicoli senza casco, con casco slacciato, in più persone rispetto al consentito o trasportando animali è soggetto alla confisca del mezzo. Il Dl 184/05 ha sostituito la confisca con il fermo amministrativo per 60 giorni.

    Il silenzioso accoglimento del ricorso al prefetto.

    Se il ricorso viene presentato direttamente al Prefetto (entro 60 giorni dalla contestazione o notificazione del verbale) i tempi dalla presentazione alla notificazione sono così suddivisi:

    * 30 gg: Presentazione al Prefetto (trasmissione)
    * 60 gg: Organo Accertatore (istruttoria)
    * 120 gg: Prefetto (determinazione)
    * 150 gg: Notificazione

    Totale: 360 gg

    Se il ricorso è presentato al Prefetto tramite l'organo accertatore (entro 60 giorni dalla contestazione o notificazione del verbale) i tempi dalla presentazione alla notificazione sono così suddivisi:

    * 60 gg: Organo accertatore (istruttoria)
    * 120 gg: Prefetto (determinazione)
    * 150 gg: Notificazione

    Totale: 330gg

    Conviene sempre fare ricorso tramite l'ente che ha emesso il verbale, non chiedere mai di essere sentiti.

    Se si chiede udienza, i termini vengono sospesi fino alla data di espletamento dell'audizione.

    I termini sono stati allungati dalla legge 214 del 01/08/2003.

    Quando è possibile difendersi senza avvocato.

    Art.82 cpc - patrocinio - davanti al giudice di pace le parti possono stare in giudizio personalmente nelle cause il cui valore non eccede €516,46 (lire un milione)

    Una volta notificata la multa, l'art. 28 della L.24.11.1981, n. 689 prevede che il diritto a riscuotere le somme dovute per le violazioni amministrative si prescrive nel termine di cinque anni (non 2 come raccontato dai giornali) dal giorno in cui è stato commesso l'illecito. Da ciò consegue che la cartella esattoriale deve essere notificata al debitore entro il predetto termine prescrizionale.

    Spesso e volentieri le cartelle esattoriali vengono notificate non solo senza essere state precedute dal verbale da notificare entro 150 giorni, ma vengono addirittura notificate oltre i 5 anni.

    Se l'autovettura è stata venduta e non è stato fatto il passaggio al pra, niente paura basta allegare copia della dichiarazione di vendita fatta al notaio.

    In caso di morte del contravventore, l'erede può chiedere l'annullamento in quanto ai sensi dell'art. 7 della L. 24 novembre 1981, n. 689, le sanzioni non sono trasmissibili agli eredi.

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