Morosità vecchie bollette » ritorna il corrispettivo c-mor

In sintesi, il C-mor funzionava così: quando un cliente moroso nei confronti del suo fornitore di energia elettrica decideva di passare ad un'altra compagnia fornitrice, il primo perdeva lo strumento di persuasione più efficace per tutelare il proprio credito, ovvero il distacco dell'utenza.

Per risolvere il problema, era stato elaborato un sistema indennitario, il quale assicurava al venditore uscente la riscossione di almeno una parte del credito verso il proprio vecchio cliente.

Il meccanismo era congegnato in modo per cui la provvista necessaria al “ristoro” del vecchio fornitore fosse fornita dallo stesso cliente moroso, che si vedeva addebitare in bolletta, dal nuovo fornitore, una somma a titolo di “costo aggiuntivo per il trasporto dell'energia elettrica”, ovvero il corrispettivo C-mor.

C-mor: la sentenza del Tar

Poi, con la pronuncia numero 683 del 14 Marzo 2013, il Tar della Lombardia, Sezione Terza, aveva disposto che doveva essere annullato il provvedimento dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas che aveva introdotto il cosiddetto sistema indennitario c-mor.

Si leggeva, infatti, nella pronuncia che: nella misura di contrasto al fenomeno del “turismo energetico” - vale a dire il comportamento opportunistico dei clienti finali che intenzionalmente omettano, in vista del passaggio ad altro fornitore ( “switching”), il pagamento delle ultime bollette, confidando sul fatto che, una volta passati al nuovo esercente, il precedente operatore non disponga più di strumenti compulsori efficaci per tutelare il proprio credito - introducendo obblighi ad hoc in capo al nuovo fornitore l'obbligo di richiedere al nuovo cliente anche il pagamento delle somme dovute al precedente fornitore, con una voce in bolletta denominata C-Mor, dovendosi osservare che non si tratta di un intervento legittimato dalla necessità di ristabilire un contraddittorio paritario mediante atti sostitutivi di un'attività negoziale privata inesistente bensì di una disciplina posta tutta dal lato dell'offerta di servizi: esistono dunque convincenti ragioni per rigettare una linea interpretativa che ritenga di poter trasformare senza limiti l'enunciazione di scopi in poteri nuovi e innominati dell'autorità di regolazione incidenti sull'autonomia contrattuale.

Secondo la sentenza, quindi, doveva scomparire dalla fattura la voce C-Mor voluta dall'authority del settore per mettere fino al turismo energetico e con la quale si imponeva al nuovo fornitore l'obbligo di richiedere al nuovo cliente anche il pagamento delle somme dovute al precedente gestore.

A parere dei giudici del Tar, con la delibera che introduceva il sistema indennitario, l'autorità per l'energia elettrica era andata oltre i suoi poteri.

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