Morosità in caso di cessione del contratto ed altre problematiche

Ma cosa succede, invece, se il contratto sottoscritto prevede una definizione diversa di voltura, oppure se utilizza altra terminologia, come ad esempio la cessione del contratto, per far ricadere sul nuovo consumatore i debiti del vecchio utente?

Qualora fosse utilizzata l'espressione voltura, anche solo nella fase precontrattuale, prevarrebbe sempre e comunque la definizione contenuta nella normativa emanata dall'Autorità preposta alla regolamentazione del mercato dell'energia.

Sarebbe una clausola contrattuale inefficace quella che utilizzasse un termine con un preciso significato normativo sancito dall'Aeeg, per poi darne un significato diverso.

Ma anche se non fosse utilizzata l'espressione voltura, stante il fatto che l'Aeeg ha elencato il subentro e la voltura quali le due uniche modalità di passaggio dell'utenza da un consumatore all'altro, ci si potrebbe opporre ad una richiesta di pagamento di morosità pregresse.

E questo perché far ricadere su un diverso utente i debiti di un altro utente dell'energia sarebbe in violazione di alcuni principi generali dell'ordinamento, quali la buona fede e la correttezza contrattuale, e potrebbe costituire causa di annullabilità del contratto per vizio del consenso.

Soprattutto, quando l'utente è un consumatore, vi sarebbero svariate violazioni della normativa a tutela del consumatore:

  • obbligo di fornire al consumatore informazioni chiare e comprensibili,
  • pratica commerciale scorretta,
  • omissione ingannevole,
  • clausola vessatoria

Sarebbe, infatti, in contrasto con ogni basilare principio della normativa costringere il consumatore, per avere luce o gas, a farsi carico del debito di altro utente di cui spesso neanche conosce o può conoscere l'entità.

Non è giustificabile, infatti. un contratto con cui il gestore scarica un suo problema di recupero crediti sul nuovo cliente, ricattandolo con il distacco delle utenze se non accetta di pagare un debito altrui. La vessatorietà e scorrettezza di una tale condizione contrattuale è più che evidente.

Ovviamente, esistono casi particolari in cui il nuovo utente dovrà farsi carico dei debiti del vecchio utente, ma non si tratta tanto di eccezioni alla regola appena descritta, quanto piuttosto dell'applicazione di altre norme.

Ad esempio, l'erede che chiede il subentro o la voltura dell'utenza intestata al deceduto risponde dei debiti di quest'ultimo in base alle norme sulla successione ereditaria.

Oppure, quando il gestore dimostra che il subentro o la voltura è stata richiesta al fine di ostacolarne l'attività di recupero crediti.

In conclusione, che si tratti di subentro o di voltura, al nuovo cliente non potrà essere richiesto di rispondere della morosità pregressa lasciata dal vecchio cliente.

26 luglio 2014 · Andrea Ricciardi

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