Multa » l'autista può guidare con un neonato in braccio?

Si sa, la sicurezza automobilistica è, nel nostro paese, una pratica decisamente poco diffusa e praticata, soprattutto per quanto riguarda i bambini. Ciò, è confermato con dati impietosi e scoraggianti, anche dall'ACI, rendendo noto che la percentuale dei piccoli che viaggiano in violazione della normativa vigente è superiore al 60%, con punte che in alcune città del Sud superano il 70. Ma si può guidare con un neonato in braccio, evitando la multa? In Italia, purtroppo, pare proprio di si.

Guidare con un neonato in braccio senza prendere la multa

Inoltre, se alla superficialità, all'incoscienza e all'ignoranza delle norme esibite per strada da troppi genitori e nonni si aggiunge la distrazione di chi dovrebbe correggerne gli errori dei singoli, queste pratiche scomode rischiano di trasformarsi in una vera e propria piaga sociale, come ben sa il personale sanitario che lavora negli ospedali italiani.

Significativa in questo senso l'iniziativa di una nota rivista che ha realizzato un istruttivo reportage sul campo, affidando a due giornalisti e a un piccolo manichino, simile ad un bambino vero, il il compito di trascorrere due intere giornate scorrazzando per le strade di Roma e Milano.

Il finto bambino, era posizionato sulle ginocchia della mamma, con il finestrino abbassato per rendere più visibili la situazione ai rappresentanti delle forze dell'ordine eventualmente incrociati durante il cammino.

Il percorso, preventivamente, è stato studiato nei minimi particolari per comprendere tutti i punti più caldi della viabilità delle due metropoli, quelli a più elevata intensità di traffico e a più alta probabilità di sfilare sotto gli occhi degli agenti addetti al controllo della circolazione.

Le strade utilizzate per il test, pertanto, sono state quelle nei pressi delle scuole a fine lezioni, le strade dello shopping, le vie sconvolte dai cantieri come quelli preparatori dell'Expo 2015 che mettono ogni giorno a dura prova la pazienza degli automobilisti milanesi in tante zone della città.

La prova, purtroppo, ha fornito risultati scoraggianti, sia per la ridotta presenza delle istituzioni, 26 le presenze delle varie polizie riscontrate a Milano, solo 14 nella Capitale, sia per l'assoluto disinteresse manifestato dalle pattuglie.

Soltanto a Roma due agenti della polizia municipale hanno minacciato di raddoppiare la sanzione.

Per il resto, nebbia fitta nonostante i ripetuti, e volutamente ostentati, passaggi, spesso conditi da soste prolungate proprio sotto gli occhi dei tutori dell'ordine.

Se Roma può quindi vantare almeno un'infrazione rilevata e contestata, il capoluogo lombardo si prende la rivincita a livello statistico: nel 2013 su 2,4 milioni verbali di multa comminati, per violazione dell'articolo 172, il quale impone l'uso di «idonei sistemi di ritenuta» per bambini fino a 1,5 metri d'altezza sono stati 118, pari allo 0,005% del totale.

Una quota ridicola per un'infrazione diffusa che mette a rischio la vita dei più indifesi, seppur quasi doppia, rispetto allo 0,0028% rappresentato dalle 60 infrazioni dello stesso articolo accertate a Roma su un totale di 2,1 milioni di contravvenzioni.

2 maggio 2014 · Gennaro Andele

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