Il procedimento per la liberazione coattiva del debitore

Il procedimento di convalida dell'offerta reale e del successivo deposito liberatorio, relativi ad obbligazioni aventi ad oggetto una somma di denaro, é un giudizio di liberazione coattiva del debitore, essendo la sentenza che lo definisce volta ad estinguere il debito, accertando la validità del deposito a favore del creditore.

Oggetto di tale procedimento é la verifica della ritualità di tutte le modalità, formali e temporali, prescritte dalla relativa disciplina normativa affinché il debitore si liberi delle sua obbligazione.

In pratica, il procedimento di convalida dell'offerta reale, o dell'offerta per intimazione e del successivo deposito, libera il debitore dalla sua obbligazione soltanto quando il deposito è accettato dal creditore o è dichiarato valido con sentenza passata in giudicato, non essendo sufficiente, per la liberazione coattiva del debitore, che questi abbia rispettato le modalità, formali e temporali, prescritte dalla disciplina dell'offerta e del deposito contenuta nel codice civile, se non seguite dal giudizio di convalida, conclusosi positivamente.

Insomma, mora credendi e liberazione del debitore non coincidono, in quanto la costituzione in mora del creditore e la conseguente offerta di restituzione valgono unicamente a definire il momento di decorrenza degli effetti della mora, il passaggio del rischio della cosa a carico del creditore, la cessazione del corso degli interessi, gli obblighi di risarcimento del danno e di rimborso delle spese a carico del creditore.

Dunque, tra gli effetti della mora del creditore non vi è la liberazione del debitore, subordinata, dalla legge, all'esecuzione del deposito accettato dal creditore o dichiarato valido con sentenza passata in giudicato. Corollario di questo principio è quello per il quale fintantoché il debitore non è liberato dall'obbligazione con l'esecuzione del deposito accettato dal creditore o dichiarato valido con sentenza passata in giudicato, il creditore è legittimato all'azione esecutiva, anche se costituito in mora credendi.

In particolare, la liberazione del debitore dall'obbligazione restitutoria può essere chiesta anche in sede di opposizione a precetto ovvero di opposizione all'esecuzione, formulando apposita domanda e fornendo la prova dei fatti allegati.

Così i giudici di legittimità hanno esposto i concetti di mora debendi, mora credendi, estinzione dell'obbligazione e liberazione del debitore nella sentenza della Corte di cassazione numero 8711/15.

2 maggio 2015 · Marzia Ciunfrini

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