Nuovo cambio di rotta sul C-mor

Successivamente, l'Autorità è ricorsa in appello e nel frattempo, il Consiglio di Stato, accogliendo l'istanza cautelare presentata, ha emesso l'ordinanza numero 2595 del 10/07/2013 che, di fatto, rendeva nuovamente operativo il sistema indennitario bocciato dal Tar Lombardo.

In attesa della sentenza di appello, quindi, la C-MOR rientrava nelle bollette degli utenti morosi.

Se da un lato questo meccanismo è nato per tutelare i venditori, troppo spesso vittime del “turismo energetico” dall'altra penalizza quegli utenti le cui morosità sono generate da contestazioni di fatture considerate per validi e fondati motivi, non congrue e non dovute.

Inoltre, va sottolineato che con l'applicazione di questo indennizzo, rimane comunque in capo all'utente l'obbligo di pagare le fatture insolute: ne consegue che se si ha un debito nei confronti di un gestore, con l'addebito della C-MOR, lo si paga all'incirca raddoppiato.

Sarebbe, sicuramente, più congruo che il vecchio fornitore, una volta incassato questo indennizzo dal gestore che gli è subentrato, provveda a stornarlo completamente dall'insoluto residuo e si appresti a calcolare una nuova fattura sulla quale applicare eventualmente unicamente gli interessi di mora.

Oggi proprio un caso che chiarisce quanto questo meccanismo, sia troppo sbilanciato.

Ad esempio, a fronte di uno scoperto di euro 401,86, viene addebitato un corrispettivo C-MOR di euro 311,91 e l'importo che ancora viene richiesto è rimasto esattamente lo stesso con il risultato che l'utente dovrebbe pagare in totale euro 713,77 e cioè poco meno del doppio dell'insoluto.

20 febbraio 2014 · Giovanni Napoletano

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Commenti e domande dei lettori

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  • marisa 19 marzo 2014 at 15:22

    Ho un sacco di problemi. Adesso mi telefona il recupero crediti perché ero passata a altro gestore poi avevo perso il lavoro arrivavano le bollette doppie non c'è lo fatta a pagare. Però ho pagato al nuovo gestore il cmor una volta. La devo pagare ancora? io mi sparo.

    • Simone di Saintjust 19 marzo 2014 at 15:46

      Per il futuro, le chiediamo di redigere il testo della domanda senza abbreviazioni, e di evitare lo "slang" tipico degli SMS e delle chat (ke, xkè , nn, cmq e similia). Se lei ha fretta, non può chiedere a noi il tempo per rendere comprensibile a tutti il testo che ci sottopone oltre a quello necessario per darle una risposta. Grazie.

      Venendo al problema che denuncia, bisogna dire che forse le aziende non erano sufficientemente preparate ad affrontare e gestire le problematiche derivanti dalla liberalizzazione del mercato dell'energia, in primis il cambio fornitore da parte degli utenti.

      Le associazioni di consumatori segnalano ovunque, sul territorio, casi di doppia fatturazioni o di regolare pagamento del C-Mor al fornitore subentrante con successiva, richiesta del debito accumulato da parte del fornitore uscente.

      In tutto questo, svolgono poi la parte del leone le solite società di recupero crediti che acquistano per pochi spiccioli i presunti diritti del fornitore uscente.

      Nel caos, l'unico suggerimento è quello di non rispondere alle richieste di pagamento. Qualora il creditore dovesse insistere più di tanto, va denunciato per molestie. Se è possibile, conviene affidarsi ad una associazione di consumatori presente sul territorio per ottenere adeguata tutela.